Un meta-post sui libri

In questi giorni la solita mamma è molto meta.
Avete presente i metadati?
Ecco su wikipedia c’è una definizione davvero appropriata, considerando che la solita Simonetta lavora in biblioteca.
Diceva che si sente decisamente meta e in questa sua condizione surreale è dispersa tra Una certa idea di mondo: i migliori cinquanta libri che ho letto negli ultimi dieci anni di Alessandro Baricco, volume della biblioteca di Repubblica (esteticamente bellissimo per soli due euro in edicola! No, non mi hanno pagata per scriverlo :D!) e Libroterapia* di Miro Silvera, edito da Salani qualche anno fa (esteticamente bruttino).
Siete ancora lì?
Le solite riflessioni partono da due punti di osservazione diversissimi tra loro.

Il primo è di Alessandro Baricco.
Dieci anni fa ho cambiato città. E fin qui, chi se ne frega. Solo che cambiando città ho lasciato nella vecchia tutti i libri che avevo letto, e sono entrato in una casa in cui non c’era un libro mio. Quindi adesso, lì dentro, ci sono diedi anni di libri miei, gli ultimi dieci anni: li tengo uno di fianco all’altro, non in ordine alfabetico o per tipologia, ma nell’ordine in cui li ho aperti (un sistema, tra l’altro, che consiglio: le sere che ti annoi, passi a a guardare i dorsi e, se hai voglia, è come ripercorrere pezzi della tua vita, basta lasciare  che il gusto dei giorni in cui li hai tenuti in mano ritorni su: e lo fa, eccome se lo fa). E questa è la ragione per cui sono in grado di dire , con una certa esattezza, quali sono i migliori 50 libri che ho letto negli ultimi 10 anni (Prologo di Una certa idea di mondo, Alessandro Baricco).

Il secondo è di Elias Canetti.
Ci sono libri che si posseggono da vent’anni senza leggerli, che si tengono vicini, che uno si porta con sé di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi vent’anni dopo, viene un momento in cui d’improvviso quasi per una fortissima coercizione, non si può più fare a meno di leggere uno di questi libri d’un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione. Ora sappiamo perché lo abbiamo trattato con tante cerimonie. Doveva stare a lungo vicino a noi; doveva viaggiare; doveva occupare posto; doveva essere un peso; e adesso si svela, adesso illumina i vent’anno trascorsi in cui è vissuto, muto, con noi. Non potrebbe dire tanto se per tutto quel tempo non fosse rimasto muto, e solo un idiota si azzarderebbe a credere che dentro ci siano state sempre le medesime cose. (Elias Canetti, La provincia dell’uomo. Quaderni di appunti 1942-1972*)

Due libri che raccontano entrambi emozioni nate da libri.
Perché dei libri si possono leggere vagonate di recensioni, ma l’unica cosa che conta secondo la solita Simonetta sono le sensazioni che lasciano, anche a distanza di tempo.
L’insolita meta-Simonetta sta sbarellando e le sorge anche un dubbio: bariccana o canettiana, capace di liberarsi di tutti i suoi libri dall’oggi al domani o stipatrice di zavorre di carta vintage?
E voi come siete? A quale categoria appartenete?

p.s. C’è una terza opzione, che la solita mamma definisce terra-terra e che corrisponde alla tesi del solito compagno, secondo il quale Baricco avrebbe conservato tutti i libri antecedenti nella casa di origine (mica ha detto di essersene sbarazzato). Capite anche a quale categoria appartiene il solito marito, vero?

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25 Comments Un meta-post sui libri

  1. Avatarmammapiky

    ….leggo tanto ma scelgo i libri un po’ a casaccio. Passeggio in libreria (un posto che adoro e dove si, passeggio) e mi lascio attrarre da un titolo, da una copertina, da qualcosa che spesso non so. …….. È un periodo che sono in stand by, quasi un mese senza un libro, passeggio e non trovo niente, il feeling che cerco non lo sento, il brivido che mi fa dire “ti porto con me”, non arriiva, e mi sento un po’ incompleta. Sdraiarmi sul letto e chiudere subito la abatjour, e’ strano, non è’ da MammaPiky, e quindi ti chiedo: mi dai qualche titolo? Si lo so non è un comportamento da “lettore serio” il mio, ma meglio di te nessuno può consigliare!!! Grazie!!!!

