Insolite fughe

– Mamma, a scuola ci sono bambini che mi fanno male – la terzogenita sull’androne del palazzo.
– E cosa ti fanno, amore? – la solita apprensiva, ma non troppo.
– Mi spingiono, poi mi fanno cadere – con una faccina da voglio coccole, coccole e ancora coccole e se tu ti preoccupi un po’ non mi dispiace.
– Ma dove succede, cucciola?
– Quando siamo tutti insieme.
La solita mamma vive per la terza volta l’ansia che certe affermazioni provocano, ma crede anche che l’inserimento alla materna sia andato troppo liscio e che qualche effetto secondario sia da mettere in conto.
E allora le viene un’idea.
– Pallino, racconta a tua sorella cosa bisogna fare quando un altro bambino ti fa male a scuola? – la solita ottimista.
– Devi scappare – Pallino, il solito filosofo del buon senso, per niente preoccupato e completamente assorto nei suoi giochi da grande.
Ecco.
Alla solita mamma non restava altro da aggiungere per incoraggiare la piccola palla, se non di ascoltare la solita saggezza fraterna.
– Amore, scappa. Ok?
Facile, no?
E voi cosa le avreste suggerito?

15 Comments Insolite fughe

  1. AvatarRobin :D

    Già capitato anche a noi. In certe situazioni scappare non si può, e io gli ho suggerito di dire ad alta voce il suo disappunto con frasi come “lasciami stare” “non mi spingere” “questo gioco non mi piace” “smettila”.
    Lo aiutano a reagire e a non subire 🙂

    1. AvatarLa solita

      La fase del “non mi devi fare male” o del “mi hai fatto male” urlato è patrimonio genetico. L’ho insegnato a tutti e tre a prescindere dalla scuola.
      Ieri è stata la pillola di saggezza di mio figlio che mi ha lasciato senza parola per la tranquillità con cui l’ha espressa.

    2. AvatarAnonymous

      Siamo al primi anno di materna avrebbe dovuto essere una cosa credevo superata dopo il nido..la mia piccola principessa con due occhioni sgranati mi diceva Paolino mi spinge Gabriele mi fa bua e il mio cuore tremava ma con voce piu’ferma che potevo le dicevo amore e tu digli non si spinge non si fa bua poi lo dici alla maestra…ora per riprendere il filo ci risiamo :la giorgia mi pizzica Filippo mi spinge oppure dei bambini mi fanno male….e stavolta le ho detto amore non si dpinge non si pizzica ma se continuano fallo anche tu non sono certo favorevole ai gichi di mano ma vogljo che impari a difendersi

    1. AvatarLa solita

      Da me è la seconda che ha istinti “morderecci” non indifferenti! Il grande e la piccola invece sono più miti. Il grande cerca sempre il dialogo: è un accomodatore. La piccola non l’ho ancora capito. Ma ha sempre vissuto all’ombra di sua sorella (la quale all’asile se ne frega beatamente della sorella perché mi ha detto che ha da fare!).

  2. AvatarVelma

    Dafne sa che deve rivolgersi all’adulto di riferimento e in ogni caso NON rispondere nella stessa maniera.

    Scappare però no, dai! Ecchecavolo!

    1. AvatarLa solita

      Piuttosto che le prenda preferisco una fuga dignitosa, veramente! Il problema è che con lei non capisci mai se ti racconta le cose per impietosirti o se dice la verità.
      Ogni giorno mi dice che lei non ha mangiato (è la sua ansia maggiore perché non vuole mangiare a scuola!), ma in verità la maestra con la quale siede a tavola mi assicura che mangia.
      Insomma la solita furba catturatrice-di-attenzioni ;D!

  3. Avatarmela

    La mia PiccolaPeste di solito si fa rispettare se il nano è alla sua portata altrimenti si defila e cambia gioco o posto… Ha imparato subito e da sola, in fondo due anni di nido qualcosa insegnano 😉

    1. AvatarLa solita

      Come dicevo nei commenti precedenti, non so ancora che tipo di approccio abbia la terza. A casa è la piccola, in giro vive all’ombra di un fratello a caso. Credo che dovrà trovare una sua strada. Una cosa è certa: se una cosa non le va te lo dice senza problemi :D!

  4. AvatarLaNinin

    Di certo, la prima cosa da fare è quella di denunciare l’accaduto alla maestra. Se l’aggressione è invece troppo rapida e violenta il mio consiglio è quello di reagire, legittima difesa. Il consiglio di scappare, lo terrei buono solo nel caso che l’aggressore fosse molto più grande di lei. Anche se, ripensandoci, Davide e Golia…. 😉

    1. AvatarLa solita

      Non credo si tratti di aggressione. Anche perché racconatato in una domenica sera, con l’intento di restare a casa il lunedì mattina mi pareva più una scusa.
      Le sue tattiche da “cucciola indifesa”, “occhioni da gatto con gli stivali in Shrek” a scuola non attaccano, almeno credo…

  5. AvatarMaude

    Anche io penso che scappare va messo in pratica proprio come ultima spiaggia, quando le cose si mettono male. A Ragnina ho sempre detto di cercare di parlare con chi si ostinava a fare il prepotente, e magari di dirlo alla maestra se quello insisteva..

    1. AvatarLa solita

      Concordo con te: di solito ogni settimana vado a parlare con le maestre per sentire come vanno le cose per le mie piccole e sono loro che mi riportano gli eventi eclatanti.
      Per esperienza con ognuno dei mie figli c’è stato un bambino problematico. Adesso dobbiamo individuare chi è nel gruppo di Pallottolina :D!

    1. AvatarLa solita

      No ;D! Non a caso Pallino ha cominciato un bel corso di judo e prevedo che lo seguiranno anche le sorelle quando avranno l’età giusta. E’ difficile spiegare ai bambini che non devono alzare le mani in casa MAI (neanche se un fratello/sorella hanno fatto qualcosa di sbagliato), ma poi suggerire loro di farlo a scuola. Manca di coerenza, secondo me. E allora per il momento preferisco una fuga dignitosa ;D!

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