Le solite mamme blogger

La solita mamma ha letto un post di Castagna matta (Sabina Montevergine) sulle mamme blogger che come al solito l’ha fatta riflettere.
Sì, perché la categoria mamme insieme con il genere blogger è diventata una bella fetta di produttrici di contenuti web: nel terreno di internet occupato da mamme non può non rientrare anche la solita Simonetta. Analizzando le sue letture (e produzioni) virtuali si accorge che, come dice Sabina, c’è un periodo in cui la maternità avvolge, ottenebra, coinvolge e non lascia spazio a niente altro. I diari virtuali testimoniano esattamente questo. Niente di più. E i blog mammeschi crescono e, purtroppo o per fortuna, le cose che le genitrici raccontano sono quasi sempre le stesse. Le solite.
Tutto ciò può fare sembrare meno autentici o semplicemente meno attraenti alcuni blog a chi quelle cose le ha già passate. E’ normale. Come è normale che chi scrive un diario virtuale parli di pance-parto-allattamento-svezzamento-spannolinamento (perché quando si è nel tunnel tutto sembra essere assolutamente unico e irripetibile. E le mamme sono tali al 150%: non vedono e non sentono altro che quella loro parte di vita).
Se all’orecchio di queste donne si sussurra l’idea che con il loro blog si possa guadagnare qualcosa, in un momento di crisi economica come quello attuale, la solita credulona pensa che sia altrettanto normale provare a farlo.
La solita critica si è fatta un film (di quelli neorealisti, in bianco e nero, un po’ tristoni, ma molto, molto simili alla situazione che l’Italia sta vivendo adesso): se una mamma decidesse di aprire un negozio reale e volesse vendere il suo essere mamma, chi entrerebbe a comprare? Ma soprattutto: a comprare cosa? La sua esperienza di mamma? La risposta è abbastanza evidente. Non entrerebbe nessuno, a parte qualche altra mamma, ma a fare chiacchiere gratis.
Va bene: ma ci sono blog mooolto popolari, con molti follower, con tantissimi commenti: il blog guadagnerà per davvero? Boh, forse sì. L’insolita analista pensa che anche nella vita reale ci sono persone che hanno moltissimi amici, ma questo non vuol dire che siano affermatissime professionalmente (o per lo meno non per la loro capacità di tessere relazioni). Magari, quelle stesse amicizie potrebbero aiutare nei rapporti di lavoro, raggiungere il contatto giusto. Però il il guadagno arriva da altro. E così nel web: non è il blog mammesco in quanto tale a produrre il reddito, ma quello che la donna blogger è e fa a prescindere dal suo essere mamma. Il blog è solo lo specchio, più o meno amplificato, di sé: scrittrice, arredatrice, informatica, oltre che mamma.
Perché tutta ‘sta tirata?
Perché la solita mamma ha un timore: non è che per cercare di guadagnare qualcosa, ci si sta perdendo la cosa più importante? Il web e i vari social relegano le mamme in una categoria di serie B (purtroppo come è nella vita reale in Italia). Da un’altra parte (ma sempre in una categoria di confine eh) vengono messe le femministe (quelle che parlano di genere, di disparità, di discriminazione) e nel frattempo le idee delle donne come tali vanno a farsi benedire.
La solita idealista crede profondamente nelle capacità delle donne, mamme e non: noi donne siamo una forza davvero grande, non facciamoci illudere da false chimere (la solita lo sa perfettamente che in questo momento non si può sputare sul denaro, specie se si fa fatica ad arrivare a fine mese).
Pensiamo che il nostro essere femmine, e non solo nel senso più frivolo del termine, oggi più che mai, deve uscire e pesare.
Ma dobbiamo crederci prima di tutto noi. Perché noi valiamo e non solo per la pubblicità.

p.s. Anche la solita Simonetta ha sognato di fare la blogger di professione: ma era la voglia di stare a casa, di essere a disposizione dei bambini (e questa sembra una bella contraddizione no!?), di non dover conciliare il suo tempo di donna con quello di mamma (la solita moglie deve aspettare ancora un po’). Poi ha messo i piedi per terra e ha semplicemente capito che la vita di una mamma è parecchio complicata e che sognare non costa niente.
Nel frattempo ha conosciuto delle donne simpaticissime.