    1. AvatarLa solita

      Anche io scelgo i libri a casaccio, ma mi do un tono e la chiamo “serendipità” (fa più figo e mooolto più romantico, no ;D!?). Anche io ho dei periodi di stand by, credo che sia normale. Se fossi in te non mi preoccuperei: il tuo fisico, visto il bellissimo momento che stai vivendo, ti chiede di spegnere la luce e riposare. Che ne dici :D!?
      Un saggio che si legge bene anche come un romanzo è “Dentro Facebook” di K. Loose, un po’ storia del social e un po’ storia d’amore. Mi sto dando ai fumetti: Zerocalcare forever (zerocalcare.it per farti un’idea), Tuono Pettinato (Garibaldi), Alessandro Baronciani (http://alessandrobaronciani.blogspot.it). Sto leggendo Il corpo umano di Giordano, ma non mi sta prendendo. Però se non hai letto “La solitudine dei numeri primi” te lo consiglio insieme a “Come Dio comanda” di Ammanniti.
      Però ti la scio la solita perla: per me un libro è come un profumo, è sempre molto (troppo) personale. Emozione pura, sempre :D!

    2. AvatarLa solita

      Ma stai scherzando :D!?
      Tutto quello che è promozione della cultura è da fare senza chiedere il permesso a nessuno, men che meno a me :D!
      p.s Non mi stai stressando :D!

  2. AvatarMaude

    Bel post!
    Io devo dire sono un misto dei due. Non mi sono mai fatta problemi a buttare i libri che non mi piacciono, non ho l’idea del libro come oggetto sacro. Poi ci sono libri che mi trascino dietro da anni, ogni tanto li inzio e li mollo, e poi magari proprio come Canetti da un giorno all’altro diventano la mia ossessione.
    Sono d’accordo con te, i libri lasciano soprattutto emozioni.
    Buona giornata tusa bella

    1. AvatarLa solita

      Decidi tu come preferisci se raccontarmi la tua vecchia libreria e la tua nuova e la tua grande passione per i libri e se preferisci invece che ti mando qualche domanda…

  3. Avatarilmiograndecaos

    Intanto anchio sono per la terza opzione. Quell’uomo (il solito compagno) è molto pragmatico e, in questo caso, sono convintissima abbia ragione! Anzi non escludo Baricco abbia una libreria anche nella casa di montagna o mare o campagna ma che abbia opportunamente omesso.

    Io non mi libero facilmente dai libri, salvo casi disastrosi e allora opto per regalarli in biblioteca (dove faccio una sorta di volontariato, quindi mi viene facile). Ultimamente ne ho prestati un bel po’, per il gusto di condividere una cosa bella e…..non sono mai tornati. Fatto per me gravissimo. Vista la situazione sotto questa luce, protendo per l’opzione Baricco: non me ne libero più. Ma i miei sono in disordine e, se non mi scrivessi la data sulla prima pagina, non mi ricorderei assolutamente di quando li ho letti.

    alessandra

    1. AvatarLa solita

      Mio marito è la razionalità in carne ed ossa: esattamente il mio opposto :D! E anche lui come te non si libera dei libri (non li presta nemmeno al suo miglior amico, qualche volta minaccia anche me!).
      Bello il volontariato in biblioteca: dai racconta, che sono curiosa :D!
      p.s noi la data la mettiamo al momento dell’acquisto: il nostro ordine è disordinato: cioè la narrativa sta con la narrativa, ma poi basta.

