Insolita anticipataria

Avete presente le liste della cose da fare?
– Inserimento e avviamento prima elementare del primogenito: fatto.
– Inserimento e come procede la scuola materna per la terzogenita: fatto.
– Lavoro: proroga trimestrale decisamente insolita.
– Esami medici di routine della sottoscritta: lavori in corso.
Cavoli, la solita mamma si è dimenticata di aggiungere tra le voci Pallina, la secondogenita.
Sì, lei. La figlia autonoma.
La figlia grande di fatto. Quella svelta. Quella dura. Quella che non ci pensi, perché tanto non ci sono problemi e se ci sono, te li spara in faccia. Proprio lei.
Pallina ha cominciato l’asilo un anno prima. La solita mamma ha pensato che a due anni e mezzo fosse sufficientemente cresciuta da andare con il fratello alla scuola dell’infanzia.
Che poi a riguardare le foto: quant’era piccola in quella tuta, che va piccola già da un anno a Pallottolina, con la sua maglietta di topolino e i suoi codini perennemente spettinati.
Insomma Pallina è un’anticipataria e quindi alla solita Simonetta è venuto in mente di chiedere solo adesso alle maestre di tutti i suoi figli, pezzi stabili ormai della pallosa esistenza, se la secondogenita fosse pronta per la primaria. Alle 8.30 la solita palla ha placcato tre maestre nel giro di pochi minuti e la conclusione è stata la seguente.
Premesso che le solite maestre sono contrarie a togliere un anno di infanzia ai bambini a priori.
Premesso che magari sarebbe stato utile comunicarlo prima se si voleva lasciare un altro anno Pallina alla materna.
Visto il gruppo compatto dell’ultimo anno.
Visti i progressi notevoli del suddetto gruppo rispetto a quello dell’anno scorso (Pallino incluso).
Vista la capacità di Pallina di rispettare regole e tempi.
Viste le capacità di pre-scrittura e di disegno di Pallina.
Visto che si sospetta che la secondogenita sappia già leggere (ripetuto due volte sottovoce, nel caso in cui la solita mamma non avesse sospettato da sola la stessa cosa, ma evitasse di porsi il problema).
Conclusione: Pallina è stra-pronta per andare alla scuola elementare.
Grazie maestre.
Fatto.
E voi cosa ne pensate? Va bene mandare a scuola un anno prima i bambini (che poi non è un anno in senso stretto!)?

25 Comments Insolita anticipataria

  1. Avatarmammapiky

    Ci hai chiesto un parere, quindi posso essere sincera e diretta giusto? No, secondo me non è’ giusto togliere un anno di materna, ogni fase ha il suo “perché” e credo sia fondamentale rispettarlo. Si è vero forse i bambini di oggi, sono molto più avanti di una volta, alcuni poi più degli altri, ma credo che dipenda dal contesto in cui vivono, dalla società che li circonda, dagli stimoli che consciamente o inconsciamente gli trasmettiamo. Sempre bambini rimangono. Se accendo l’iPad, Cestino mi corre subito in braccio, con il suo ditino, lo tocca, lo sfiora e lo usa, (nel vero senso del termine), lo sa fare, perché vede noi, che anche per gioco, gli abbiamo insegnato. Ha poco più di due anni, parla come un adulto, fa ragionamenti e racconta cose, ha una capacità manuale sviluppatissima ed a volte mi accorgo di pretendere da lui cose che sono decisamente troppo. Mi dimentico che ha due anni e lo tratto da “adulto”. Mia madre a volte mi borbotta dietro:” guarda che anche se tu lo vedi grande, ha appena due anni” e so che ha ragione e che spesso troppo spesso, esagero. La fase dell’asilo alla fine e’ la fase della spensieratezza, perché toglierla o accorciarla? Se ti va dai un occhiata all’ultimo post della Maestra Laura, parla proprio di questo. Ti abbraccio e scusa la franchezza !!!!

    1. AvatarLa solita

      Non ti devi scusare :D! Avevo voglia di parlarne anche qui con voi. Se volevo la voce univoca di conosce mia figlia di persona, non avrei fatto il post :D!
      Stai tranquilla: anche io con i bambini tendo ad “adultizzarli”, un po’ perché sono tre e quindi cerco di responsabilizzarli, un po’ perché umanamente non riesco a fare tuttissimo per tutti e tre contemporaneamente.
      E’ vero anche che la mia seconda figlia ha sempre dimostrato una precocità fuori dai nostri standard e con lei non abbiamo mai “spinto”. Lo è così naturalmente. Vorrebbe fare i compiti con il fratello, ma io cerco di tirarla indietro, anche se mi accorgo che effettivamente lei conosce già l’alfabeto. Temo anche questa sua precocità perché rischia di annoiarsi poi… Ma non posso nemmeno far finta di niente. Con questo non voglio dire che sia un genio, ma rispetto agli altri due sta dimostrando “altro”. Non lo so… I soliti dubbi, insomma :D!

