LAVA: Che Rabbia! di Mireille D’Allancè

Qualche giorno fa la solita girandola ha incontrato un’amica estiva (ebbene sì, pur avendo il mare tutto l’anno i pesaresi fanno la muta delle amicizie di stagione in stagione) con la quale avevano parlato di libri per bambini e sulla capacità di certi albi di tirare fuori le emozioni in bimbi molto piccoli.

Per il compleanno la solita mamma aveva regalato al figlio treenne dell’amica un vero jolly Che Rabbia!* di Mireille D’Allancè, edito da Babalibri.

E’ il libro che per antonomasia cattura una mamma recalcitrante al metodo LAVA.

Di recensioni in rete ce ne sono a bizzeffe, eppure si tratta di un libro sempreverde, che ogni genitore figlio-dotato dovrebbe avere nella libreria di casa.
Oltre al tema ovvio e facilmente deducibile già dal titolo, questo albo è sorprendete per altri motivi (e sono esattamente i motivi per cui la solita baby sitter ha confidato alla solita mamma che non lo avrebbe letto alle palline).
Intanto non si capiscono i motivi per cui Roberto, il protagonista, è arrabbiato: capita di non saperlo eh.
E’ inutile negarselo, può essere che un bambino si arrabbi e soprattutto che non sappia da dove arrivi quell’emozione così forte e coinvolgente. Roberto torna a casa e lancia le scarpe in giro.
Secondo particolare da non trascurare: ad attenderlo a casa non c’è la mamma, ma il suo papà(?) con il grembiule e la cena pronta. La solita bibliotecaria pungente fa notare anche che l’autrice non è italiana, ma forse non ha importanza.
Roberto viene mandato in camera sua a sbollire la rabbia (che altro non è che un mostro tutto rosso dispettoso, ma dagli occhi dolci). Passata la rabbia, Roberto chiede al papà se c’è ancora qualcosa da mangiare.
Secondo la solita Simonetta il libro è perfetto.
Ma le rimane un dubbio: perché il protagonista non poteva essere una bambina?
La cinica interpretazione della solita mamma è che un libro per bambini  per essere rivolto a tutti debba prevedere che il protagonista sia maschio.
Guai, il contrario.
Il rischio è che l’albo non venga acquistato per bambini di sesso maschile, ma solo per le femminucce (ed ecco perché spesso i libri per bambini sono ricchi di animaletti asessuati).
Per tornare all’amica estiva, con la solita mamma si sono ripromesse di vedersi prima di giugno 2013 soprattutto perché visto il successo di Roberto e della sua rabbia, ci sarebbe bisogno di qualche altro nuovo titolo emozionante.
Buon Venerdì del libro a tutti.
p.s. E’ tutta “colpa” di Ancora dalla parte delle bambine* di L. Lipperini, Einaudi.

 

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18 Comments LAVA: Che Rabbia! di Mireille D’Allancè

  1. Avatarmaris

    Avevo letto già tempo fa un paio di recensioni proprio da altre partecipanti alò VdL e questo libro mi era parso allora che fosse proprio un libro importante. Tu me ne dai conferma, dunque.
    Ciao, buon fine settimana!

  2. AvatarRobin :D

    Anche io conoscevo questo libro da altre recensioni, ma le tue riflessioni mi sembrano molto puntuali! Lo chiederemo in prestito!

  3. Avatarilmiograndecaos

    Eh sì libro noto anche dalle nostre parti e devo dire che ha colpito i bambini. Capisco la baby sitter ma so anche che, il più delle volte, la rabbia non ha un perche’ nei bambini. Spesso è frutto anche solo della stanchezza, del non poter decidere cosa fare o non fare perchè tanto decidono sempre i grandi. Poi la rabbia spaventa i bambini e genera altra rabbia. Tanto vale ricorrere a libri così!!

    alessandra

    1. AvatarLa solita

      Tutto ciò che non si vede per i bambini non esiste. La capacità di astrazione e di capire le emozioni viene dopo. Il fatto di arrabbiarsi però è un fatto: con questo libro gli si offre l’opportunità di vedere quell’emozione come una cosa “vera”. In questo senso “Che rabbia” è un libro che vale davvero la pena.

    2. Avatarilmiograndecaos

      Ecco Simonetta mi hai dato la chiave per capire il piacere dei miei filgi di leggere libri come questo, sulle emozioni. Così le emozioni diventano realtà, esistono. Ora ho chiuso il cerchio, grazie!

      p.s. scusa se ti sembro poco “politically correct” ma vorrei invitarti a leggere il post che ho scritto oggi per il Vdl, di un libro e della sua illustratrice. L’ho fatto non perchè conosco l’illustratrice ma perchè, leggendo il suo blog, ho respirato piacere e passione e così ho voluto incontrarla anche se solo virtualmente e regalarle spassionatamente dello spazio. Diciamo che sarei curiosa di un tuo parere di “addetta ai lavori”…….

