La solita ammirazione natalizia incondizionata

La solita ammirazione natalizia incondizionata per le blogger creative che in questo periodo sono davvero strepitose. Ma avete visto in giro cosa riescono a fare? La solita mamma ieri si è messa di impegno.
Visto l’entusiasmo per la festa dei passaggi, il clima a Pallandia Home era di quelli giusti.
Erano giorni in cui la solita mamma esplorava affascinata le creazioni di esperte, mamme e non per la verità, nei lavori fai-da-te (che poi, per fortuna che sono solo fai-da-te, perché se poco poco le suddette avessero a disposizione qualcosa di più sofisticato delle loro mani per la produzione di oggettistica non si sa cosa riuscirebbero a fare).
Be’, la solita donna armata di lana vecchia, plastica da riciclare a gogò (la plastica a Pallandia Home viene raccolta porta-a-porta solo il martedì sera), un unico paio di forbici (l’esperienza insegna, no?) e l’immancabile macchina fotografica compatta si è armata del piglio della migliore creativa in circolazione (e solo quello, il piglio).
– Tanto che ci vuole?
Una vocina però le sussurrava che se in tutti questi anni la sua creatività non aveva mai superato la soglia dello zero in una scala da uno a cinque, be’, un motivo ci sarà stato.
Un’altra vocina, quella di sua figlia questa volta, l’aveva implorata di prepararle un dolcetto a forma di panda non più tardi di lunedì pomeriggio, ma lì era stata la sua razionalità e il suo Io rispettoso del cibo-non-va-buttato a coprirle le spalle (ogni anno tonnellate di torte, pasticcini, pizze e quant’altro vengono riversate nella cucina della solita scuola dell’infanzia per sfamare pupi e l’intero quartiere vicino per un mese) e non la sua incapacità cronica a produrre alimenti buoni-belli-sani contemporaneamente per essere presentabili in un consesso di mamme-pasticcere in una vita precedente.
Sì insomma, la solita mamma e le tre palline erano tutti pronti.
Gli occhioni dei bambini quasi luccicavano dall’emozione (o forse era solo stanchezza, chissà).
Pallino ha rinunciato alla sua ora di dvd per partecipare all’evento eccezionale.
Foto di rito pre-lavori.
Ecco…
Fine della storia.
Niente reportage delle opere. Scordatevele.
La lana è diventata un ammasso di fili attorcigliati, piena di nodi, motivo di liti serie (tra fratelli, ma anche tra figlia e gomitoli aggrovigliati). La plastica ritagliata è diventata un’arma affilatissima e pericolosa. Per non parlare della (im)precisione del ritaglio, che lasciamo perdere. Pallottolina voleva disperatamente le forbici e solo quelle: non gliene fragava una mazza della lana. Pallina desiderava ardentemente la cucitrice (che non c’entrava niente, ma tant’è). Pallino si è subito pentito dell’andamento dei lavori fino a quando ha scoperto un’altra scatola di lana intonsa ancora a disposizione.
Volete la verità?
La solita Simonetta non è per niente una mamma blogger che si rispetti. E non lo dice per fare la lagna e farsi consolare.
No. Semplicemente perché vi chiede un regalo per Natale.
Tutte le volte che vagamente paventerà di voler sperimentare di nuovo la sua (mancanza di) creatività, vi prega ufficialmente di fermarla con tutti i mezzi che avete a disposizione. Se necessario di spegnetele il solito blog, ma fermatela.
Non è nelle sue corde, non ce la può fare.
Con il senno di poi, a ripensarci, come adesso che ve lo sta raccontando, ride come una scema da sola, ma la verità è che né a Natale né in qualsiasi altro periodo dell’anno o occasione troverete mai la classica brava mamma creativa.
Adesso che l’ha ammesso si sente decisamente meglio.

7 Comments La solita ammirazione natalizia incondizionata

  1. mammapiky

    Mentre leggevo, ero convinta che avevi fatto il Babbo Natale della foto e mi ripetevo “brava!!!!” ….poi alla fine mi hai fatto morir dal ridere ma io brava te lo dico lo stesso, perché so perfettamente cosa vuol dire fare disastri con le mani….io sono capace di cose immonde!!!!!! E’ un po’ di tempo che, per seguire due blogger favolose e creative, mi sono innamorata del feltro e del pannolenci. Ho speso un capitale per comprarlo e compromesso gravemente il bilancio economico, quello che ne è’ uscito e’ tutto da ridere, perché un mese di lavoro, per fare quattro sagome a forma di calzini, per di più tutte sbilenche, mi sa che è troppo!!!!!

  2. Maude

    Ahahaha come ti capisco cara, io non sono capace neanche di attaccare un bottone senza raggrinzire tutta la stoffa!
    Divertentissimo post 😀 😀

    1. La solita

      I post è divertente, ma ieri pomeriggio sembra di vivere in una ragnatela. Più cercavamo di strecciare i fili e più quelli si ingarbugliavano. Alla fine i bambini sembravano indemoniati ;D!

  3. mela

    Eccomi! Pronta all’appello 🙂
    Dopo diversi tentativi in cui ho coinvolto anche il Prof e la PiccolaPesta nella mia “botta di creatività” ho finalmente capito che la cosa NON FA PER ME. E se non bastasse, il Prof si è premurato di ricordarmi che ci penserà lui a distogliermi ogni qual volta la “botta” si ripresenterà, se non è amore questo…. 🙂

    1. La solita

      Io sono furba;D! Lo faccio quando lui non c’è e non glielo dico per telefono. Mi conosce troppo bene e non serve nemmeno che mio marito cerchi di dissuadermi. Basta uno sguardo per farmi ridere e cambiare idea (con i lavoretti come con la cucina eh!!)
      Baci!

  4. Alice

    Come ti capisco! Ci ho provato anch’io negli anni, non volevo rassegnarmi all’evidenza. Adesso mi sono rassegnata. Ahhh, è liberatorio! (Ok a capire i miei limiti sono brava, ma prima o poi, capirò se sono brava in qualcosa?!

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