La solita bibliotecaria

La solita mamma fa la bibliotecaria.

Le è capitato per caso, come tutte le cose belle della sua vita. E’ successo.
Voleva imparare ad accendere un pc e si è trovata a frequentare un corso di 600 ore di biblioteconomia-mascherata con i maggiori esperti nazionali del settore.
Da lì a poco, sarebbero nate le specializzazioni universitarie, ma questa è un’altra storia.
Gliel’avevano detto il primo giorno di corso: di lavorare in biblioteca non se ne parla.
– Scordatelo.

La sua vita lavorativa è sempre stata dettata dal fattore c.: c’era un posto vacante offerto a tizio che non accettava e allora andava bene anche la solita Simonetta, tanto non aveva pretese. Ce n’era un altro dove nessuno voleva andare perché significava lavorare con una strana, be’ allora poteva essere offerto alla solita donna, ché ancora non aveva tante pretese.

La solita Simonetta, per sfiga o poco buon senso, si è trovata a contare proprio nello scorso mese 14 anni di vita passati tra i libri, pagata il giusto (magari qualcosa di più non sarebbe guastato), precaria sempre (tanto non ha mica pretese, no?), ma con un bagaglio personale di tutto rispetto.
E non solo in termini di conoscenze cartacee.

Lavorare in biblioteca non significa leggere libri (quello si fa a casa, come tutti), significa essere a contatto con il mondo nella sua umanità: uomini, donne, giovani, vecchi, italiani, stranieri, ricchi, poveri, lavoratori e disoccupati. La gente che entra in biblioteca non è quella con il mignolino alzato. La biblioteca è il posto dove chiunque entra ha una sua dignità, dove tutti possono sentirsi uguali, dove la solita spiantata è orgogliosa di lavorare e dove il suo tono didascalico va alla grande – perché entrare in biblioteca qualche volta fa anche (e ancora) paura.
La cosa più bella del lavorare in biblioteca è uscire di casa e sentirsi chiedere tutte le mattine da uno dei  suoi figli: – Mamma oggi mi porti un libro?
E poter rispondere sempre: – Sì.
Tutti i giorni.

34 Comments La solita bibliotecaria

  1. mammapiky

    Credo che sia uno dei lavori più belli che c’è. Qui vicino c’è una libreria, quella dove io ogni lunedì mattina faccio un giro cascasse il mondo. È una libreria lo so, ma è stupenda, con tanti angoli per leggere, e tanti punti interessanti da scoprire. Il reparto bambini poi non ha prezzo. Ci lavorava una mia amica ma a lei non piaceva e alla fine si è’ licenziata. Io ho un lavoro che è tutt’altra cosa ma darei non so che per poter andar li ogni mattina!!!!!

  2. Anonymous

    e io ti invidio un po’..
    da grande divoratrice di libri
    per me sarebbe il paradiso!!
    Sabri

    1. La solita

      Non serve lavorare in biblioteca per divorare libri :D!
      C’è la possibilità che da febbraio io non lavori più in biblioteca (tagli!), ma come giustamente mia ha detto mio figlio: – Mamma, ma tu i libri ce li prendi lo stesso in biblioteca?
      – Certo!
      – E allora non importa se non lavori più, puoi stare a casa con noi!
      Insolita saggezza di un seienne.

  3. Maude

    Che bello, ti invidio anch’io. Immaginavo che in biblioteca di libri se ne leggessero pochi. Ma deve essere bellissimo il contatto con il mondo, con tutte le persone che incontri e che, forse, hanno in comune con te la passione per la lettura e i libri.
    E’ sempre utile non avere pretese ;)!

    1. La solita

      Lavorare in biblioteca mi fa sentire una privilegiata, soprattutto in questo periodo. Sapessi quanta gente disoccupata o in cassa integrazione vedo emi chiedo perché, in un momento simile in cui investire nella cultura vorrebbe dire investire nel sociale, si insista a tagliare sempre lì. Tanto, quelli che i soldi li hanno possono sempre compraseli i libri o la connessione a internet…
      Scusa l’amarezza, proprio con te :D!

  4. franci mammacanta

    in biblioteca si fa la spesa di emozioni e di avventure, il bibliotecario aiuta le persone a scegliere quelle in cui immergersi, e` un personaggio misterioso e affascinante..