E voi cosa ne pensate? Sono le solite alienazioni da una domenica mattina senza sole di luglio?

41 Comments Le solite mamme blogger

  1. Avatarsimplymamma

    Condivido anche io ho pensato di lavorare col blog ma non è per niente semplice proprio perché sei mamma. Insomma come sempre in italia per noi mamme si fa quel che si può. Bel post!

  2. AvatarLa solita mamma

    Grazie :D!
    Io mi definisco una mamma priva di “paracadute” (per paracadute intendo nonni, zii, parenti che potrebbero supportarmi nella vita di tutti i giorni, soprattutto lavorando fuori casa!), e trovare una professione (un riconoscimento?) che mi (ci) sdogani dal nostro essere anche o solo “mamme” sembra una bella soluzione. Il sogno di fare del proprio “essere mamma” un lavoro “casalingo” credo che possa solleticare molte. Anche se fare della propria mammitudine un lavoro alla lunga potrebbe essere troppo totalizzante.
    Comunque essere donne-mamme-mogli-noi-stesse è così faticoso certe volte ;D!
    La solita logorroica eh?!

  3. AvatarTHEPOCKET MAMA

    Sicuramente l’idea potrebbe essere allettante per molte di noi. Ma io credo che il primo scopo di un blog non debba essere il lucro. Parlo per me stessa: io scrivo perche’ prima tutto mi piace l’idea che un domani le mie bambine possano leggere cosa abbia voluto dire per me crescere insieme a loro. E’ un po’ il diario in cui scrivo tutto cio’ che mi succede con loro, quello che non voglio rischiare di dimenticare e non poter raccontare. Poi e’ anche un mezzo per fare nuove “amicizie”, condividere le mie esperienze e scoprire quelle delle altre mamme. Se poi da quella che e’ la mia quotidianita’, le mie passioni e il mio pensiero, puo’ arrivare un beneficio economico, ben venga. Ma non mi aspetto nulla.
    Detto questo, condivido il tuo pensiero. Purtroppo ci sono tante, troppe mamme che hanno delle aspettative molto elevate e che rischiano di rimanere deluse per tanti motivi: poco tempo per scrivere, nessun supporto dalla famiglia e banalita’ dei contenuti.
    Post interessante, come molti altri nel tuo blog. A presto!

    1. AvatarLa solita mamma

      Avevo letto un bellissimo post su Straordinariamente normale, in cui si parlava anche dell’importanza “terapeutica” del blog mammesco, che condivido pienamente.
      Le mille declinazioni e valenze del proprio blog mammesco solo ciascuna di noi le conosce. E vanno tutte rigorosamente rispettate.
      Per me il blog è un modo per chiarirmi le idee: la solita dissociata insomma ;D!
      A presto!

  4. AvatarPaola

    Penso che il discorso riguardi ogni tipo di blog, non solo quelli “mammeschi” e che la riflessione sia molto utile e interessante (grazie per questo, Simonetta!).
    Sono d’accordo con The pocket mama, e penso che, ancora, il suo discorso possa valere per ogni tipo di blog. Tra l’altro, ho letto da qualche parte che guadagnare con i blog (parlando di quelli professionali) è praticamente impossibile.
    Conoscere tante donne (ma non solo) simpaticissime (ma non solo) è impagabile, come lo è il divertimento e il gusto di scrivere.

    1. AvatarLa solita mamma

      Per me la cosa più bella e interessante è la condivisione (che spesso sfocia in solidarietà virtuale) che il blog mi regala. Perché a dispetto di quanto a volte succede nella vita reale, il tempo del web si dilata. E magari a mezzanotte c’è qualcuno che mi dà una pacca sulla spalla: e ne avevo proprio bisogno!
      In tempi di crisi economica per me è importante dare alla solidarietà (anche se solo virtuale) un posto speciale. E anche questo per me è un blog mammesco.

