Bruno Tognolini: fare un bambino felice (o non tanto infelice) 8

L’insolita soap-mamma insiste con il decalogo dal titolo Dieci punti per fare un bambino felice. O non tanto infelice* di Bruno Tognolini. Dopo diffidare dai decaloghidiffidare degli espertifarsi le proprie ideefare spesso il tagliando delle proprie idee, esercitare memoria e giudizio, leggere libri e mangiare storie e profondere bellezza è la volta di NON LO SO.
Come sarebbe a dire non lo so!?
Bruno Tognolini scrive: – Nel punto otto non so cosa scrivere. E quindi scrivo: accettare la propria ignoranza, inadeguatezza e sana e santa imbecillità. Come si fanno bambini felici? Non lo so. Nelle acque fangose di quello stato d’imbecillità transitoria covano le poche fragili chiaroveggenze che ci verranno donate. Un genitore che qualche volta è un po’ imbecille, e consapevole di esserlo, e capace di riderne col suo bambino, è un genitore quasi perfetto.
E’ proprio vero.
Chi non vuole rendere la propria prole felice?
Va accettata anche la propria ignoranza, la propria inadeguatezza e la propria sana e santa imbecillità: l’importante è esserne consapevoli.
E’ la consapevolezza il punto di svolta.
Per quanto riguarda la solita mamma il rischio è che lei passi all’eccessiva consapevolezza di inadeguatezza o di ignoranza e di imbecillità. Tutte queste cose messe insieme, in una persona eccessivamente critica con sé stessa come lei, rischiano di demoralizzarla.
L’ironia quindi è sempre una fantastica alleata da praticare e da trasmettere in eredità ai propri figli (come ha fatto il solito nonno con lei).

Segue il punto nove.

*Fonte del decalogo: Letteratura per l’infanzia

6 Comments Bruno Tognolini: fare un bambino felice (o non tanto infelice) 8

  1. Avatarmammapiky

    Di fronte a certe affermazioni e certi discorsi di mio figlio, io inadeguata, mi ci sento sul serio. Lui fa domande apparentemente semplici, ma rispondere e’ complicato e non sempre ne sono all’altezza. Lui consapevole di questo, trova da solo una spiegazione più o meno plausibile, me la dice ed io imbambolata mi chiedo “ma perché non ci ho pensato io?”

  2. AvatarAlice

    Oh, questo è il mio punto favorito, visto che quelli che hanno sempre una risposta per tutto, un po’, mi infastidiscono. Ho condito le risposte alle loro domande con diversi non so. Così non ti mettono su un piedistallo e non rischi di cadere quando cominciano a contestarti. 😉

    1. AvatarVelma

      Sei fenomenale…ah…quanto ho da imparare da te!
      Nella vita approcciarsi con umiltà è una caratteristica che pochi, ahinoi, hanno. Ce ne fossero di Alice dalla nascita!

    2. AvatarAlice

      Scusa Simonetta, ma devo sistemare una cosetta.
      Eh allora Velma! Che poi se scopro che mi prendi per il xxxx, vedi come arrivo di corsa in Salento! 😉

    3. AvatarLa solita

      Ragazze ci vediamo a metà strada a Pesaro, no ;D!?
      Alice hai perfettamente ragione. Temo il piedistallo soprattutto per il rischio di cadute. Prima o poi, per crescere i figli saranno costretti a farci scendere (e visto come l’ho fatto con i miei a suo tempo…) e allora tanto vale che il gradino non sia enorme ;D!
      Buona giornata ragazze :D!

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