  2. Avatartri mamma

    In effetti esistono bambini tendenzialmente più “avanti” di altri e a parer mio le bambine ancora di più. Ma mi sembra di aver inteso che gli eventuali problemi si scorgono poi nella lunga distanza. I compagni di classe avranno sempre un anno in più! Anche la mia è anticipataria ma non credo che l’inserirò prima alla primaria. Poi… mai dire mai.
    Credo che dovresti approfondire la questione.
    ps. ma le pre-iscrizioni non sono a inizio anno? Perchè si da per scontato che sarebbe “passata”?
    Aggiornaci 🙂

    1. AvatarLa solita

      In realtà le iscrizioni alla primaria sono a gennaio. E non sapevo che ci fosse il rischio di una non iscrizione.
      Nell’asilo che frequenta mia figlia ci sono tutta una serie di “riti di passaggio” particolarmente vissuti dai bambini, con simbologie, scambi, amicizie… Conosco “bimbi” che vanno all’università che se li ricordano ancora… Ecco che rifarle fare l’ultimo anno di materna sarebbe un po’ interrompere questo percorso molto fluido che le maestre costruiscono in tre anni insieme ai bambini.
      Ovviamente vi terrò aggiornate :D!

  3. Avatarfranci mammacanta

    buongiorno! dunque, teoricamente io concordo con mammapiky, praticamente mia nipote e`un’anticipataria, ha superato la prima meravigliosamente, meglio di molti compagni e, probabilmente, all’asilo si sarebbe annoiata. credo che la cosa migliore, per i bambini, sia valutare caso per caso…ma.. quanti genitori accetterebbero serenamente una selezione?

    1. AvatarLa solita

      In realtà il dubbio mi è sorto proprio perché la mamma di un altro bimbo coetaneo della mia (anticipatario come la mia!) mi ha chiesto se le maestre avessero parlato con noi genitori a proposito di uno “stop” alla scuola materna per un anno ulteriore. Nel suo caso sono state proprio le maestre a concordare un suo rallentamento e a suggerire la non iscrizione alla primaria per l’anno prossimo. Visto che le maestre con me non avevano detto niente ho verificato che non ci fossero “mancanze” da parte nostra e loro (anche se io mi fido al 100% delle maestre dell’asilo!). Dopodi che la solita mamma si fa i soliti 1000 problemi, sensi di colpa, dubbi e allora ricorro sempre a voi ;D!
      Grazie e un abbraccio!

  4. Avatarmela

    Io posso raccontarti la mia esperienza di non anticipataria per scelta di mia madre, da piccola la presi male perchè io volevo andare a scuola, volevo fare le “cose dei grandi” e pensavo di esserne in grado. A distanza di anni invece ringrazio mia madre per avermi regalato quell’anno in più di spensieratezza, di giochi, di serenità. Non che alle elementari i bimbi non siano spensierati però…
    E poi voglio portarti un altro esempio, mia figlia è nata a metà Novembre, è andata al nido a 11 mesi e quest’anno ha iniziato la materna a settembre e non ha ancora 3 anni, la differenza con i suoi “coetanei” nati a gennaio o marzo ma anche a maggio-giugno è lampante! Me la immagino a 5 anni iniziare le elementari quando i suoi compagni a metà anno avranno 7 anni e lei ne avrà appena compiuti 6 e mi fa una tenerezza infinita 🙂
    Insomma alla fine ogni madre conosce i propri figli meglio di chiunque altro e sicuramente farai la scelta più giusta per lei, questo è solo un altro punto di vista.

    1. AvatarLa solita

      Penso che ogni madre conosca bene i suoi pargoli: non a caso se avessi potuto scegliere di tenere mio figlio un anno in più all’asilo l’avrei fatto (lui è di ottobre e ha cominciato quest’anno): anche se arrivo dal colloquio con le sue insegnanti che mi dicono che non ci sono assolutamente problemi.
      Temo però anche l’effetto contrario del “io conosco mio figlio” e cioè di “ghettizzarli” nell’idea che ci facciamo di loro in nostra presenza. Sono logorrioca lo so, ma per me è importante sentire anche dalle maestre o da sta con i miei bambini come sono i miei figli in contesti diversi da casa. Non so se mi sono spiegata…
      Grazie però del confronto, per me è importante anche questo!

