Insolito illustratore: Michele Petrucci

Oggi per il Venerdì del libro la solita mamma incontra un illustratore. La solita provinciale vi aveva già detto che nei dintorni di Pallandia Home, nella tranquilla provincia di Pesaro e Urbino, c’erano tanti talenti, no?!
E allora ecco oggi Michele Petrucci un fumettista. Ma la solita invadente lascia alle sue risposte lo spazio per raccontarsi e raccontare la sua arte.
Sono un’appassionata di libri per ragazzi e ho un’ammirazione particolare per gli albi illustrati. Topipittori sicuramente è una casa editrice qualitativamente ottima e tu esci con un fumetto A caccia di rane* per bambini. Non si tratta solo di un fumetto per bambini ma della storia della tua estate 1982 a Fano. E’ stato difficile per te raccontare una storia così personale?
Realizzare A caccia di rane è stato più facile del previsto. Anche perché era una storia che avevo già iniziato a scrivere molto tempo fa e il tempo, soprattutto in questi casi, viene in aiuto. Ho aggiunto particolari dimenticati, riemersi grazie alle chiacchiere con la mia famiglia e ai sopralluoghi fatti nei luoghi raccontati.
Mi muovo con una certa facilità tra i libri illustrati per ragazzi. Non mi è altrettanto facile con i fumetti, eppure sempre di illustrazioni si tratta. Puoi spiegarmi perché il fumetto è così diverso dal resto delle illustrazioni (e non solo per ragazzi)?
Fondamentalmente il fumetto narra mentre le illustrazioni servono a commentare un testo, a chiarirlo e in qualche modo a integrarlo. Ma si sa che l’arte è difficile (impossibile) da inquadrare e incasellare in definizioni precise. Anche io negli anni ho realizzato lavori a metà strada tra fumetto e illustrazione. Penso per esempio a I giochi della morte, dove ho illustrato delle brevi poesie di Mario Corticelli. Le poesie sono accompagnate da microsequenze di 2 o tre vignette.
Una delle mie domande d’ordinanza quando incontro i ragazzi in biblioteca è “vi piacciono i fumetti?”. La risposta è sempre unanime. Ma se provo a chiedere il perché nessuno mi sa mai rispondere? Perchè il fumetto piace così tanto secondo te?

Penso che i linguaggi usati dal fumetto siano molto immediati. Tanto che spesso si usa questo mezzo in situazioni che richiedono semplicità estrema come nelle istruzioni di montaggio. Il fumetto riesce a comunicare in maniera complessa, facendo usare entrambe le parti di cervello ma hanno allo stesso tempo la capacità di far subito affezionare il lettore ai protagonisti della storia per cui nascono i tanti personaggi (Disney in primis) amati dai bambini. Purtroppo in Italia siamo rimasti indietro con la produzione (e la lettura) dei fumetti per bambini.

Tratto da A caccia di rane

 

 

 

Anche tu, come Federica Campi, Simona Mulazzani e Luca Caimmi nasci e lavori in provincia di Pesaro e Urbino. Chiedo anche a te, è pura coincidenza o c’è qualcosa che vi accomuna o vi stimola in questi luoghi? Nel tuo caso queste zone fanno parte integrante di due dei tuoi libri A caccia di rane e Metauro.
Forse c’è un filo conduttore che parte da lontano. Dai grandi artisti del Rinascimento come Piero della Francesca e Raffaello, passa attraverso la scuola del libro di Urbino e arriva a noi.
A Metauro e A caccia di rane aggiungo anche un altro mio libro ambientato nella provincia. Il brigante Grossi e la sua miserabile banda* (Tunué 2010) narra la storia di una banda di briganti nel periodo a cavallo dell’unificazione dell’Italia.

Sostengo che la Lettura A Voce Alta sia fondamentale per la crescita dei bambini. Nel solito blog ne parlo come di un metodo LAVA: mi piace scegliere e raccontare solo libri che mi sono piaciuti, qualitativamente sia da un punto di vista grafico che testuale. Quali libri per te sono da considerarsi imperdibili per bambini under 6?
Ho un bimbo di 2 anni e mezzo e anche io ho adottato da tempo il tuo metodo. In queste ultime settimane gli leggo molto spesso Nel paese dei mostri selvaggi*. Penso sia un libro fondamentale per ogni bambino (e non solo per gli under 6).

Arriviamo a A caccia di rane. L’ho letto con la mia secondogenita quattrenne: è una tua fan. Ho quindi un sacco di domande da farti.
Tu, tuo fratello Matteo e Cristian alla fine dell’estate non riuscite a vere realizzato il vostro orto. Negli anni successivi siete riusciti a far crescere qualcosa? Qualcuno di voi ce l’aveva il pollice verde (non vale il tuo libro intermente in bianco, nero e verde eh!)?

