Insolito #noivaliamo: l’ibisco viola

La solita lettrice è una collezionatrice di incipit.
Di solito quando sceglie, e di solito compra, un libro quello che la affascina è il suo inizio.
Non legge la quarta di copertina, spesso specchietto per le allodole o allusione alla trama troppo spinta.
Se l’autore è sconosciuto, non legge la sua biografia. Quarta di copertina e accenni sull’autore rischiano di minare il suo giudizio. La solita Simonetta non tollera nemmeno le fascette o quelle frasi ad effetto di qualche super-esperto perché di solito sono fuorvianti e spesso poco credibili.

A casa tutto cominciò a crollare quando mio fratello Jaja non andò a fare la comunione e papà scagliò il suo pesante messale attraverso la stanza e ruppe le statuine della vetrina. Eravamo appena tornati dalla chiesa. mamma mise sul tavolo da pranzo le foglie di palma fresche, bagnate di acqua benedetta , e andò di sopra a cambiarsi. […] Papà, vestito di una lunga tunica grigia come glia latri oblati, aiutava tutti gli anni a distribuire la cenere. la sua fila era quella che si muoveva più lentamente perché lui premeva con forza il pollice coperto di cenere su ogni fronte per tracciare una croce perfetta e scandiva piano, sottolineando il significato di ogni parola: “polvere sei e polvere ritornerai”.
(da L’ibisco viola* di Chimamanda Ngozi Adichie, edito da Einaudi).

E’ un libro sconvolgente che racconta storie diverse che si mescolano insieme alla perfezione.
L’autrice è nigeriana e il romanzo è ambientato nel suo Paese, dove convivono la dittatura e l’orgoglio nazionale, le tradizioni e la spinta alla libertà, la religiosità fanatica e lo spirito laico moderno, l’amore per la propria nazione e la voglia di fuggire altrove per poter sopravvivere (e non solo alla fame!).
La protagonista è Kambili, una ragazzina di quindici anni che vive con le bolle in gola, metafora della sua incapacità di parlare. Balbetta o rimane in silenzio anche se il lettore ascolta tutti i suoi pensieri tenuti nascosti a causa della paura. Il padre è una sorta di Dottor Jekill e Mr Hyde moderno: un eroe locale per il mondo esterno, un mostro fanatico e violento all’interno della mura di casa.
Nonostante la crudezza della storia che affronta il tema della violenza domestica, la solita donna vi assicura che c’è un lieto fine (che per lei è stato inaspettato, tanto che quando è arrivata al punto della svolta ha avuto un moto da spettatrice sportiva esaltata di fronte a un goal).
Non vi può svelare nulla ovviamente per non togliervi il piacere della sorpresa.
E’ un libro sorprendente, bello e ricco di spunti di riflessione. Uno di quei libri che a distanza di tempo andrebbe riletto con più calma, perché alla prima lettura predomina la smania di arrivare alla fine per capire che cosa succederà.
Quando si dice l’incipit

Buon Venerdì del libro e felice weekend a tutti.

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4 Comments Insolito #noivaliamo: l’ibisco viola

  1. AvatarMonica:)

    Sembra un libro forte, ma credo che lo leggerò perchè anche a me l’incipit ha colpita!
    Me lo segno, grazie per la condivisione.

  2. Avatarmaris

    Libro denso di significato, emozioni e sentimenti, a quanto capisco dalle tue parole e dall’incipit.
    Concordo con te sul fatto che quelle fascette con frasi ad effetto siano quasi sempre esagerate o comunque fuorvianti, così come la quarta di copertina (che più di una volta mia ha “fregato” cioè mi ha fatto immaginare chissà che e poi…).
    Buona settimana!

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