  5. Avatarnoi e il capo

    tendenzialmente sono contraria. la mia bimba è in una specie di fase di passaggio perchè ha 2 anni e mezzo e quindi fa molte attività coi bimbi grandi ma di fatto non è ancora alla materna (va in una scuola privata dove nello stesso edificio c’è nido e materna,e sono divisi per età).non sto paragnando il passaggio dal nido alla materna con quello dalla materna alle elementari!credo che ogni bimbo sia diverso,come ci sono compagni della mia che stanno ancora solo con quelli della loro età ci sono invece altri che fanno già volentieri attività da bimbi più “grandi”.credo che tu abbia una grossa arma a tuo favore:l’avere fiducia nelle maestre che insieme al tuo conoscere la tua bimba vi porterà a fare la scelta migliore.

    francy

    1. AvatarLa solita

      Mi rendo conto solo scrivendo questi commenti che la fiducia alle “solite” insegnanti (ma soprattutto quelle meravigliose maestre!) sia la cosa più importante. E mi fa sentire anche molto fortunata, o meglio sono felice per i miei bimbi…

  6. AvatarGAB

    Io ho mandato Marta all’asilo a 2 anni e mezzo (mandato…parola grossa…abbiamo cominciato la sett.scorsa, non posso ancora mettere “fatto” sulla parola inserimento), perchè è una nana con una parlantina fluida (le maestre si stanno stupendo), perchè è abbastanza autonoma (mangia fa cacca e pipì da sola, anche se piange quando la lascio…ehmmm…) e perchè volevo che si confrontasse con i suoi coetanei (anche se sta meglio coi bimbi più grandi). E sai anche perchè l’ho fatto (ma non ridere)? perchè ho pensato che così, se mai dovesse essere bocciata, si troverà sempre in classe con coetanei 😛

    1. AvatarLa solita

      Non sto ridendo eh! Ahahahah!
      E perché no ;D!? Mi sembra una considerazione pratica da non scartare a priori. Non si sa mai nella vita ;D!

  7. AvatarVelma

    Che argomento delicato hai tirato fuori!
    Indipendentemente dalle opinioni personali, mi viene spontaneo fare alcune considerazioni.
    Due punti.
    Con la riforma è data la possibilità di entrare nella scuola dell’infanzia a due anni e mezzo e nella scuola primaria a cinque anni e mezzo.
    Bene.
    Immagino che chi fa le leggi prima pensi.
    E senz’altro avranno pensato che un bambino di due anni e mezzo (cinque e mezzo) sia in grado di affrontare senza particolari problemi i programmi ministeriali della scuola dell’infanzia (primaria). Qualora non lo fossero non c’è problema, perchè tanto non è un obbligo ma una facoltà.
    Ora.
    Supponiamo che un bambino sia pronto.
    Mi chiedo: è pronta anche la scuola alle esigenze di bambini così piccoli? Un bambino di due anni mezzo riesce ad affrontare un carico lavorativo di otto ore continuate senza avere l’esigenza, ad esempio, di dormire? Le scuole statali danno la possibilità del “pisolino pomeridiano”? Come si comportano i singoli dirigenti scolastici di fronte alle necessità di questi bambini anticipatari.
    Nel caso della scuola d’infanzia, l’ingresso anticipato non è spesso e volentieri una scappatoia alle liste d’attesa degli asili nido e/o ai notevoli costi che ne conseguono?
    E l’ingresso anticipato nella scuola primaria non è spesso una naturale conseguenza della scelta fatta per la scuola dell’infanzia, tenendo conto dell’impatto psicologico che un bambino potrebbe avvertire rimanendo indietro rispetto ai compagni con i quali ha condiviso tre anni?
    Le domande che faccio non partono da una mia opinione già stabilizzata, anzi nascono da un conflitto che mi frulla in testa e per il quale dovrò scegliere entro febraio, cosa scegliere per Scooby.

    Oddio!
    Ho fatto un commento serio!

