I soliti Genitori crescono: strategie di sopravvivenza

La solita Simonetta è abitudinaria. La routine le garantisce la tranquillità che essendoci già passata e presenziando per raccontarla, tutto sommato non va male. Gli imprevisti generano nella solita organizzata un po’ di ansia e l’ansia non si addice ad una famiglia di cinque persone, perché è contagiosa e cresce esponenzialmente.
Tutto ciò per anticipare il tema del mese di marzo di Genitori crescono e il loro blogstorming: perché visto che è sopravvissuta all’iniziativa del mese scorso, ci ha preso gusto e partecipa di nuovo.
Il tema riguarda le sfide quotidiane, ma soprattutto le strategie di sopravvivenza. Perché sì, come scrive Serena, alla fine guardandosi da fuori non si è così male. E quindi è sull’ottimismo e sulle capacità di risolvere i problemi di ogni giorno che la solita Simonetta si sente coinvolta. Il momento più difficile della giornata a Pallandia Home è l’avvio.
Ore 6.30: la solita mamma mette su il caffè e comincia ad accendere qualche luce. Il risveglio deve essere delicato perché è un attimo che gli equilibri si perdano per strada. Tre figli di lavare, vestire e sfamare entro le 7.25 è una sfida vera e propria. Poi la palla passa al solito padre che deve intrattenere le truppe in attesa del cambio di testimone.
Ore 6.35: la solita Simonetta comincia ad articolare paroline dolci nella camera delle due figlie, decisamente più difficili da convincere nella vestizione. Se è fortunata la terzogenita si presenta in cucina con due parole secche: – Voglio yogurt.
Se va male con: – Non voglio andare a scuola.
Ore 6.45: la secondogenita comincia a contrattare pettinatura e abbinamento dei colori. E fin qui niente di male. Il problema nasce con i calzini. Sì, i calzini hanno le cuciture e per la solita figlia pallosa sono un incubo (e lo sta diventando anche per il resto della famiglia, per non dire dei vicini di casa). Finché la posizione del calzino non è quella perfetta, che a seconda dei giorni richiede dalla mezz’ora minima sindacale di urla e strepiti in su (mai meno eh), il resto della famiglia è ostaggio del problema. Tutte le mattine. Tutte. Domeniche incluse, per capirsi.
Ore 6.50: preparazione del figlio seienne, che per ribadire che lui non vuole crescere e patteggerebbe qualsiasi cosa per essere figlio unico, deve essere trattato da lattante. E siccome il tempo stringe, la solita donna soccombe e lo accontenta.
Ore 7.00 circa comincia il loop del solito marito: – Che ore sono?
O in alternativa: – Qualcuno sa dirmi che ore sono?
O per finire: – Chiedi alla mamma che ore sono, per favore.
Che tanto, fino alle 9 non è ancora reattivo ad altro. Solo dopo le 9 i soliti coniugi iniziano veramente la loro giornata, ma per telefono a quel punto.
Ore 7.05 La piccola di casa urla: – Voglio ancoraaa.
Cioè vuole la seconda ciotola di yogurt e solo a quel punto comincia la sua vestizione e la scelta dell’acconciatura per la mattinata. Ovviamente deve ribadire o cominciare il suo loop: – Non voglio andare a scuola.
Ore 7.15 la solita donna si lava e si veste alla velocità della luce, beve il suo latte e caffè come solo lei sa farsi. Distribuisce ordini random, ma ormai il più è fatto.
Ore 7.30 la solita Simonetta è in macchina e tira un meritato sospiro di sollievo perché un altro giorno è partito e tutto il resto è decisamente in discesa.
La strategia sta tutta nel non perdere nemmeno un minuto sorprendendosi di eventuali cambi di programma, del tipo: – Mamma mi scappa la cacca! e avere in mente l’obiettivo finale (che in realtà potrebbero essere due).
Arrivare in macchina per le 7.30. O più utopisticamente trovare un lavoro più vicino a casa.
Però anche questa mattina la solita donna ce l’ha fatta, fiuuu.
Buona giornata a tutte le equilibriste che passano di qui.

11 Comments I soliti Genitori crescono: strategie di sopravvivenza

  1. Avatarmammapiky

    Ti capisco e mi vergogno….si perché qui di figli ce n’è uno solo ma provo le tue stesse sensazioni ogni mattina!!!!!! Tre figli in meno di un ora!!!! Per me sei un’eroina!!!!

    1. AvatarLa solita

      Mica fila tutto sempre liscio, eh ;D! Ma il sospiro di sollievo che faccio tutti i giorni quando mi chiudo la porta alle spalle, mi fa pensare come l’ora precedente io l’abbia passata in apnea!

    1. AvatarLa solita

      Ogni tanto vorrei lasciare tutto al caso (anche per responsabilizzarli!), ma so che alla fine arriverei solo in ritardo io. E pensare che ho scelto di andare a lavorarare fuori proprio quando è arrivato il mio priomo figlio. E tutti a dirmi che ero pazza. Con il senno di poi, sì! Sono stata una pazza :D!

    1. AvatarLa solita

      E che non lo so, ma lo sono anche convinta che se dovessi uscire più tardi, mi alzerei più tardi e sarebbe lo stesso. Poi io sono una puntuale (anzi magari arrivo cinque minuti prima!) e questo un po’ mi frega :D!

  2. AvatarLaNinin

    Arriverà il momento in cui li bacerai prima che escano e penserai a quanto era bello (anche se faticoso) vederli saltellare verso l’entrata della scuola. 😉

    1. AvatarLa solita

      Non me lo dire: ieri guardavo le foto solo dell’anno scorso e mi rendo conto di come mi stia scivolando il loro tempo tra le dita :D! Vorrei fermare il tempo con tutti i casini che ci sono e riviverlo in loop…

  3. Avatarmela

    Sei sempre il mio mito personale 🙂
    Veramente gestire il risveglio/preparazione di 3 figli in un’ora scarsa può essere oro olimpico te lo sei mai chiesta?
    Per me… è SI!

  4. Avatarmonica

    Abbiamo alcune cosette in comune, io e te, tipo la sveglia pacata della Grande, la doppia colazione (che lei chiama la seconda colazione) della Gnoma di Mezzo, e la contrattazione dei vari look. Ma sopravviveremo!

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