Le solite feste di compleanno

Quando la solita Simonetta era incinta voleva lontane da lei tutte le persone che raccontavano bruttezze sulla gravidanza e sulla maternità.
Le voleva fuori dal suo raggio d’azione e soprattutto non voleva dare ascolto ad insolite pulci nelle orecchie (si conosceva abbastanza per sapere che poi avrebbe pensato solo a quelle).
Per chi la conosce è una sorta di eresia, nel senso che di norma la solita previdente stila elenchi infiniti di cose che potrebbero succedere, ipotizzando ogni sordido dettaglio (im)prevedibile tendente al peggio.
Grazie all’effetto degli ormoni della maternità questa sindrome del controllo totale l’aveva abbandonata per 36 mesi abbondanti consecutivi (pari a 9 mesi moltiplicato per tre figli, più relativo periodo di allattamento).
Da un paio di anni la sindrome è ritornata a pieno regime. E non c’è niente di peggio di eventi imprevisti (!?) che si infilino nella quotidianità. In realtà, come nel caso di parto e allattamento, il termine imprevisto non sarebbe appropriato, visto che la nuova onda che si sta abbattendo sulla solita famiglia ha un nome e un cognome preciso: feste di compleanno.
La solita famiglia, non essendo autoctona pesarese, ha sempre festeggiato il compleanno dei bambini alla scuola materna e a casa con i soliti nonni a trecento chilometri di distanza. Quest’anno i soliti nonni non ci sono più e Pallino ha cominciato la scuola primaria, con nuove regole e insoliti dubbi per la solita mamma.
I soliti genitori hanno fatto un errore imperdonabile: chiedere cosa s’ha da fare ad altri più esperti.
Non l’avessero mai fatto.
La versione meno ansiogena prevede che la prima festa di compleanno alle elementari sia un test per la famiglia: nel senso che la solita famiglia verrà valutata in ciascun compleanno alla quale sarà chiesta la presenza in previsione del futuro sociale dei bambini. Insomma se il test sarà superato i bambini vivranno una vita di gruppo soddisfacente, in caso contrario la solita famiglia avrà un brusco risveglio.
La versione più timida, ma non meno traumatica per la solita mamma, prevede che sia un obbligo portare i bambini alle feste di compleanno, altrimenti alla lunga nessuno li inviterà più e saranno emarginati anche in classe per i prossimi cinque anni.
Ommioddiooo.
La solita mamma ha avuto un c§§o pauroso: pur partecipando alle chiacchiere mammesche in fase di ingresso-uscita da scuola una sola volta alla settimana, ha avuto l’impressione che le mamme dei compagni di Pallino non appartenessero a nessuna delle due categorie sopracitate. Sono mamme normali. Con figli normali. Con le preoccupazioni normali. Che cosa normali voglia dire, non è poi chiarissimo.
Con una certa ansia da prestazione indotta sabato la solita mamma e Pallino hanno partecipato alla loro prima festa di compleanno ufficiale.
Tataaan.
Pallino si è divertito da matti e la solita Simonetta ha trovato conferma alle sue impressioni.
Niente esami ai raggi X, niente test sull’albero genealogico, nessun certificato di sana e robusta costituzione. Solo una festa di compleanno per un bambino emozionato nello spegnere le sue prime 6 candeline e felicissimo di aprire tutti i suoi regali.
Della serie: non ascoltate le versioni gotico-ansiogene di altri genitori sulle feste di compleanno.
Che sia un insolito Halloween-modello-genitoriale?
E a voi, quali leggende metropolitane hanno raccontato sulle feste di compleanno?

28 Comments Le solite feste di compleanno

  1. AvatarMaude

    Ti dirò, io non ho mai sentito alcuna leggenda metropolitana sulle feste di compleanno, sono solo feste e basta.. ma magari sono io che non sono molto mondana 😉 Ciao!