  8. AvatarLa solita

    Mi piace (anche) la Velma seria in tutto il suo commento che non fa una piega. Ti rispondo per me. La mia secondogenita, come gli altri 2, non hanno fatto il nido per nostra scelta. L’ho iscritta alla scuola dell’infanzia senza avere la certezza che la prendessero a due anni e mezzo perché mi è sempre sembrata “grande”, ma pensando anche che se la cosa non avesse funzionata l’avrei ritirata. Da noi (alla scuola dell’infanzia comunale) i bambini si possono andare a prendere prima di pranzo (ore 12), dopo pranzo (fino alle 14) o alle 16: non solo i piccoli, ma anche quelli di 5 anni. Io ho lasciato Pallino fino alle 16 l’anno scorso solo quando me l’ha chiesto lui, per esempio.
    Credo che conti molto la fiducia nella scuola dell’infanzia che scegli e nel rapporto che si crea con le maestre.
    Capisco i tuoi dubbi che sono (stati) i miei…

  9. AvatarEu

    La mia Mezzana ha iniziato a frequentare la materna a 2 anni e mezzo e dopo 3 anni di asilo, quest’anno ha iniziato le elementari. Ho fatto bene o no? Per ora é tutto ok, ma mi hanno detto che eventuali problemi si potrebbero presentare in terza.
    L’alternativa era farle frequentare l’asilo per 4 anni!

  10. Avatarla rospa in ciospa

    Anche a me l’avevano suggerito.

    Io peró sono per seguire i tempi giusti. Perché anticipare, togliendo un anno di gioco spensierato coi propri coetanei?
    Chè magari a noi sembrano anche pronti tecnicamente, ma emotivamente lo sono?
    Le dinamiche di una materna sono diverse da quelle del nido.

    Ma magari io mi baso sul mio bambino di pongo, che è molto chiuso e timido, ha bisogno di tempi più lunghi per un adeguato inserimento e adeguamento. Col trasferimento non ho nemmeno preso in considerazione di iscriverlo in un nuovo nido!
    O forse sará il terrorismo psicologico che mi sono auto inflitta leggendo il libro “crescere figli maschi”???
    Magari con l’arrivo della bambina di plastilina potrei cambiare idea!

    1. AvatarLa solita

      Oddio no ;D! Anche io l’ho letto, ma va preso con le dovute precauzioni ;D! Quando arriva la bambina di plastilina (sai già che è femmina?) ti renderai conto che ogni bambino è una persona unica, maschio o femmina che sia. Per il tuo bambino di Pongo sicuramente hai scelto tenedo conto di com’è lui: con il mio primogenito avrei fatto esattamente come te perché ha bisogno dei suoi tempi lunghi.

  11. Avatarilmiograndecaos

    Mi trovo d’accordo con Velma.
    La legge ci consente di anticipare scuola materna e primaria ma nello stesso tempo sottrae alla scuola (pubblica) molte risorse economiche e umane. Mi riferisco, in particolare, alla compresenza, praticamente inesistente, e alle esigue ore di sostegno per chi ha difficoltà.
    La norma sembra voler regalare un’opportunità ,in realtà risponde ad un bisogno di nuove classi di scuola materna: in molte città (l’ho sperimentato personalmente) le materne non sono sufficienti, dicono perchè sia diventata una sorta di scuola dell’obbligo per i genitori che lavorano. Insomma la società è cambiata e ben pochi possono permettersi di non lavorare e tenere i bambini a casa sino alla soglia delle elementari. Qual’è la risposta? io Stato non mi posso permettere nuove scuole e nuove assunzioni, ovvio al problema consentendo ai bimbi di 2 e 5 anni di anticipare l’ingresso rispettivamente alla materna (e quindi alle famiglie di risparmiare) e alle elementati (e quindi a liberare posti).
    Questa facoltà si scontra con la mancanza di risorse di cui scrivevo prima e di conseguenza si deve sperare di entrare in una classe tranquilla (dove la maestra non sia obbligata a perdere tempo a “sedare” la classe) e in linea con i tempi di apprendimento (senza bambini da seguire perchè piu’ lenti o un po’ in ritardo).
    A questo aggiungerei anche un’altra considerazione: una cosa è l’aspetto cognitivo, un’altra è quello emotivo. Non è detto viaggino di pari passo e un bambino “pronto” non è detto che lo sia anche emotivamente. Mi riferisco ad essere pronti a rinunciare a tempi di gioco più lunghi, a condividere la giornata con bimbi più grandi e magari più “furbi”, a affrontare la competitività che si innesca con i voti.

    Sono stata seria, seria perchè è un tema che sento molto. Forse perchè ho un bimbo molto emotivo (anche se non anticipatario) , forse perchè non ho incontrato maestre disponibili. Forse perchè penso che il preziosissimo piacere di imparare possa essere inficiato da imparare per dovere e per un bel voto.

