Bruno Tognolini: fare un bambino felice (o non tanto infelice) 9

L’insolita soap-mamma è arrivata quasi in fondo al decalogo Dieci punti per fare un bambino felice. O non tanto infelice* di Bruno Tognolini. 
Dopo diffidare dai decaloghidiffidare degli espertifarsi le proprie ideefare spesso il tagliando delle proprie ideeesercitare memoria e giudizioleggere libri e mangiare storieprofondere bellezza e non lo so è la volta di esercitare la memoria del dolore.

Dice il mago della parola: – Questo è il punto più difficile, che predico ma non so praticare, perché pare in straziante contrasto con l’essere umano: accettare il dolore dei propri figli. Anche se sembra inaccettabile. Ricordare il proprio dolore: ci ha ucciso? Alcuni dolori ci hanno sfregiato, altri ci hanno cresciuto, altri le due cose insieme. Perché negarli ai propri figli? Per stare in pace noi?
La solita mamma concorda con Bruno Tognolini perché è dura la pratica del dolore anche se razionalmente è plausibile che anche il dolore faccia parte del crescere.
Il dolore delle prime cadute, per imparare a camminare.
Il dolore della separazione, per avventurarsi nel mondo.
Ci sono dolori diversi, alcuni che restano segnati a pelle e altri che col tempo passano.
Dal punto di vista della solita donna, il tema del dolore però è di un’attualità sorprendente. Il dolore non è ammesso, va nascosto, insieme a tutto quello che lo provoca, come per esempio la malattia o la vecchiaia e la morte. Insieme al dolore, finisce forse sotto al tappeto con la polvere, la solidarietà, la capacità di sopravvivere a un dolore e la sensibilità.
Sì, lo sa che tutto questo non c’entra niente con il tema del rendere i bambini felici e che come genitori si cerca di preservare il più a lungo possibile l’ingenuità dell’infanzia tenendo la prole lontana dai guai.
Forse però potrebbe esserci una via di mezzo: provare a raccontare il dolore attraverso le storie. Il racconto come omeopatia delle emozioni più brutte, una sorta di vaccino naturale che produca gli anticorpi per quelle emozioni che nessuno vorrebbe far provare direttamente ai propri figli.
E’ difficile.
Al momento tradurre grandi dolori per i più giovani attraverso i libri sembra alla solita bibliotecaria un buon compromesso e anche una grande responsabilità per chi pubblica, scrive e illustra storie.
Un grazie di cuore a chi lo fa con delicatezza.

Segue il punto dieci.

*Fonte del decalogo: Letteratura per l’infanzia

5 Comments Bruno Tognolini: fare un bambino felice (o non tanto infelice) 9

  1. Avatarmammapiky

    Grosso dilemma proteggerli dal dolore o aiutarli a crescere vivendolo e affrontandolo?
    D’istinto dico la prima poi, per fortuna penso, e opto per la seconda ed io soffro insieme a lui. Soffro nel vederlo soffrire.

  2. AvatarMonica

    Ho letto i tuoi nove post dedicati al decalogo e volevo farti i complimenti: sono molto belli. Grazie anche per avermi fatto scoprire I Dieci Punti di Tognolini, vista la mia totale, anche se recente, passione per le sue parole.
    In merito al tema di questo post, il dolore dei bambini, passare un anno a fare l’insegnante in oncoematologia pediatrica mi ha fatto pensare tanto tanto tanto a questo dolore. Ci sono dolori non facili da capire, non facili da raccontare. Si fa fatica, a volte, a soffrire insieme ai bambini di certi dolori. Si fa fatica soprattutto a non riuscire a dare risposte a certe domande.
    E’ un tema difficile questo, lo dice anche Tognolini, e spesso, io, non avendo la straordinaria capacità di parlare che ha lui, sono rimasta muta e senza parole.
    Un abbraccio,
    Monica

    1. AvatarLa solita

      Penso che già il fatto di fare quel bellissimo lavoro che è insegnare in una situazione così difficile ti faccia un onore enorme.
      Ci sono dolori immensi che non si possono spiegare, ma il fatto di esserci – in silenzio – portando un po’ di normalità in una corsia di ospedale penso valga moltissimo.
      Grazie per questo tuo commento, davvero di cuore.
      Un abbraccio anche a te.

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