  5. Avatarmonica

    Lo ripeto, come l’ho già detto altre volte: il mio blog esiste perchè mi piace scrivere e per me è terapeutico. E spesso mettere nero su bianco mi aiuta a razionalizzare il caos dei miei pensieri sparsi. In questo aiutano molto i commenti di chi legge.
    Ovviamente però anche per me è nato dall’esigenza di un diario da poter far leggere alle gnome…
    Non ho mai pensato di avere dei grandi guadagni legati a questo, certo è che se ci scappa qualcosa, ben venga!

    1. AvatarLa solita mamma

      Condivido al 100%, anche se dubito che le mie palline vorranno leggere il solito blog…
      La solita mamma è già troppo logorroica senza doverla anche leggere ;D!
      Sarà più facile che aprano un loro blog, per darmi la loro interpretazione dei fatti (e da Pallina me lo aspetto moooolto presto!)
      Un abbraccio!

  6. AvatarLaNinin

    Ti devo proprio dire che quella che tiri in ballo è una questione complessa che sicuramente non riuscirò ad esaurire in questo commento. 😉
    Riuscire a guadagnare con un blog, penso che sia il sogno di tante mamme, come tu dici, qualcuna ci riesce, per proprie capacità e per un pizzico di fortuna, la maggior parte no.
    In ogni caso, penso che l’aprire un blog “mammesco” non abbia quasi mai come finalità ultima il guadagno monetario. Penso che il primario obiettivo sia il poter comunicare e imparare. Io ho imparato davvero tanto e continuo davvero ad imparare e se non guadagno direttamente, almeno risparmio! Ho in più la possibilità di conoscere realtà e confrontare la mia vita e il modo di vederla con quella di qualcun altro, questo mi aiuta tanto, mi permette di staccarmi da me stessa guardarmi con occhi diversi. Ho trovato finora molte persone che seguo o che mi seguono che mi danno tanto in termini di valori “buoni” (tu compresa) e insomma se non è un lavoro retribuito mi serve molto l’essere una blogger!

    P.S. Ora per contraddirmi immediatamente promettimi che se mai riuscirò a vendere qualcosa di mio sul web, tu lo acquisterai! ;D

    1. AvatarLa solita mamma

      Mi piace molto la tua definizione: “Insomma non è un lavoro retribuito, ma l’essere blogger serve”. Qualsisi sia il servizio che esso svolge!
      p.s. Adesso però sono curiosa di sapere che cosa venderai, però ;D!
      p.p.s. Mi sono portata a Pallandia Home la macchina da cucire della mia mamma, ma non so se per avere un pezzo importante di lei o perché effettivamente avrò il coraggio di usarla…

    2. AvatarLaNinin

      Non lo so neanch’io, se e cosa venderò! Nel frattempo imparo a usare la macchina da cucire: fallo anche tu, vedrai che soddisfazione! 😀

  7. AvatarMathilda Stillday

    Posso sottoscrivere ogni parola che hai scritto? Perchè l’errore temo stia proprio nel far credere che basta aprire un blog e parlare dei fatti propri per avere un’entrata in denaro.
    Hai detto bene: molte blogger hanno una professionalità alle spalle che mettono in un blog e non si improvvisano tuttologhe. Non basta parlare di pappe e pannolini per avere un seguito proprio perchè le chiacchiere piacciono ma gratuite. Il confronto e la condivisione sono essenziali ma ci vuole almeno una passione per far sì che il blog abbia un tema, si rivolga a una nicchia precisa e soprattutto ci faccia sentire bene.
    Credo che molte mamme abbiano compreso che diventare blogger di professione non è così semplice.
    Ognuno poi trova le sue motivazioni ed è vero che avere molte follower non significa avere molti amici.
    Il mio parametro di giudizio in qs. senso è piuttosto ristretto: sono amici quelli che ci sono nei momenti di gioia (molti si defilano anche per invidia) e in quelli brutti (per fortuna pochi) e soprattutto che si ricordano il mio compleanno senza che FB glielo ricordi! ahahah ;o)
    Ti mando il solito abbraccio

