Bruno Tognolini: fare un bambino felice (o non tanto infelice) 3

Ok, la solita fanatica di liste puntate continua la sua rassegna del decalogo stilato da Bruno Tognolini, maestro con le parole, dal titolo Dieci punti per fare un bambino felice. O non tanto infelice*.
Con diffidare dai decaloghi e diffidare degli esperti Tognolini ispira simpatia a prescindere che lo si apprezzi o meno come autore di libri per ragazzi, perché si tratta di regole di buon senso, ma che ogni tanto la solita Simonetta bisogno di farsi ricordare.
Il terzo punto è altrettanto rivoluzionario: farsi le proprie idee.
E aggiunge: – Pur rischiando che siano sbagliate. Ad avere le proprie idee educative si può sbagliare; a non averle per non sbagliare si sbaglia di certo. Detta in altro modo: a un bambino forse è più utile un genitore che ha le sue idee, alcune sbagliate, che un genitore che non ha idee e fa ciò che fan tutti.
Oggi alla solita mamma pare che l’universo dei genitori sia pieno di stimoli.
In alcuni casi le sembra che più che stimoli, sia un vero attacco alla diligenza, soprattutto quando si tratta di mode passeggere.
Allattamento a richiesta sì o no.
Farli piangere ad oltranza o rischiare di viziare i propri bambini tenendoli in braccio.
Nido sì o nido no.
Rosa o azzurro.
Si arriva ad un punto in cui le proprie idee si mettono da parte, pur avendole, perché gli altri fanno diversamente, per paura del giudizio altri, per sfinimento e chi più ne ha più ne metta.
E mano mano che i bambini crescono, le proprie idee cozzano con l’universo che i figli cominciano a conoscere direttamente e a portare a casa.
– L’amica Tizia fa così.
– L’amico Caio fa cosà.
Qualche volta la solita donna pensa che sarebbe quasi più facile non avere idee.
O forse, come dice Tognolini, è semplicemente la paura di sbagliare.
Nel dubbio, i soliti genitori ci provano. E il fatto di rivivere con ciascun figlio le varie fasi della crescita li rende leggermente più sicuri. Insomma sbagliando si impara :D! E allora che si impari dai propri errori piuttosto che stare a guardare.
E voi?

Segue il punto quattro.

*Fonte del decalogo: Letteratura per l’infanzia

7 Comments Bruno Tognolini: fare un bambino felice (o non tanto infelice) 3

  1. Avatarmammapiky

    Di sicuro imparare dai miei, anche perché ne ho così tanti (di errori) che sarebbe un peccato sprecarli!!! Però ciò non vuol dire non buttare un occhio su cosa fanno gli altri, potrebbe essere sempre uno spunto e i sicuro e’ un confronto. Si può scoprire che qualcosa si può far meglio, che c’è una variante a cui non avevamo pensato o più semplicemente che l’altro, in quell’occasione, ha fatto meglio…ed allora perché non seguirlo? A volte unire le esperienze può facilitare la vita!!

  2. Avatarsly

    presuntuosa come sono preferisco sbagliare ed imparare dai miei errori…io sono nata e cresciuta spirito indipendente..e non sia mai che io avessi ascoltato un consiglio…ci provo e faccio di testa mia..ma sono altrettanto brava ad ammettere l’errore e a correggere il tiro…poi avendo 2 gemelli ed avendo scoperto il web tardi, non mi sono confrontata con nessuno…il confronto l’ho scoperto qui in rete trovando splendide bimamme…#quototognolini

  3. AvatarLaNinin

    Prima di aver figli ho letto una tonnellata di libri su come crescere bambini felici.
    Dopo aver avuto figli ho fatto un sacco di errori che sui libri non erano scritti.
    Sbaglio ancora, i risultati li vedrò in un tempo che non mi permetterà di correggerli.
    E’ triste? No, è la vita.
    L’unica cosa fondamentale che ho imparato dalle mie letture è che i figli non si crescono attraverso i sensi di colpa, l’ansia e la “ritirata”. Le cose si affrontano al meglio delle proprie possibilità e del proprio amore, la vita fa il resto.
    …e poi… sono credente e affido tutte le mie incapacità a chi, più in alto di me, può rimediarvi. 😉

  4. Avatarmonica

    Sono una che ha fatto tanti errori e ha cercato di imparare da questi.
    Ma che continua a farne di diversi.
    Sempre però seguendo le proprie idee.
    Anche questa è un’ evoluzione.

  5. AvatarAnonymous

    Oddio!
    Quante cose mi hai fatto venire in mente!
    Ho le mie idee.
    Poi ovviamente le posso cambiare.
    Beh, forse non è tanto ovvio.
    In ogni caso io distinguo le idee o modo di pensare, per intenderci, da quelli che invece chiamo ” punti fissi “.
    Il modo di pensare e le azioni che ne conseguono sono caratterizzati dal fatto di essere:
    – contingenti
    – opinabili
    – dinamici
    Invece i “punti fissi”, beh, lo dice la parola stessa.

    Poi, sai, la paura di sbagliare c’è sempre.
    Basta tenerla chiusa sotto chiave, se no non si vive più.
    Quello che mi preme di più nell’educazione delle mie figlie è proprio Riuscire a trasmettere dei valori. Che non è detto che solo perchè tutti hanno l’astuccio delle Winx lo devi avere anche tu e non è detto che solo perchè le tue amiche fanno pallavolo lo devi fare anche tu, ecc.
    E questa mi sembra la battaglia più difficile, perchè prevede di mettere a nudo i pensieri di un bambino e renderlo talmente forte da saper affrontare li sguardi dei suoi coetanei.
    E non c’è nessuno più adorabile e al contempo cattivo di un bambino.
    Ok, basta.
    M.

  6. AvatarantonellaVì

    Se non si sbaglia non si impara. Tanti errori, alcuni che non hanno trovato rimedi altri che hanno insegnato. Confrontandomi sì ma decisioni sempre e solo con la mia testa :)Al di la di ogni cosa, mi piaccione le poesie e le sue filastrocche

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