LAVA: storia di un albero

Per questo Venerdì del libro, la solita Simonetta è completamente presa dall’albo edito da Gallucci dal titolo Storia di un albero* di Emile Vast.

L’albero che.

cresce…

incanta…

accoglie…

unisce…

provvede…

muta…

attende…

e di nuovo…

Si attraversa così tutte le stagioni. Una pagina contiene un verbo e tre contengono pura illustrazione, dal tratto caratteristico e molto particolare. E’ impossibile confonderlo ed è molto bello.
E’ un libro in cui i bambini si possono perdere per ore.
Oggi la solita mamma attira la vostra attenzione sul testo (quando si dice che un libro per bambini è facile…). Provate a rileggerlo con calma.
Togliete dal titolo il protagonista, l’albero, e a voi cosa fa pensare?
Alla solita dissociata ha fatto pensare alla mamma.
Provate a sostituire quella parolina.

La mamma che cresce insieme al suo bambino.
La mamma che incanta con la sua voce, con il suo profumo, con il battito del suo cuore.
La mamma che accoglie tra le sue braccia.
La mamma che unisce, che fa da ponte tra il suo bambino e il resto del mondo finché non riuscirà a farlo da solo.
La mamma che provvede alla sopravvivenza del suo piccolo.
La mamma che muta, che trasforma il suo corpo per accogliere una nuova vita.
La mamma che attende per nove mesi.
E di nuovo con un altra vita, un altro bambino.

Alla solita Simonetta questo preziosissimo albo ha fatto sognare.
Buon weekend a tutti.

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18 Comments LAVA: storia di un albero

  1. Premettendo che amo gli alberi tanto da averne fatto una delle mie tag più popolate sul blog (e non conto i libri sul tema che ho in casa, che è un paradosso visto che purtroppo costano il loro abbattimento ma ho compensato almeno simbolicamente con una piccola foresta vergine sul balcone)… mi piace molto il tuo paragone e lo trovo molto calzante, dalla primissima riga che è una delle verità assolute della mammitudine: mamme si cresce, insieme ai nostri bimbi.
    Buon week end!

    1. La solita

      Non credo di essere la prima ad averlo recensito. E’ talmente bello e il tratto ha un che di orientale (anche se lei è francese).

  2. Marika

    Grazie della segnalazione. Molto romantico il paragone.mi piace anche l illustratore, lo cercherò di sicuro. Anche noi questa settimana abbiamo avuto tra le mani un libro frondoso…come é nato il signor albero di Agostino traini. Continueremo sul tema.

    1. La solita

      Temevo di essere troppo sdolcinata.
      Traini e la Costa sono maestri di “alberitudini”: anche noi li abbiamo letti e guardati tutti.

  3. Marika

    Grazie della segnalazione. Molto romantico il paragone.mi piace anche l illustratore, lo cercherò di sicuro. Anche noi questa settimana abbiamo avuto tra le mani un libro frondoso…come é nato il signor albero di Agostino traini. Continueremo sul tema.

  4. maris

    Bellissimo! E hai ragione, si può tranquillamente sostituire la parola “mamma” alla parola “albero”.
    L’ho visto in libreria, magari la prossima volta lo prenderò, anche per un regalo può essere una buonissima idea.

  5. il mio grandecaos

    Gli alberi mi affascinano, guardo le radici e guardo le chiome con stupore. Mi rilassa una passeggiata in mezzo agli alberi ma rischio di perdermi se non ho qualcuno con me.
    La tua associazione mi ha messo i brividi……

    alessandra

    p.s. senti, se proprio non hai niente da fare, verresti a leggere il mio give away con book crossing? volevo inventarmi un modo insolito per far circolare un libro e mi è venuto in mente questo. Mah!

  6. Daria

    Bello! Devo trovarlo… adoro il tuo paragone albero-mamma… mi viene in mente un librino che avevo trovato tempo fa e letto con Alice “Una mamma albero” che paragonava la mamma ai diversi tipi di albero…

  7. mammozza

    Lo sfogliato un pò velocemente in biblioteca e mi è sembrato più da adulti (ma l’ho tarato rispetto alla mia canaglietta che vorrebbe leggere solo di tecnologia e coglie ancora poco la poesia).
    In effetti gli alberi sono fonte e sostegno per tanti esseri viventi (umani compresi) e le mamme fanno il loro meglio per esserlo per la loro famiglia.
    Certo che a volte essere forti come querce, flessibili come salici o feconde come alberi da frutto non è sempre una passeggiata

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