    1. AvatarLa solita mamma

      Grazie Mathilda: lo sai vero che sei stata una delle persone che ha contribuito in maniera insolita alla “crescita” della solita Simonetta (e non intendo in termini bloggheschi sia chiaro!). Sei stato un felice incontro virtuale con risvolti decisamente positivi nella vita di tutti i giorni.
      Sull’amicizia sono altrettanto “rigida” e non solo nel web ;D!
      Un abbraccio :D!

  8. Avatarmammaliena

    Bel post che condivido pienamente, così come mi ritrovo nelle parole di ThePocket mama.
    Per me il blog è un modo per fissare certi momenti, belli e brutti, e magari in futuro condividere quei ricordi con la mia bestiola, se lo vorrà. Avere poi la possibilità di confrontarsi con altre mamme che stanno passando, o hanno passato, certe fasi può aiutare e confortare! Ma guadagnarci? Sarò ingenua io, ma di mamme blogger ce ne sono ormai un’infinità e quelle che ci guadagnano che percentuale sono? Secondo me bassissima… Partire quindi con questo obiettivo credo porti solo a una delusione (e a creare un blog dal sapore un po’ “fasullo”).

    1. AvatarLa solita mamma

      Grazie ;D! Proprio perché di mamme blogger siamo in tante, forse, ma dico forse, potremmo “pesare” di più in termini di donne. Credo che la forza delle nostre idee valga molto di più di quello che crediamo…

  9. AvatarVelma

    Non ti seguo…saranno le solite alienazioni di una domenica senza sole di luglio?
    Scherzi a parte, secondo me, hai ragionato troppo! Vedi il mio blog? Di serio non ha nulla, di mammesco tutto.
    Le mie intenzioni? Di certo non affermare il mio essere mamma o il mio essere donna o guadagnare o…però ti ho conosciuta virtualmente (e come te altre blogger) e ti sfotto e mi sfotti e cazzeggiamo e ci conosciamo e cazzeggiamo ancora e mi consigli i libri e ti ricordo l’alfabeto e mi fai venire i dubbi sul nome delle piante che ho in giardino ecc… e secondo me solo per tutto questo ne vale la pena.
    Buona domenica cara.

    1. AvatarLa solita mamma

      Intanto: 1. Ma allora al mare sei connessa eh?!
      2. Se c’è una mamma “insolita” tra le blogger che conosco quella sei sicuramente tu!
      3. Sei esattamente la mamma blogger che vale che intendo: dietro il cazzeggio, gli alfabeti, gli elenchi puntati (notare che ormai mi hai influenzato anche in questo ;D!) c’è una donna straordinaria che può far “pesare” il suo essere donna e madre.
      4. Sì, le boccate di vento al gusto “alga”, chiusa in casa, mentre cerco di finire (perché lo devo finire!) “La figlia del boia” che non mi sta piacendo, ma non ho ancora capito perché, mi sta facendo riflettere troppo ;D!
      5. Buona domenica anche a te!
      6. Grazie perché riesci sempre a dire le cose come stanno alla solita logorrica, riportandola con i piedi per terra ;D!

    2. AvatarVelma

      Ma non essere così spudorata nelle belle cose che mi dici, se no poi si capisce che siamo d’accordo!