    Simonetta mi scuso se mi sono permessa di dilungarmi e non intendo assolutamente influire sulla tua scelta (ogni mamma, in fondo in fondo, sa cosa è bene per il suo bimbo), ho voluto solo dare un contributo!

    alessandra

    1. AvatarLa solita

      Cara Alessandra ti ringrazio del tuo contributo: questo post serviva proprio a questo :D! Tutto il tuo discorso non fa una piega e lo condivido soprattutto da un punto di vista “politico”. Capisco anche il fatto che avere un bambino emotivo sia motivo di grandi riflessioni: lo è stato (e lo è da sempre!) per me con il mio più grande. Il mio pensiero quando ha cominciato quest’anno la primaria era “speriamo che incontri maestre che rispettino i suoi tempi e le sue emozioni”: non mi interessa che esca con tutti “bravissimo”, ma che vada a scuola sereno! Quindi ti capisco perfettamente. Sinceramente, vista la fortuna che ho avuto con tutte le maestre dell’asilo che mi hanno aiutato nel passaggio (per esempio con Pallino andiamo ad accompagnare le sorelle all’asilo e lui va a farsi strapazzare dalle maestre: ne ha bisogno una volta a settimana. Le maestre dell’asilo sono andate a trovare lui e gli altri amici nella nuova scuola), spero che continuino a seguire le mie figlie come hanno sempre fatto. Adesso ci vuole la fortuna di Pallino di trovare maestre alla primari per la secondogenita altrettanto “umane”.
      Perché alla fine mi rendo conto che la scuola, lo sport, (tutto forse!) la fanno le persone: persone che fanno bene il loro lavoro, con passione, con dedizione…
      Che ne dici :D!?

    2. Avatarilmiograndecaos

      Eh già Solita tutto lo fanno le persone, percio’ se non sai chi saranno le insegnanti – e che classe troveranno – la scelta resta difficile.
      Il consiglio di Alice (qui sotto) di informarti sulle insegnanti (ma informarti personalmente non tramite il tam-tam delle altre mamme, spesso non attendibile) potrebbe essere una soluzione.
      Personalmente in questo momento non ho molta fiducia nella Scuola ma questo è un parere squisitamente personale e dovuto ad un’esperienza negativa (il mio ultimo post ne fa un accenno). I presupposti per 5 anni di primaria sereni c’erano: mi riferivano di una sezione buona e maestre brave eppure i genitori al momento sono insoddisfatti e ci sono parecchie difficoltà.
      E’ una decisione difficile per te ma in quest’ultimo periodo ho imparato che l’istinto di una mamma attenta e sensibile (come tu sei) non sbaglia. Lasciati consigliare da te stessa e cerca di incontrare le future maestre.
      alessandra

  12. AvatarAlice

    Condivido le perplessità di Velma e Alessandra. E condivido anche “Perché alla fine mi rendo conto che la scuola, lo sport, (tutto forse!) la fanno le persone: persone che fanno bene il loro lavoro, con passione, con dedizione..” Già proprio così. Ogni bambino è un caso a sè ed ogni esperienza scolastica pure.
    Ricordo perfettamente mia sorella, insegnante, ripetermi più volte che mia figlia era pronta per la scuola primaria. Dopo solo quindici giorni le maestre si stupivano di quanto fosse lenta mia figlia nel rispettare le consegne (e aveva già sei anni, eh), tanto che sono tornata all’asilo a parlare con le maestre e loro erano altrettanto convinte che fosse più che pronta. Ricordo ancora quando hanno cancellato la lavagna anche se lei non aveva finito di copiare: c’è rimasta malissimo e non riesco a togliermi dalla mente che sia cominciata lì la sua antipatia per la scuola e, francamente, la capisco. Questo per dire che ci sono tanti fattori che influiscono, ti consiglio di valutare bene, anche informandoti, se possibile, sulle maestre che potrebbe avere. Un abbraccio. (E’ dura, eh?)

  13. AvatarAnonymous

    La mia esperienza è quella di mamma di un bambino nato a giugno 2004, che a quattro anni e mezzo ha imparato a leggere, praticamente da solo (peraltro, all’asilo avevano iniziato a riconoscere le lettere). Non ho potuto mandarlo a scuola un anno prima perchè è nato, appunto, a giugno: ma spesso mi sono scoperta a pensare che, se solo fosse nato 35 giorni prima, lo avrei potuto fare. E’ un bambino sereno, allegro e dinamico: sempre stato piuttosto sveglio, ecco. Quando ha inizto la scuola elementare è entrato in grande crisi, non dal punto di vista scolastico ma dal punto di vista dell’organizzazione della sua giornta. Lui voleva tornare all’asilo perchè voleva giocare!!! E allora mi sono sentita fortunata per il fatto di non averlo potuto anticipare: per quale ragione togliere a un bambino un anno di infanzia? Ha tutta la vita per imparare…
    no, francamente non condiviso affatto l’idea di mandare un bambino a scuola un anno prima: che fretta c’è di vederli grandi?

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