La solita lettrice abitudinaria

Il solito compagno sta per recedere dal contratto di matrimonio. La causa?
– Ma stai sempre leggendo?
Ecco. Che, detto da uno che legge tanto e che ha della lettura una visione insolita, è tutto dire.
La solita Simonetta legge in due modi diversi: per dovere professionale (perché, checché se ne dica, i bibliotecari non hanno tempo per farlo in biblioteca) e per gusto personale. C’è una terza ipotesi: quando legge per lavoro, ma si appassiona pure.
Ancora.
Tra le insolite definizioni e manie della solita mamma c’è quella del filotto fortunato. Non sapete che cos’è?
Il filotto fortunato, o felice che dir si voglia, è quella serie di libri che si legge uno dopo l’altro senza interruzione e senza pentimenti.
Con smania. Come una forsennata. Perché la solita lettrice non sa se succede anche a voi, ma ci sono delle volte che quando si appassiona a un libro teme di non trovarne un altro in grado di alleggerirle il cuore come quello appena ultimato. E quindi entra in quella fase che lei chiama periodo di lutto letterario. Ed è dura interromperlo, perché lei rimane appiccicata al libro ultimato e nessun altro le sembra all’altezza.
Attenzione però: non dipende dalla qualità del libro. Dipende esclusivamente dal suo estro del momento.
In questo momento la solita Simonetta è in pieno filotto fortunato professionale.
Per giunta con la scusa (che poi tanto scusa non è) di dover mettere a riposo la caviglia ancora dolorante si acquatta nel suo letto e sprofonda nelle storie.
Ha appena finito di leggere un bel tomo di Jojo Moyes dal titolo Io prima di te*, edito da Mondadori. Una lettura rosa-lacrimevole (alla solita osservatrice pare stiano andando tanto di moda dopo le storie d’amore con i vampiri), tanto che si chiedeva se prima o poi qualcuno darà loro un nome come genere letterario autonomo. Boh.
Comunque l’insolita lit-blogger vi lascia un paio di recensioni autentiche in modo che ve ne facciate un’idea.
Le trovare in Le pagine strappate e in Diario di pensieri persi, che loro sì sono davvero brave a farlo.

Buon Venerdì del libro a tutti e felice fine settimana.

10 Comments La solita lettrice abitudinaria

  1. AvatarFedericasole

    La sensazione di non trovare un libro piacevole come quello che si sta leggendo succede sempre anche a me ed è lì che si gusta il benessere dato dalla lettura, le endorfine che rilascia, il fatto di crogiolarsi in una bella storia. Hai ragione a dire che dipende più dal momento che dal libro, però se questo ha funzionato su di te mi fido e me lo segno, ci vogliono letture più leggere e al femminile!:-)
    Buon weekend Simo!

    1. AvatarLa solita

      Grazie della fiducia :D! Ho visto che tu stai leggendo la De Gregorio… Ecco il mio consiglio, non appartiene a quel filone ;D!
      Buon weekend e un abbraccio :D!

  2. Avatar

    Conosco il lutto letterario e anche il commento del partner che si sente scalzato dai libri 😉
    Non mi attirerebbe, ma si sa, i lettori onnivori son capaci di miscugli infernali… ciao!

    1. AvatarLa solita

      Hai compreso perfettamente: sto facendo un coctail di letture assurdo ;D! Sarà la primavera, che ne dici!? Su carta e non…
      Buon weekend e un abbraccio :D!

  3. Avatarkemate

    Bellissimo il commento di tuo marito, ma, dal mio punto di vista non credo assolutamente che sia una giusta causa per il divorzio.

    1. AvatarLa solita

      Questo mi consola ;D! Ahahahah!
      E’ solo che lui è nella fase down e non trova qualcosa da leggere che lo appassioni e allora rompe a me :D!
      Baci!

  4. Avatarlepaginestrappate

    Io li chiamavo Tira-lacrime! 😀 (Ma attendo un nome più autorevole! :P)
    Un po’ come Titanic, i film con lei che muore dopo lunga e penosa malattia, i film-libri come One Day verso la fine, e quelli sui bambini.
    Un po’ come il tiralatte aiuta la mamma con difficoltoso allattamento, ecco, in caso di ingorgo non di latte ma di emozioni-lacrime-emotività questi libri e film sono perfettamente adatti allo scopo: aprono le vie e galvanizzano perché scaricano le emozioni. (perché esistono in funzione delle emozioni, non del vero e proprio contenuto o forma, sono libri che piacciono perché “fanno piangere” o “emozionano un sacco”, che le lacrime le TIRANO, senza scatenare emozioni più intense ma meno evidenti, come inquietudini e pensieri… chi è la persona orribile che non piange leggendo di cose bruttissime e malattie?).
    Sono un po’ EMozioni Pronte All’Uso, surgelati che abbisognano di una passata in microonde.

    Le ricerco regolarmente in periodi di stress e a volte in preciclo. 😛

    1. Avatarlepaginestrappate

      (Comprendiamo il marito! ;D i miei fidanzati si sono sempre rassegnati, più o meno pacificamente, a essere spodestati dal mio tempo per la lettura… il fattore positivo è che hanno grande libertà per le proprie passioni. E che il massimo di shopping cui li costringo è giri di qualche ora per librerie :P)

    2. AvatarLa solita

      Eddai, ma sei una mistica psicologa della lettura ;D!
      Un commento bellissimo e di una precisione straordinaria. E’ per questo che lunedì, mia cara, sei la mia ospite speciale per la guida insolita, se non ti dispiace :D!
      Buon we e un abbraccio :D!

Comments are closed.