      Ahimè, al mare mi trasferisco orientativamente tra il 29 luglio e l’1 agosto e la connessione me la sognerò la notte! Troverò scuse futili per tornare a casa mia in paese per qualche ora, per potermi connettere e ammettere pubblicamente di aver contratto la internettite, malattia che tutti mi diranno essere genetica, visto che anche mia madre e Miasorella ne sono affette (quest’ultima nella variante di feisbucchite).
      Poi counque ti spedisco una cartolina, eh!
      Ciao

  10. AvatarGAB

    ho aperto il blog per esorcizzare i miei timori di neo-mamma…poi c’ho preso gusto. Lo ammetto, ho sognato (e forse sogno) di poter avere un’entrata, ma non con il blog così com’è ora…forse come dici tu, nasce dal desiderio di passare + tempo a casa. però mi sento una “creativa-repressa” per mancanza di tempo…vorrei poter sfruttare il web per questa mia vena,non tanto per il mio essere mamma (quello è un dato di fatto che resterà, anche senza un soldo). Tirando le somme,ad oggi, il blog mi è servito per conoscere tante persone simpaticissime e “ispiranti”…persone che mi hanno fatto respirare aria pulita nei momenti di stress e che a volte mi hanno fatto sognare.
    però se dovesse capitare l’occasione di “usare il blog” a scopo di lucro (per un lucro sano e utile)…ora penso anche “ben venga!”:-P

    1. AvatarLa solita mamma

      Senza dubbio il blog mammesco ha un benefico effetto psicologico: stritolate come siamo tra bimbi, lavoro, casa, bimbi, lavoro, casa… Non rimane proprio il tempo per essere persone che incontrano persone fisicamente per parlare e per sfogarsi o trovare consigli. Nel tuo caso specifico (ed è il motivo per cui sono finita nel tuo blog!) il blog è sicuramente una vetrina per la tua creatività. Una mia collega diceva sempre che ero una cassandra: da insolita cassandra prevedo che la tua arte ti darà delle soddisfazioni ;D! Ma per il tuo bellissimo talento, non per il blog :D!
      p.s. Quando sono arrivata nel tuo blog non sapevo che fosse un blog mammesco eh ;D!

  11. AvatarPdC

    Sono d’accordo su molte cose e trovo che sicuramente da mamma che ci è già passata tempo fa (mio figlio ha 11 anni) a volte mi sento “fuori posto” nei blog centrati solo sui bimbi piccoli, non perché ci sia qualcosa che non va nei blog, ma perché i figli ti proiettano nel momento ed ogni momento è sempre speciale e quelli passati spesso sembrano lontani, cosicché mi sembra di aver poco da contribuire.
    Personalmente scrivo perché mi piace, mentirei se dicessi che scrivo per me stessa, come tutti scrivo perché gli altri leggano, e perché mi piace andare a fondo di tante cose, sentire pareri diversi e capirci di più.
    Viverci col blog? chi non ci ha pensato… ma credo non sia facile ed un blog non sia sufficiente per pagarci il mutuo e i libri per la scuola. Lavoro 10 ore al giorno fuori casa (essendo l’unica fonte di reddito della mia mini-famiglia da due) e per ora credo vada bene così.
    Anzi io ci vedo, noi blogger, come una grande comunità in cui ciascuno porta qualcosa e ciascuno prende qualcosa e questo secondo me è lo spirito giusto.
    Grazie per questo spunto interessante, buona domenica!

  12. AvatarLa solita mamma

    E’ vero che che come mamme veniamo proiettate “nel momento” dei nostri figli. E credo che lo spirito giusto della vita di una blogger debba essere quella della condivisione: credo che sia una gran bella ricchezza ;D!
    Buona domanica anche a te!

  13. AvatarAlice

    Solita mamma… che dire. Mi piace da morire come riesci a esprimere questi pensieri che ti passano per la testa, così, in maniera semplice e diretta.
    Sto leggendo un libro suggerito da Mathilda qualche tempo fa e credo che ne scriverò un post. Sappiamo tutte che di blog è difficile vivere e confermo che anche per me il blog è terapeutico, che la condivisione è la parola magica e che il tempo alla tastiera si dilata in maniera impressionante.
    Però, se il mio blog, neanche tanto mammesco quanto donnesco in tutte le sue sfaccettature, mi va bene che che resti così, fine a se stesso, sogno di poter fare qualcosa in rete comunque, un domani. Oggi ti basta una connessione per avere un “ufficio” e voglio credere che un giorno ce la farò. Quando avrò finalmente deciso cosa voglio fare da grande…. senza speranza, eh?