Macché. Abbiamo solo guardato gli orti degli adulti e saltuariamente provato a far crescere qualche piantina con scarsi risultati. Sarà per questo che ho una smodata passione per le piante grasse, che non richiedono grandi cure. Solo Cristian ora vive in mezzo alla campagna e forse (non lo sento da molto tempo) avrà un orto come si deve.

Ti è rimasta la paura per i topi?
Topi? Se sono anche Pittori ci vado molto d’accordo.

Tratto da A caccia di rane

Nel tuo libro incontri i fumetti nel garage del tuo amico e all’autogrill: sicuramente la tua passione per il genere sarà stata precedente all’estate del 1982. Dove e come ti sei appassionato ai fumetti?
Non ricordo esattamente il mio primo fumetto. Ricordo però che ogni domenica, dopo la messa, andavamo in una cartolibreria (che era anche un negozio di giocattoli) e avevo la possibilità di scegliermi un fumetto. Per me era un doppio piacere arrivare in quel Paese di Bengodi.

Contrariamente a quanto credono le mamme tu racconti di essere sempre stato un appassionato di giochi elettronici, ma anche di fumetti: allora non è vero che lettura e elettronica non vanno d’accordo?
Assolutamente no. Il gioco in ogni sua forma è fondamentale per bambini e adulti tanto quanto la lettura. Così come non sono da demonizzare altri mezzi come la televisione. Penso sia compito del genitore dosare, seguire, spiegare e stare sempre vicini ai propri figli.

In A caccia di rane si intuisce il tuo rispetto per gli animali, per la natura, per il cibo sano: ma contrariamente a tutti quelli che conosco nei dintorni di Pesaro, la mia Pallandia, guai parlare male della “crescia sai cocon”. Non ti piace tutt’ora? Sei il primo caso in carne ed ossa che conosco da tredici anni a questa parte!
Ahah. A un certo punto della mia infanzia i miei mi costrinsero a mangiare la Crescia di Pasqua e stetti male. Mi dava fastidio l’intenso sapore del parmigiano. Ma ora la adoro come il resto degli abitanti di Pallandia.

Ad un certo punto parli di un incidente nella costruzione di una casetta che ti avrebbe ostacolato la carriera! Intendevi quella di prete o quella di ladro ;)?
Intendevo la carriera di costruttore di case. A quell’età avevo deciso che da adulto avrei fatto l’architetto. La scelta tra ladro o prete era un dubbio di mio fratello Matteo. È sempre stato un cattolico praticante ma non è mai arrivato ad andare in seminario. Ma da bambino pensava che fare il prete o il ladro fossero lavori leggeri. 🙂

Quando e come hai capito che il tuo futuro sarebbe stato nel settore della grafica e dell’illustrazione?
Ho sempre amato il disegno ma ho iniziato a fare fumetti tardi, intorno ai 20 anni. Quando ho cominciato a seguire i lavori di Lorenzo Mattotti e i romanzi a fumetti di autori stranieri come Josè Munoz, Seth, Chester Brown, David Mazzucchelli e Katsuhiro Otomo.

Per finire potresti consigliare almeno un paio di autori di fumetti imperdibili per bambini?
I fumetti del francese Marc Boutavant. In Italia siamo un po’ indietro ma negli ultimi anni gli editori si stanno muovendo. Voglio ricordare la collana Gli anni in tasca Graphic dei Topipittori e la collana Tipitondi di Tunué (in particolare i fumetti di Sualzo e Gud).

Grazie della tua disponibilità, del tuo tempo e dei consigli per andare a caccia di rane (mia figlia si sta attrezzando eh!)

Auguro un buon fine settimana e una ricca caccia di rane a tutti ;)!

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17 Comments Insolito illustratore: Michele Petrucci

    1. AvatarLa solita mamma

      L’autore è interessante di default ;D!
      La serenità e la pace che leggi nel suo fumetto lo descrivono perfettamente com’è di persona!
      Nel fumetto ci sono tantissimi spunti per i bambini, ma anche per noi genitori!
      Ciao!

  1. Avatartowritedown

    Grazie per averci presentato questo autore: la casa editrice mi è ben nota, ma non conosco tutte le sue pubblicazioni e tu sei una miniera di informazioni:-)

    Sono d’accordo con il commento di Petrucci: il fumetto è davvero un modo semplice e immediato per fare passare idee, concetti, spiegazioni. Ed è decisamente sottovalutato nella letteratura per l’infanzia del nostro Paese: possiamo però contare su autori, come Petrucci, che possono farci ben sperare per uno sviluppo futuro di questo modo di raccontare.

