LAVA: Fumo nel giorno della memoria

Per il Giorno della memoria di quest’anno la solita Simonetta ha scelto un libro bellissimo e dolorosissimo. E’ Fumodi Anton Fortes e Joanna Concejo, edito da Logos.
La voce narrante è quella di un bambino che accompagna i lettori con lui, con la sua ingenuità, con la sua dolcezza a morire in una camera a gas.

La sua percezione del viaggio.
Che treno lungo e quanti vagoni […]
non come quello che prendevamo per andare al mare.
Alla stazione c’è tanta gente con la valigia.

Il suo vivere il campo di concentramento.
I fari mi fanno male agli occhi.
Sentiamo solo l’abbaiare dei cani,
latrati rabbiosi.
Io e la mamma siamo in una fila,
papà è nell’altra.
Ci mandano nella casa numero 48.
Papà non c’è.
[…]
Il brutto è che al momento della conta
dobbiamo rimanere in piedi
per un sacco di tempo, al freddo e sotto la neve;
e il cibo.

Le preoccupazioni della sua mamma per lui.
La mamma dice che devo mangiare tutto
per non ammalarmi,
mi dà sempre qualcosa dal suo piatto.

E le sue preoccupazioni per il bene della sua mamma.
Non piango mai,
perché un bambino che di notte piangnucolava
è stato portato via e sua madre non la smette più di gridare;
e io non voglio far gridare la mamma.

E la sua fine.
Ci avviciniamo alla casa col camino.
Che puzzo orribile che manda il fumo!

Il tema dell’Olocausto è sempre stato un pezzo importante nella libreria di Pallandia Home. Ne aveva già parlato qui. E ogni anno in questa giornata per lei è difficile non rivivere le stesse emozioni.
In questo albo gli autori hanno parlato alla solita mamma, nella veste di madre. Non può scindersi dalla donna della storia che si preoccupa perché suo figlio mangi anche le sue porzioni. Non può non vivere le urla strazianti di quella mamma alla quale hanno portato via il bambino perché gemeva nella notte del campo. Non può immaginare il ritorno dai lavori forzati di quella madre che non troverà più il suo bambino. La solita Simonetta non ha letto questo libro ai suoi bambini, pur essendo un albo. Ci ha provato, ma la gola le si è stretta: e ancora una volta si è chiesta come sia stato possibile tutto ciò.
Non dimentichiamo, mai.

p.s. Se vi va di leggere ecco il post per il Giorno della memoria 2012

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11 Comments LAVA: Fumo nel giorno della memoria

  1. Avatarmaris

    Non conoscevo questo libro. Come te non credo che sarei in grado di leggerlo a mia figlia o comunque a dei bambini…avrei la voce spezzata.

    Ho appena scritto anche io un post PER NON DIMENTICARE. Ci ho pensato tutta la notte e alla fine mi è venuto furoi in modo un pò stano…ma l’ho “sentito” così.

    Un abbraccio.

  2. AvatarAlice

    Dipende sicuramente dalla sensibilità di ognuno, ma io mi sono resa conto che da quando sono madre non riesco a sopportare di vedere e leggere la sofferenza dei bambini. Ci sono film che non riesco più a vedere. E poi come fai a spiegare a dei bambini una cosa enorme come l’Olocausto? A me mancano le parole. In ogni caso, credo che l’essere madre ti faccia sentire attraverso l’empatia, il dolore di tutti i bambini come se fosse tuo.

  3. Avatarla povna

    Grazie per la segnalazione di un libro che non conoscevo. Perché la memoria sia sempre conoscenza nuova, e attivazione nel mondo, per una società migliore.

  4. AvatarMariapaola

    Neanch’io conoscevo questo libro e -ti confesso- che non so se riuscirei a leggerlo fino alla fine…
    Questa giornata è resa triste non solo dal rinnovo della memoria di ciò che è stato in passato, ma anche dalla consapevolezza che certe cose, purtroppo, continuano a succedere, nella totale indifferenza di tanti, di troppi, a cui fa comodo chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie…
    Non dimentichiamo mai di insegnare ai nostri figli quanto l’indifferenza faccia male quanto e più della violenza vera e propria!
    buon pomeriggio

    1. AvatarLa solita

      Non sai quanto sia vero e quanto sia facile emarginare anche solo senza intervenire a parole per “l’altro”.
      Buona serata :D!

  5. AvatarFrancesca Patatofriendly

    Grazie per la segnalazione, non conoscevo questo libro, penso che quando si guarda quello che e’ accaduto gli occhi dei bambini sia ancora piu’ straziante, eppure sono convinta che sia fondamentale spiegare ai bambini l’accaduto, attraverso i racconti, i libri e anche i viaggi nei luoghi della memoria. Affinche’ quello che e’ successo non si ripeta.
    Qualche giorno fa ho scritto un post proprio su questo tema, se ti va fammi sapere cosa ne pensi.
    Buona serata.

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