    1. AvatarLa solita mamma

      Anche io ho letto il libro suggerito da Mathilda (credo di sapere quale ;D!)…
      I sogni sono una bellissima cosa e se diventano realtà è una strepitosa meraviglia e chi meglio di un'”Alice” può dimostrarlo :D! Quindi sono sicura che un giorno ce la farai :D! Ne sono proprio certa!
      E decidere cosa fare da grande, non sarebbe male per cominciare ;D! Ahahahahah!
      p.s. Come stanno andando le cose in ufficio da te, nel mondo biecamente reale?
      Un abbraccio

  14. AvatarGina Barilla

    Il web mi ha aiutato, per non dire salvato la vita.
    Quando arrivata a casa, con un nano di 48 cm per 3 kg, mi sono trovata sola, senza la mia vita di prima, senza nessuno con cui confrontarmi, senza nessuno a cui chiedere consigli.
    E quel mondo fatto di sconosciute virtuali mi ha teso una mano, mi ha risposto, mi ha coccolato, mi ha sostenuto, mi ha informato, mi ha rallegrato.
    Una volta c’erano le famiglie allargate, le vicine, le comari, le plurimamme. Oggi no, almeno non ci sono state per me. C’era l’inverno, la solitudine, il buio presto, il freddo. E tanto bisogno di parlare.
    Scrivere un blog mi aiuta a svuotare la mente, a ridere di me stessa, a rivedere ciò che ho fatto. E nel mio piccolo spero che faccia sorridere altre mamme, come altre blogger a loro volta hanno fatto compagnia a me. Non ho molto da dire, non dico nemmeno chissà che.
    Vendo sorrisi, almeno questo è l’intento, al costo della propria connessione web.
    Diventerò ricca? Certo, lo sono già, nell’anima e nel cuore. Non posso fare altro che aumentare la mia ricchezza di giorno in giorno.

    1. AvatarLa solita mamma

      Io tutte le declinazioni del solito blog le ho capite dopo: l’ho aperto per caso, senza intenzioni e senza aspettative. L’unica certezza (e forse un po’ di paura!) era che, a 40 anni, con tre figli piccoli e un lavoro precario, avevo bisogno di “capire”. A distanza di un anno non so se ho “capito”, ma qualche certezza in più sul piano umano ce l’ho. Non c’è peggior iper-critico di sé stesso (almeno nel mio caso!) e mettermi in gioco mi ha permesso di conoscere altre mamme, decisamente insolite, altre donne, molto insolite, e a prendermi qualche spazio per me, anche se solo virtuale.
      Insoliti bilanci, eh! Se avessi dovuto acquistare “il pacchetto” di cui avevo bisogno, non so che prezzo avrebbe avuto e non so nemmeno se l’avrei trovato in commercio ;D!
      Insoliti guadagni sicuramente per me ci sono stati, oltre le aspettative ;D!

  15. Avatarmela

    Quando aprii il mio blog su splinder (ora deceduto…) nel 2003 non solo non avevo figli ma mi ero lasciata da poco ed ero invischiata in una di quelle storie che non portano di certo al matrimonio ma più verosimilmente all’autodistruzione, per intenderci mio marito neanche lo conoscevo all’epoca. Questo per dire che, secondo me, uno apre un blog principalmente per sè stesso e poi, ma solo poi, per raccontare una parte di sè che vuole rendere pubblica per i motivi più diversi: condividere l’esperienza di mamma o le ricette di cucina o l’amore per la moda, il cinema o la musica o i viaggi, insomma le passioni. Che poi qualcuna/o riesca a far diventare una passione anche il suo lavoro beh buon per lei/lui. Io sinceramente lavoro 8 ore al giorno e il blog è il mio angolo felice che aggiorno se ho cinque minuti in pausa pranzo/caffè, non ho mai pensato di lasciare il lavoro e guadagnarmi da vivere scrivendo, non ne sarei capace! Ma la potenza di internet è proprio questa: dare visibilità ai pensieri di tutti. Una volta a decidere se far uscire o meno un libro o una rivista o il lavoro di qualcuno in genere erano pochi eletti che sceglievano cosa funziona e cosa no per conto di tutti, adesso è il “grande pubblico” dei followers che decide cosa vende e cosa no e quindi per chi un diario può diventare un lavoro e per chi no.