    Ti auguro buon week end!
    Grazia

    1. AvatarLa solita mamma

      Topipittori mi piace per molte pubblicazioni: ma è interessante questa collana di fumetti per bambini. Non è facile trovare delle proposte di qualità per la fascia under 6 (anche se la casa editrice la suggerisce per 8 anni). Della stessa collana di Michele, adesso ho preso Il magnifico lavativo di Tuono Pettinato. Ti farò sapere!
      Credo che si sottovaluti troppo spesso nella nostra società così forgiata (appiattita?) sull’immagine stereotipata l’importanza che fumetto e albi illustrati d’autore possono insegnare ai nostri figli!
      Buon we ;)!

    1. AvatarLa solita mamma

      Grazie ;D! Anche a nome di Michele Petrucci…
      La solita curiosa fa fatica a non fare più interviste, perché si sta divertendo come una pazza a tessere fili… Insomma come ogni blog mammesco che si rispetti parla di cucito in modo (in)solito ;D!
      Buon we e ben tornata sana e salva!

  2. AvatarPalmy

    Molto bella quest’intervista, per la libertà rispetto ai mezzi che sono considerati per l’appunto mezzi da dosare e da utilizzare senza demonizzazioni…

    1. AvatarLa solita mamma

      Grazie! E’ infatti un libro pieno di libertà. La mamma di Michele appare solo verso la fine…
      Il papà appare durante una vacanza…
      Nel fumetto ci sono davvero molti spunti per i bambini, ma altrettanti per noi genitori, credimi!
      Ciao e buon fine settimana!

    1. AvatarLa solita mamma

      Pallandia e dintorni hanno una ricchezza e un fascino che dal mio punto di vista vanno raccontate e, mi permetto di dire, vantate ;D!
      Ehi, alla fine del libro ci sono le istruzioni per cacciare per davvero le rane ;D!
      Ah, ogni capitolo è un pezzo dell’evoluzione del girino per diventare rana! originalissimo ;D!
      Buon fine settimana!

  3. AvatarAlessia

    Ciao a tutti! Quest’intervista è davvero molto interessante. Io non sono una grande appassionata di fumetti, però, dopo aver letto l’intervista a Petrucci, ho iniziato a considerare i fumetti in maniera diversa. I bambini non sempre hanno voglia di leggere e credo che i fumetti siano un buon metodo per far amare loro la lettura! Inoltre, mi piace la visione che ha Petrucci sui giochi elettronici.

    1. AvatarLa solita mamma

      Felice di essere stata utile. Unire per me utile e dilettevole (perché leggere i fumetti e intervistarne l’autore mi diverte!) mi fa doppiamente piacere ;D!
      Buona domenica ;D!

  4. Avatarmichele petrucci

    Un grosso grazie per tutti i commenti (e alla solita mamma per le domande).
    Vedo che la questione “giochi elettronici” ha colpito molto. Sento spesso di genitori che vietano completamente videogiochi e tv ai propri figli perché spaventati dalla loro influenza. Penso sia un peccato perché costruiscono cultura esattamente come i libri. Gran parte del mio immaginario per esempio è costituito da cose imparate da bambino attraverso un monitor. Sta a noi scegliere (quando sono ancora piccoli) e dosare (quando crescono). E soprattutto, penso, variare le esperienze. Quindi libri, giochi elettronici, fumetti, tv ma anche giochi e all’aria aperta e viaggi.

  5. Avatarmonica mimangiolallergia

    1) bellissimo post 2) bellissima intervista 3) tanti pensieri… tra cui non è facile assecondare il talento dei figli, aiutarli a prendere la strada giusta, quello del successo… personale, inteso come riuscire a fare tutti i giorni esattamente ciò che ti piace di più e in cui riesci di più, riuscendo anche a viverne, perché il successo è stare bene con sé stessi e con le persone che amiamo, tutti i giorni, non quello mediatico… secondo me…

    1. AvatarLa solita mamma

      Penso che come genitori possiamo solo stare vicino ai nostri figli, permettendo loro di fare esperienze per capirsi e per capire cosa vogliono davvero. Tutti i lunedì grazie a Palmy ho cercato di esplorare le compentenze utili ai nostri bambini. E nel farlo mi sono resa conto che per i miei figli vorrei un sacco di cose immateriali: l’essere contenti di sè stessi, l’indipendenza, la compassione, doti insomma che possiamo “provare” ad insegnare loro, e che non puoi acquistare un tot. al chilo al supermercato.

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