  2. Avatarwolkerina

    Per ora faccio come facevi tu, tappo le orecchie e cerco di non ascoltare nulla per timore di risvegliare ansie di prestazione! però è stupendo sentire che esistono semplici feste in cui l’unico obbligo è il divertimento 🙂

  3. AvatarSlela

    Qui tocchi un tasto dolente, ne ho parlato alcune volte sul mio blog.
    C’è questa bruttissima moda, che qui da noi ha preso largamente piede, quella dei gonfiabili.
    Finché ci porto la settenne va anche bene, ma i gemelli non possono essere scaricati, e loro rischiano la vita insieme ai grandi. Oltre ad uscire tutti quanti allucinati e alienati. Ma potrà essere una festa passare il pomeriggio a saltare?
    Da brava asociale, io mi sono sempre rifiutata finora, e il risultato è stato che alla nostra festa partecipano sempre i 2-3 bambini soliti. Mi dispiace solo per mia figlia che rimane sempre delusa.

    1. AvatarLa solita

      Io ancora per quest’anno la festa riesco a farla in classe e forse inviterò a casa un paio di bambini. Ma per l’anno prossimo mi sono già accordata con la mamma del compagno di classe che compie gli anni negli stessi giorni in modo da fare una cosa insieme. E l’idea sarebbe quella di fare una cosa simile tra tutti i bimbi.
      Quindi per il momento il termine “social” si applica perfettamente alla realtà ;D!

    1. AvatarLa solita

      Carissima :D! Oggi non posso pensare che alla tua bella notizia! Sì, hai decisamente tutto il tempo per farti venire l’ansia :D!
      Un abbraccio!

  4. AvatarVelma

    Tasto dolente.
    Però è vero: se non li porti alle feste poi non li invitano più e soprattutto non vengono alle tue feste.
    Tasto dolente, si si.

  5. AvatarLaNinin

    Ho organizzato feste da 10-12 bambini al massimo, perchè le ho sempre fatte in casa. Preparavo giochi e scenografie, dolci e focacce, i bambini erano contenti. I miei figli hanno provato a chiedere feste in posti come Mac o ludoteche con palline, ho sempre detto di no, le trovo succhiasoldi e alienanti, non ne sono rimasti sconvolti.
    Crescendo hanno scelto diverse modalità di festeggiamento: cinema e pizza, bowling, pomeriggio di attività ludica, solo con gli amici più stretti. Credo che ogni famiglia debba decidere come festeggiare un momento così importante, senza ansia di prestazione. Credo che sia importante passare ai figli il messaggio che è necessario coltivare relazioni vere e profonde, piuttosto che superficiali.
    Detto questo, però, non sottovaluto le feste come momento di socializzazione tra genitori, alle volte ci si trova tra persone che non si conosce e si possono scoprire individui interessanti. Ma, al fine del benessere dei bambini, non è necessario, l’essenziale è che si trovino bene in classe, dove passano tante ore del giorno, piuttosto che ad una sporadica festa. 🙂

    1. AvatarLa solita

      Io sarei una pessima animatrice creativa di compleanni. Anche se l’impressione è che i bambini non abbiano bisogno di grandi attrattive per giocare insieme. Lo fanno e basta. L’obiettivo resta lo stesso e cioè che i bambini siano sereni, sempre.
      Qualche post sulle feste di compleanno da te organizzate non mi dispiacerebbe comunque ;D!
      Baci!

  6. Avatarraffaella

    Ho organizzato una mega fersta per il primo compleanno di mio figlio, ma solo perchè sostituiva quella del battesimo. Il prossimo anno con i soldi che ho speso per la festa, ci andiamo a disnyland!
    Raffaella

    1. AvatarLa solita

      Il discorso economico è un problema di questi tempi da non sottovalutare.
      Il primo compleanno della vita comunque è un momento memorabile per un bambino e i suoi genitori e quindi secondo me va fatto un discorso a parte :D!

  7. Avatarfranci

    Bè ne ho un po’ e mi tolgono il sonno già adesso!!!

    1 feste con “reginetta del ballo” o “re” qualsivoglia che scartano i regali come caramelle…

    2 feste ai gonfiabili … con trenta bimbi ammassati su un gioco e schiacciati …

    si insomma ho l’ansia … e non credo che comincero’ prima dei sei anni …ancora due anni e mezzo …

    1. AvatarLa solita

      Hai tutto il tempo perché la moda cambi!
      Credo che nelle feste di compleanno, come per tante altre cose, spesso sia la moda del momento a dettare legge.
      Anche per me il problema è sorto quest’anno con l’ingresso di Pallino alle elementari.