    1. AvatarLa solita mamma

      Grazie Mela :D!
      Hai colto un aspetto interessante: la parte “editoriale” della vita di una blogger. In realtà, questo punto di vista non l’avevo preso in considerazione, pur essendo una bibliotecaria (!). Hai proprio ragione!
      Nessuno può dire quale libro passerà alla storia (né un premio Strega, né un Nobel, né il numero delle vendite o il posto in classifica su Tuttolibri): è così! E così vale anche per i blog, mammeschi o meno! Tanto vale farlo con leggerezza, raccontando(si) nel bene e nel male, nelle passioni o meno.
      Un abbraccio!

  16. AvatarBABBOnline

    Proprio qualche giorno fa ho trovato un post “Mom bloggers vs dad bloggers” http://thefatherlife.com/mag/2012/07/04/mom-bloggers-vs-dad-bloggers/ di un sito in inglese che ironicamente cerca di definire una lista delle differenze tra le due tipologie di blogger.
    Ci ho riflettuto, mi trovo d’accordo in alcuni punti della lista, ed effettivamente ci sono delle differenze tra i due approcci di blogger delle mamme e dei papà. Innanzitutto la numerosità, almeno in Italia la maggioranza delle mamme che hanno un blog è schiacciante. Secondo me un blog deve partire dalla voglia di raccontare e raccontarsi e di condividere le proprie esperienze (questa è stata la mia spinta), non può partire dalla voglia di guadagnare o trovarsi un lavoro perché si è a casa. Altrimenti è qualcos’altro che richiede qualcosa di più complesso ad esempio un progetto editoriale. Se si vuole guadagnare con un sito (parlerei più di un sito che di un blog nel caso di ricerca di guadagni) bisogna “muovere” schiere di lettori. O comunque, una volta che si è conosciuti, entrare con un proprio spazio in un progetto più grande, ad es. un giornale.
    Come papà blogger leggo molto volentieri mamme blogger, ci sono dei blog di mamme che mi piacciono molto e che non manco di leggere e di commentare. E’ vero che gli argomenti sono quelli della vita di un genitore (mamma o papà) ma conta lo stile, il taglio del post. E’ come leggere un editoriale o il pezzo di un critico, al di là del soggetto simile tra i diversi giornali, si legge un autore rispetto ad un altro perché ci piace il suo modo di scrivere.
    Mi sembra che le mamme blogger siano ben organizzate, nel senso che ci sia una bella massa critica, e ci sia una buona capacità di fare squadra. D’altronde l’argomento della maternità è di nicchia ma considerando tutte le riviste ed i siti dedicati i possibili lettori/lettrici dovrebbero essere tanti.
    Temo che se le mamme blogger si sentono di serie B per i papà in Rete non resta che quella Z 🙂

    1. AvatarLa solita mamma

      “La maggioranza delle mamme che hanno un blog è schiacciante” dici. Per la mia esperienza personale credo che il ruolo dei padri in famiglia stia cambiando, perché noi mamme-donne stiamo cambiando. Manca però a voi papà il coraggio di andarne fieri (e il blog mammesco è un po’ un’ostentazione della nostra prolificità) e di raccontarlo. Sicuramente non siete di serie Z. Ma questo credo che sia un altro discorso e un velato complimento a te come papà-blogger!
      Che noi mamme facciamo massa critica è un altro punto che mi piace molto.
      Adesso mi vado a leggere il tuo link ;D!

