Insolita società migliore: è possibile?

Nel suo recente libro Non per profitto* (edito da Il Mulino) l’eminente filosofa americana Martha Nussbaum sostiene che la solidità e la diffusione delle discipline umanistiche è essenziale per la democrazia. Tali discipline – argomenta Nussbaum – insegnano a pensare criticamente, a usare l’immaginazione, a esser compassionavoli e trasformano gli individui in cittadini globali, ossia in persone capaci di una visione d’insieme del mondo.
(dalla Domenica del Sole 24 ore del 3 febbraio 2013 di J. Armstrong).

A Pallandia Home i giornali si comprano ancora (quelli di carta, eh! Anche se il solito papà è tentato di buttarsi sul digitale). Non sempre vengono letti subito, tipo la frase che la solita pigra vi riporta solo oggi e che è lo spunto per fare delle considerazioni personali legati ad tipo di formazione che lei (loro, perché il solito marito è assolutamente d’accordo) sogna per i suoi figli.
E lo pensa alla vigilia della primissima pagella di Pallino (e la prima anche come mamma, se è per questo!).
La scuola arranca, ma la solita cittadina crede ancora nelle persone. E pensa che chi sceglie di insegnare dovrebbe farlo per mestiere e non solo per missione. In Italia però i maestri migliori sono quelli che ci mettono l’anima nel lavoro che fanno e la solita Simonetta e i suoi bambini sono stati davvero molto fortunati in questo.
Fatte le dovute premesse, la sua ambizione è quella che i suoi figli sappiano leggere, che non vuol dire imparare un codice, ma significa capire il testo che hanno sotto gli occhi (e perché no, goderselo!).
I voti non sono importanti, il tipo di formazione sarà una scelta personale, ma su una cosa non transigerà mai: la solita mamma vuole che i suoi figli leggano, comprendendo quello che scorre loro davanti agli occhi, qualsiasi cosa vorranno fare del loro futuro. E non solo che sappiano leggere (la solita ambiziosa), ma che lo facciano molto, in abbondanza. Leggendo schifezze cartacee/digitali o letteratura, contemporanei o classici, insieme o da soli. Leggere è faticoso: cavolo se lo è.
Ma è l’unica cosa che apre la mente e leggere su Il Sole 24 ore quanto bene fa una cultura umanistica, fa bene anche alle convinzioni profonde della solita mamma.
Bastano poche cose: avere tanti libri in casa, cominciare a leggere presto (vi dice niente il solito metodo LAVA?), rinunciare a un po’ di televisione (all’inizio è difficile, ma solo all’inizio!) e il gioco è fatto.
Il cervello è un muscolo e ha bisogno di allenamento. Per arrivare a leggere un classico bisogna passare anche attraverso tante altre letture minori (e non per questo meno divertenti!).
Il solito post pallosissimo.

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11 Comments Insolita società migliore: è possibile?

  1. AvatarVelma

    Non si può non essere d’accordo con quello che dici!
    però.
    Detto così sembra che la passione per la lettura sia una cosa che si insegni, invece si può coltivare, incentivare, ma non insegnare.
    In ogni caso se conosci qualche trucco poi ce lo dici, no?

    1. AvatarLa solita

      Altro che: certo che si può insegnare :D!
      Come si diventa dipendente dalla televisione? La fai andare 24 ore su 24 tutti giorni: un bambino cresce sapendo che non se ne può fare a meno. Glielo insegnamo così.
      Come si diventa dipendente dai libri? Idem con patate ;D! Libri, libri e ancora libri! Belli, brutti, grandi, piccoli, nuovi o vecchi, sempre a disposizione. Il trucco è cominciare da subito: mettere accanto ai giochi di un bambino anche dei libri (il libro per loro è un gioco!). Leggere con loro, accompagnarli nelle scelte, ma lasciarli anche liberi di scegliere da soli. Leggere noi per primi per coerenza e per convinzione (altrimenti predichiamo bene ma razzoliamo una schifezza: e loro se ne accorgono subito quando raccontiamo balle!). Credo che si “possa” insegnare: non posso però convincere che si “debba” se non si crede fino i fondo nell’importanza della lettura. E purtroppo la maggior parte non ci crede.
      La solita fanatica che ci crede invece!

  2. Avatarmammapiky

    Leggere non e’ solo apprendere fatti nuovi, e’ anche arricchire il vocabolario, affinare proprietà di linguaggio, parlare in scioltezza e scrivere allo stesso modo. Leggere aiuterà i nostri figli nello studio futuro, a memorizzare più facilmente nozioni, se pur noiose. E poi leggere e’ evadere, viaggiare, sognare, vivere la vita di altri….quante altre cose potrei dire?!?!?!?…di sicuro e’ far volare la fantasia ed a questo non c’è limite.

    1. AvatarLa solita

      L’altra sera sono stata ad un incontro sulla lettura per bambini e la cosa più bella che stata detta è quella che che dici tu “arricchire il vocabolario”, nel senso che le parole e un vocabolario ampio (non bambinese, che spesso usimo per comodità anche) permette di dare voce ai pensieri. Senza parole non si è in grado di esprimere un pensiero ampio, critico, non omologato. Credo che sia fondamentale per crescere dei bambini aperti al mondo. Dargli le parole, attraverso i libri, per interpretarlo.

  3. Avatarmonica

    La lettura è un mondo, nel quale ci si addentra per mano.
    Poi, la mano viene lasciata e, se gli accompagnatori sono stati validi, ci si resta.
    Spero di essere un’ottima accompagnatrice per le gnome.

  4. AvatarMarzia

    Ciao, ti leggo da un po’ e stasera volevo dirti che la penso esattamente come te sulla lettura. Io ho la fortuna di avere un bambino che ama leggere e che non sopporta la televisione. In parte so che dipende dalla sua mamma innamorata dei libri e da averne avuti tantissimi a disposizione, dall’altro capisco che sta nella sua natura (a me piace anche la tv, sono sincera!). Mi rallegro quando lo sento usare parole complesse come se fosse la cosa più ovvia del mondo, perché la nostra lingua bellissima merita di essere conosciuta ed utilizzata, anche se poi scriverà sms e non lunghe lettere 😉
    Fai bene a non smettere mai di parlarne, non è mai noioso!

    1. AvatarLa solita

      Non metto sul piatto della bilancia libri e tv. Vincerebbe sempre la seconda. Ma secondo me è giusto dare entrambe le possibilità di scelta alla pari ai nostri figli. Se in casa c’è solo tv, è difficile che l’occasione “libro” capiti (allora sì, in quel caso è natura!).
      Grazie. Mi fanno bene i commenti così: temo sempre di essere mono-tematica e pedante con questi post:D!

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