  8. AvatarGina Barilla

    Noi per il nano abbiamo fatto una festicciola low profile, sopratutto perché essendo il suo primo compleanno non se ne è nemmeno accorto. Nonostante questo ne è uscito stravolto e mi sono ripromessa di non fare altre feste per almeno un anno. Ma questo non ci esula dal partecipare alle altre.. l’unica speranza è che il nano, non essendo il centro della festa, se la goda un po’ di più (sopratutto trovi la sua mamma quando la cerca). Siamo stati invitati ad una festa a cui abbiamo detto “forse” per impegni pregressi. Risultato? “Se non potete esserci allora rimandiamo ad un altra volta”. Ecco.. non sono già in ansia da oggi, no no.

    1. AvatarLa solita

      Mentre leggevo il tuo commento mi viene in mente un’altra cosa, forse un po’ filosofica.
      Ed è la libertà di scelta: partecipare, non partecipare, organizzare o non farlo, come e dove. Ecco forse il problema sta tutto lì.

  9. Avatarmammamanager

    la mia principessa ha solo 3 anni ed io la porto sempre alle feste di compleanno a cui è stata invitata perchè lei è molto socievole e si diverte tanto. Essendo nata ad Agosto la nostra festa estiva è con nonni e qualche raro bimbo amico dell’ultimo minuto in vacanza..ma ho sentito anche io strane storie sulle feste di compleanni di bimbi più grandi..mi raccontava allucinata una mia amica che la festa più di moda prevede un incantatore di serpenti, con serpenti veri?…….ma siamo impazziti !?!

    1. AvatarLa solita

      Beh, ma allora tanto vale trovare un incantatore di genitori ;D! Ahahahah!
      O forse un bravo terapeuta per sedute di gruppo con mamme in cerca di emozioni ;D!

  10. AvatarTwins(bi)mamma

    i miei sono all’ultimo anno di materna..qui diciamo che partecipiamo a quasi tutte le feste xhè i bambini sono contenti e si divertono (gonfiabili, sale giochi, ludoteche, asili privati etc.) anche perchè quando sono + grandi ne parlano a scuola e se non li porti e non hai un motivo giustificabile loro ci rimangono male…io lo scorso anno ho scelto una festa da mcdonalds e tutti sono rimasti contenti tranne quelli non invitati… le classi sono due e non volevo comunque invitare bambini troppo piccoli che al mc non si sarebbero divertiti…

    1. AvatarLa solita

      Mi piace il tuo atteggiamento molto zen: io mi ero fatta prendere dal panico per le voci sentite e poi mi sono resa conto che era tutto ingiustificato.
      E’ andata bene così :D!

  11. AvatarGaia

    leggende metropolitane non ne ho ma qualche esperienza diretta sì: qui da noi usa l’animatore!
    l’animatore dei compleanni è una figura triste e impersonale che assolda i bambini e fa fare loro giochi al limite dello sforzo fisico. Generalmente l’animatore è vestito con oggetti buffi quali: copricapi di forme insolite, fischietti appesi al collo e foulard colorati come cinture ma il volto e l’espressione è triste ed annoiata… Odio gli animatori perché: perché i bambini sanno giocare autonomamente da soli, perché mettono musiche da baby dance costringendo le femmine in balli stile velina e i maschietti idem (ma loro non li fanno!), richiamano i bimbi usando un fischietto ma soprattutto perché sono la prova inconfutabile che i genitori sono convinti che i bambini per divertirsi abbiano bisogno di essere guidati!!!!

    1. AvatarLa solita

      Concordo in pieno che i bambini sanno cavarsela benissimo. Sanno giocare e si organizzano. La paura del “vuoto” (del non avere niente da fare) è un problema tutto dei grandi!

  12. Avatarmoni

    Io ho festeggiato il compleanno di Cucciola da quando compì 1 anno e quindi per per 4 volte! Mi sono sempre piaciute le feste e a queste dapprima ho invitato a partecipare i bimbi le cui mamme erano “compagne di pancia” in seguito chiedendo a Cucciola (avendo poi conferma dalle maestre dell’asilo) di quali fossero le sue a michette.
    Evitando quindi di invitare tutti altrimenti… altrimenti che?!
    Allo stesso modo partecipiamo solo ai compleanni di amichette accertate.
    I bambini si divertono un mondo e l’importante è solo questo!!!

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