  17. Avatarmonica

    Ciao solita mamma, mi ero persa questo post di domenica e lo ho leto solo ora con tutti i commenti. Il mio blog è fermo a quasi un mese fa, ma non manco di leggere e magari commentare quelli che seguo. Ho aperto il mio blog lo scorso anno e di certo non con l’intento di guadagnare, penso che se quello fosse lo scopo/intenzione principale, almeno per come sono io, perderebbe di spontaneità, di idee buttate lì come vengono in mente senza proccuparsi troppo della forma. Qello che mi piace delle mamme è la complicità, il capirsi anche se non ci si conosce, il pensare che quello che stai leggendo è appena successo anche a te …..

    Un abbraccio e buona serata.

    1. AvatarLa solita mamma

      Sì, infatti le tue considerazioni sono perfette. Ed è forse questo il motivo per cui non rinuncerei mai al solito blog :D!
      Grazie Monica e a presto!

  18. Avatar...ma la notte no!

    mamma mia che insolito post!
    non so se riesco a commentare in poche parole a questo giro. Mi limito alla questione del guadagno: penso sia difficile e se capita deve essere per caso. Se quello è lo scopo… beh non credo il successo sia assicurato!Mi limito a questo, per ora… mi toccherà fare un post di commento come mammapiky!

  19. AvatarCristina - sìsonotuttimiei

    Ovviamente sono venuta a “recuperare” il post che nella domenica mi era sfuggito (strano, non mi succede quasi mai…). Non mi sono letta, perdonami, gli altri commenti.
    Ma ho una proposta più grande. Perché anche io mi sono affacciata a questo mondo pensando che se ci fosse stato da “guadagnarci qualcosa” non sarebbe stato un male. Dopo un po’ di mesi, mi rendo conto che ci ho guadagnato un bel po’, anche se nemmeno un centesimo.
    Come ho scritto nel mio post di oggi: ricordiamoci di cosa siamo in cerca.
    Io, da parte mia, spesso me ne dimentico, e mi arrabbio perché mi farebbero comodo quei “tot” in più al mese… A volte però mi accorgo che dietro l’aspetto di una mancanza (di soldi) è nascosta una ricchezza più grande.

    1. AvatarLa solita mamma

      Nel mio caso quando ho aperto il blog non sapevo esattamente cosa stavo cercando (la solita!). Inizialmente era solo il diario di una mamma. Ho tenuto nascosto per un certo periodo la mia passione per i libri che con il passare del tempo è uscita perché fa parte di me. L’idea di guadagnare non mi sfiorava: mammitudine e cultura sono temi che attirano molto poco. Poi è successo che in questo anno di blog ho avuto un periodo difficile (vedere mia madre morire davanti ai miei occhi soffrendo tremendamente, lasciando mio padre invalido al 100% disperato e senza di Lei): credimi se ti dico che avere questa finestra di solidarietà umana come persona, prima che come mamma e donna, non aveva prezzo.
      Con questo spazio virtuale mi sento più ricca, diversa, anche migliore.

  20. AvatarMamma Ninja

    bel post che rispecchia molte di noi da quanto leggo perché credo che a tutte piaccia sognare 🙂
    anche io come Cristina a volte mi arrabbio perché dimentico cosa cerco, spesso credo di non averlo ancora capito, e mi ritrovo di continuo a rimpiangere di non aver fatto ciò che mi piaceva davvero ripiegando invece su una professione che è stata più redditizia ma meno alimentata dalla passione…

    sono contenta di essere passata di qui, un’occasione per conoscere altre mamme virtualmente e se capita magari anche di persona perché no?
    c’è qualcuna che abita tra Roma e dintorni?

    1. AvatarLa solita mamma

      Di questi tempi scegliere il reddito, piuttosto che i sogni, è da donna molto saggia. Questo non vuol dire che non si possa sognare nel tempo libero!
      Un abbraccio pesarese ;D!

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