    2. Avatarilmiograndecaos

      il regolamento della “mia” biblioteca prevede una commissione con una serie di compiti tra cui proporre iniziative ed eventi. io ne faccio parte (gratuitamente 😉 )da diversi anni ma si e’ potuto proporre poco per mancanza di fondi (ora piu’ che mai). a dirti il vero c’e’ anche poca partecipazione e questo penso non sia dovuto a poco interesse delle persone ma alla mancanza di continuita’ (un conto e’ una serie o di incontri, cosa diversa e’ una cosa ogni tanto) e alla scarsa comunicazione. da voi orgsnizzate incontri?

    3. AvatarLa solita

      Al momento le amministrazioni comunali non hanno soldi per le biblioteche (la quota parte per la cultura è una percentuale ridicola rispetto al bilancio comunale, aimè!). Il periodo dei grandi eventi in biblioteca è finito. E’ vero anche, ma in questo sono un po’ controcorrente, che secondo me le biblioteche si sono sbilanciate troppo verso la spettacolarizzazione del libro, perdendo in alcuni casi la loro nota distintiva (le collezioni!). Un consiglio che ti posso dare è provare ad avviare un gruppo di lettura. E’ a costo zero, all’inizio è faticoso, ma la partecipazione è in crescendo. Se ti servono ulteriori informazioni fammelo sapere, anche in pvt.

  4. AvatarAlice

    Io non riesco a buttare niente, figuriamoci i libri. Però non ho una libreria e allora sono impaccati in un armadio, alcuni accessibili, altri dentro a scatoloni. Aprire ogni tanto lo scatolone e ritrovare vecchi libri letti trenta e più anni fa è sempre una bella sorpresa!
    Detto questo però, sono più legata alle emozioni che suscitano i libri che al libro fisico in sè. Un libro che ti ha fatto emozionare te lo ricordi anche se non lo possiedi più.
    Ma tu, alla fine, a quale categoria appartieni?

    1. AvatarLa solita

      Io non conserverei niente. Anche per i libri ne conserverei davvero pochissimi: sono una divoratrice di libri e a distanza di tempo ricordo davvero l’emozione positiva o negativa che mi hanno lasciato. E poi sono una bibliotecaria inside (oltre che ancora sotto contratto): quello che non trovo a casa posso sempre trovarlo in biblioteca (a che servono a fare, se no?)!
      Mi fa impazzire l’idea degli scatoloni e gli armadi stipati di libri: mio marito ti assomiglia molto :D!

    2. AvatarAlice

      E ho la sensazione che non sia un complimento! 😉 Mi hai sorpreso. Sapevo che non ti piace accumulare “cose”, ma ricordo anche che ti piace toccare la carta ed il “profumo” dei libri. Insomma, te ne basta qualcuno stile coperta di Linus?

    3. AvatarLa solita

      Non mi sono spiegata scusa :D! Mi fai impazzire dal ridere come che mio marito che fino all’anno scorso aveva cartoni di inserti di giornali stipati nello sgabuzzino e l’impossibilità fisica di fruirne :D! Alla fine l’ho convinto a buttare tutto. Ma lui, furbo, sta già ricominciando a raccogliere altri inserti, che ti credi ;D!
      Adoro il profumo della carta e e dell’inchiostro dei libri nuovi, la prima volta che li sfoglio. L’altro giorno facevo sentire ai bambini i diversi aromi degli inchiostri (sì, sono fuori :D!), ma questo non cambia che non mi interessa conservarli.
      Però so che se avessi voglia di recuperare qualcosa ho una biblioteca qui vicino!

    4. AvatarVelma

      Tu fai sentire l’odore d’inchiostro ai bambini?
      Oh povere palline…vi immagino tutti insieme con il naso affondato ognuno in un libro diverso…anche più nasi nello stesso libro non è male!
      Si si sei decisamente fuori…

  5. AvatarVelma

    Evoluzione personale: c’è stato un tempo in cui mi sono liberata di tutto ciò che è “ricordo materiale”, un tempo in cui me ne sono pentita e un tempo (attuale) in cui me ne sono fatta una ragione e vivo serenamente senza pormi il problema di stabilire a che categoria appartengo ovvero cosa farei se tornassi indietro.
    Nel frattempo…accumulo.

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