  4. Avatarfranci

    ce l’abbiamo!!

    e ti diro’ che le riflessioni fatte non mi appartengono …nel senso che i miei bimbi son spesso arrabbiati o nervosi senza un perchè …ma solo perchè stanchi … i miei bambini lanciano le scarpe o altro quando sono arrabbiati …e anche io li lascio a pensare da soli (ho fatto anche loro una scatolina per la rabbia..ma una è stata strappata in un momento di …ehmm rabbia!!) …per il genere (maschio o femmina) non mi ha turbata forse perchè io di femmine non ne ho….

    Pero’ … io quando leggo questo libro ai miei bimbi cambio il finale …. e che cacchio dopo che si è arrabbiato e ha buttato tutto in giro e ha rifiutato il cibo offerto …bè ok ti sei calmato , ok sei tornato da me (mamma o papà che sia) ma ora ti mangi gli spinaci mica il dolce !!! ;D

    1. AvatarLa solita

      Penso che tutti i libri si possano prestare alle libere interpretazioni mammesche ;D! Compreso: niente dolce :D!
      La stanchezza è spesso complice di atteggiamenti aggressivi da parte dei bambini: i miei figli sentono molto anche gli umori miei e di mio marito. Se io o lui siamo irritati o tesi, i bambini lo assorbono immediatamente e ce lo fanno notare subito…
      Buon fine settimana :D!

  5. AvatarMoonlitgirl

    Avendone sentito parlare in altri VdL, una volta in libreria gli ho dato un’occhiata veloce….ma non mi ha entusiasmato…l’ho trovato troppo semplicistico….o sbaglio??

    1. AvatarLa solita

      Per bimbi intorno ai tre anni non azzarderei libri più “difficili”: in quella fascia di età necessitano di situazioni il quanto più possibile vicine alle loro esperienze quotidiane. Secondo me, come dicevo nel post, particolari importanti ne fanno un libro facile, ma non banale. Questo non vuol dire che per te non sia così :D!

  6. AvatarBABBOnline

    Ho letto il libro della Lipperini da qualche mese, veramente interessante. Visto che ho una bambina ho pensato che fosset utile, ed infatti lo è stato. Tra l’altro, ti fornisce una nuova chiave di lettura, o forse nuova solo per me in quanto uomo, per i fenomeni che normalmente vediamo.

    1. AvatarLa solita

      Oggi ascoltavo alla radio l’intervista a Riccardo Iacona sul suo libro (che non vedo l’ora di leggere!) sulla violenza alle donne “Se questi sono gli uomini”. E su come la violenza alle donne (che sembrerebbe così eccezionale e lontana nel 2012) viva di condizionamenti quotidiani impressionanti. Il tema delle donne, della parità e dell’emancipazione – diceva sempre Iacona – convive e si esplica insieme al tema della libertà. Siamo proprio sicuri che la donna sia così libera di fare ciò che crede? Ovviamente aver ascoltato questa intervista mi fa venire una voglia di leggere il libro che non sai. Credo che ci sia ancora tanto da fare per parlare di emancipazione e se anche i papà cominciano ad “emanciparsi” per il bene delle loro figlie credo che il futuro potrà essere sicuramente migliore e più libero per tutti.
      La solita prolissa…

    2. Avatarhottanta...

      No, non siamo libere. Io, dopo anni e anni e anni di bandiera alta, mi accorgo che la sto mollando. Continuo a parlare a mia figlia e a dimostrarlo (vabbé, noi siamo una famiglia anomala, la mamma lavora e fa tardi e il papà fa il casalingo). Però rimane il cliché che si riflette nei miei sensi di colpa. Rimane che lei è bombardata da questo orrendo rosa fuccchia, che mi fa proprio schifo. Rimane che il tempo di qualità è proprio poco. Scusami, forse non sono stata molto Chiara!

    3. AvatarLa solita

      Sei stata chiarissima. Sui sensi di colpa,spero che la generazione successiva – le nostre figlie – non debbano viverli e che siano veramente LIBERE di scegliere. Tutte le tonalità del rosa-rosini-rosoni-fucchi-fucchioni schifano anache me, ma rischiamo di farglieli amare ancora di più: quindi si ritorna alla nostra capacità di farle crescere LIBERE di scegliere anche il fucchia, ma perché lo vogiliono loro (non qualcuno della pubblicità, o chi per lui!)
      Il tempo è il nostro peggior nemico. Però… Lo so che ti sembrerò la solita sdolcinata, ma credo che nella vostra anomala famiglia tu sia un esempio strardinario di donna, forte, coraggiosa, lavoratrice instancabile. E secondo me non c’è cosa migliore dell’esempio per crescere donne forti e libere. Questo non vuol dire che tu non debba essere anche onesta con tua figlia e tuo marito e, come dice mia figlia, quando il tempo è “piccolo” tu possa dirlo e farlo capire anche a loro.
      Spero di aver interpretato bene il tuo pensiero.
      Per quello che ho letto nel tuo blog credo che tu sia una donna in gamba, anzi in gambissima. Ti ammiro e solo tu devi ancora ammetterlo con te stessa. Un abbraccio immenso insolita donna :D!

  7. Avatarhottanta...

    Mannaggia, stasera ero in libreria a cercare un libro per un regalo e avevo in mente il tuo suggerimento. Non l’ho trovato! GRRR! Che rabbia! 🙂

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