    1. La solita

      Mi piace da morire questa definizione: mi sa che diventerà il mio nuovo cavallo di battaglia quando vengono in visita i ragazzi con la scuola :D!
      Grazie!

  5. wolkerina

    è indubbio, ti invidio anch’io!! essere circondata da libri, consigliare libri, poter parlare di libri durante l’orario di lavoro! che meraviglia il caso 🙂

  6. franci

    Era uno dei miei sogni …ma poi non ho fatto nulla per realizzarlo e in mancanza del fattore c… è rimasto nel cassetto … …ops quello che ho scritto deve farmi riflettere…

    1. La solita

      Io non l’ho mai sognato, anzi fino all prima lezione di quel corso (dove volevo imparare a usare word e la posta elettronica) non sapevo nemmeno quante cose servisse sapere per gestire un biblioteca…

    1. La solita

      E’ un momento molto difficile per il mio lavoro e per le biblioteche in generale. Ma questi 14 anni sono parte di me ormai e nessuno me li può più togliere :D!

  7. Paola

    Che bel lavoro, il tuo, e che posto stupendo, la biblioteca! E che tristezza questa politica di tagli di tutto ciò che è bene comune, cultura, condivisione, spazio collettivo… Io frequentò la biblioteca di quartiere anche per lavorare, correggere i compiti, preparare le lezioni per il mio lavoro di insegnante. Qui oggi diluvia, sono tornata a casa stanca da scuola invece di fermarmi in biblioteca. Ma il tuo post mi ha ispirata. Bando alla pigrizia, mi cambiò i vestiti bagnati e vado in sala lettura a correggere i compiti! E in bocca al lupo a te! Speriamo bene per febbraio!

  8. BABBOnline

    Stare in mezzo ai libri, sia nelle librerie che nelle biblioteche, mi piace molto. E’ un ambiente che mi trasmette una grande serenità, come se nulla di brutto potesse accadere. E poi ogni libro ti apre un mondo.
    Vado spesso nella biblioteca della città dove lavoro. Sono convinto che facciano un servizio grandioso. Leggendo molto ed essendo curioso sarebbe improponibile comprare tutti i libri.

  9. Alice

    Se anche ti lasciassero a casa, il tuo bagaglio personale non te lo porterebbe via nessuno: sei bibliotecaria dentro! Ma ti auguro di cuore che il caso o ancora meglio qualcuno con un po’ di buon senso ti dia la possibilità di continuare. Non si sprecano così le passioni. Un abbraccio Simonetta.

    1. La solita

      La passione me la porto con me, sempre.
      Oggi sono andata in un negozio per giocattoli insieme ad un’amica estiva che però voleva da me un po’ di titoli per suo figlio, ma vuole vedere i miei personali (dei miei figli!) prima. Quando si dice passione a 360° :D!

    1. La solita

      Rospa, sono i tuoi ormoni che parlano ;D!
      E io invidio le tue conoscenze fotografiche :D!
      L’unica cosa che possiamo fare è raccontarci le nostre passioni, che ne dici :D!?

  10. LaNinin

    Io adoro le biblioteche!!!!
    E sono certa che, se chiedessi un consiglio di lettura alla “solita bibliotecaria”, non rimarrei delusa! 😀

    1. La solita

      Oggi pomeriggio ho aiutato una bambina di 10 mesi a scegliere un libro: mi sarei portata a casa la mini-friutrice, e lei sarebbe rimasta in biblioteca ancora oltre l’orario di chiusura!

  11. Robin :D

    Come sai io amo la biblioteca, il mio sogno da piccola era fare proprio il tuo lavoro ma l’ho messo lì, nel cassetto.
    Prima o poi verrò a trovarti 🙂

  12. paluca66

    Che bello questo post e che bello deve essere lavorare tutto il giorno circondata dal “PROFUMO” dei libri.
    E quella frase con cui hai chiuso il post vale da sola 14 anni di lavoro.

    1. La solita

      E’ il motivo per cui resterò per sempre una bibliotecaria (oddio sono anche un’ottima consumatrice in libreria fisica e virtuale!).
      Un abbraccio :D!

  13. Anonymous

    Io invece sogno da sempre di diventare bibliotecaria e dopo un anno di Servizio Civile Volontario in una biblioteca ho fatto di tutto perchè diventasse un lavoro. Sono passati quasi sei anni. Non ce l’ho fatta.

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