Insolite autrici: Deborah Papisca

La solita Simonetta ormai gongola del suo blog di provincia.
Eh sì! Perché se ci pensate bene bene, riuscire a parlare di libri e di una tranquilla città come Pesaro insieme non è mica facile eh! Beh, se poi mettete insieme ai due ingredienti, un terzo elemento, un blog mammesco avete il post di oggi!
La solita fortunata vi racconta di una mamma, che si chiama Deborah con l'”h”, che ha scritto un romanzo divertentissimo Di materno avevo solo il latte e che cura con altre colleghe un blog mammesco, ma che soprattutto vive a Pesaro (la solita pallosa Pallandia!).

Insomma voilà Deborah Papisca.

Ho letto il tuo libro e ho assistito a una tua presentazione. Sei spiritosa dal vivo, in “Di materno avevo solo il latte”, ma anche nel blog Oasi della mamme. Come fai ad essere sempre così effervescente?
Questione di indole direi. Ma anche di passione. Questo romanzo mi ha dato la possibilità di dedicarmi a ciò che ho sempre sognato fare: scrivere perciò se una cosa piace inevitabilmente si diventa effervescenti!

Nel tuo libro, in modo ironico, parli della depressione post-parto. Sia nel libro che nel blog parli del ruolo importante del web, come luogo di incontri e di solidarietà tra mamme. Perché secondo te noi mamme abbiamo invaso il web con così tanti blog mammeschi? Prima del web le mamme erano tutte più brave di noi? O erano più brave a sopportare in silenzio?
Forse la seconda che hai detto. Probabilmente le madri pre-web erano più allenate all’accettazione e malgrado vivessero i disagi del post parto lo consideravano come “normale”.

Camilla, tua figlia, ha fatto “nascere” una mamma, ma anche una scrittrice. Quando e come hai scoperto di essere un’autrice, e mi permetto di dire, di successo?
Sì, in effetti posso confermare che il detto “un figlio ti da un input in più” è assolutamente vero. In realtà ancora non riesco a capacitarmi che ci sia un mio romanzo in giro per l’Italia, era il sogno di adolescente, insomma devo ancora metabolizzare tutto quello che mi sta accadendo perciò quando lo scoprirò non mancherò di fartelo sapere…

Ho letto nella tua biografia che sei nata nel Veneto, ma sei cresciuta a Pesaro. Immagino che anche per te Pesaro, città di adozione da molto tempo, abbia un significato particolare. Quali sono per te i pregi e i difetti di Pallandia (la città della Palla di Pomodoro)?
Ritengo Pesaro una città dalle grandi potenzialità, è carina, confortevole, ha il mare, è a misura d’uomo ma ritengo che ai pesaresi manchi il coraggio di buttarsi un po’, di lasciarsi andare. Insomma se si tirasse fuori un po’ di estro in più diventeremmo l’eccellenza della costa adriatica.

A Pesaro convivono molti talenti. Chiedo anche a te: è la “solita” coincidenza o ci sono altri motivi?
Non credendo alle coincidenze penso che i talenti pesaresi nascano anche dall’esigenza di muovere un po’ acque da troppo tempo stagnanti. Pesaro è una città che ha bisogno di più vita, più dinamicità.

Nel solito blog sostengo la Lettura A Voce Alta (pomposamente lo definisco addirittura metodo LAVA). Mi piacerebbe sapere quali sono i libri che piacciono di più a Camilla e se ci sono secondo te dei titoli imperdibili che ogni mamma dovrebbe leggere ai suoi bambini.
Camilla sta mostrando uno spiccato interesse per la lettura anche se ancora non sa leggere ma credo fosse inevitabile visto che ha una mamma che i libri se li fagocita. Ama con tutta se stessa le avventure dei Barbapapà, si farebbe raccontare fino allo sfinimento Cenerentola e (ahimè) adora le storie frivole di Barbie a Gloss Angeles (qualcuno fucili l’inventore di questo nome!) un libro che vale su tutti è l’Odissea. Sì, proprio lei. Mia Credo sia la favola di tutti i tempi.

A tutte le mamme che hanno partorito e che vivono la depressione post-parto che consigli ti senti di dare?
Le incoraggerei a non vergognarsi, a cercare il dialogo, ad aprirsi alla famiglia e agli amici e soprattutto, se è necessario, rivolgersi a uno psicologo. Infine a non sentirsi fallite o inadeguate a fare le madri perché la depressione è molto più di un disturbo e per fortuna si può curare.

Nel tuo libro si parla anche di yoga. Per te è stato un felice incontro, lo definirei quasi terapeutico. Volevo sapere se pratichi ancora yoga e se ti sentiresti di consigliarlo alle altre?
Lo yoga è stato l’anticamera di un bellissimo percorso interiore che ho intrapreso e che ritengo sia stata una delle scelte più intelligenti fatte nella vita. Mi sono avvicinata al buddismo che mi ha concesso la svolta che aspettavo da anni (forse è per questo che sono come dici tu…effervescente?). Ora mi ritengo una persona equilibrata e forte abbastanza per affrontare gli ostacoli della vita con coraggio e tenacia. Non pratico più yoga ma tengo dentro di me ciò che mi ha generosamente elargito: una visione della vita positiva. E lo consiglio vivamente visto che è una disciplina che permette di entrare in contatto con se stessi, con la parte più profonda insita in noi e che spesso perdiamo di vista troppo concentrati sugli stimoli esterni.

Grazie della tua disponibilità e per l’ironia, che credo sia il modo migliore per affrontare il mirabolante mondo in versione mamma-moglie-donna-lavoratrice ;D!
Grazie a te per questa bella intervista. Hai proprio ragione l’ironia è un potente strumento per combattere i problemi di tutti i giorni.

5 Comments Insolite autrici: Deborah Papisca

  1. Avatarscleros

    ennesima solita bella intervista!! e salutatemi la TaTA Lucia…grazie al suo libro negli anni passati ho sclerato di meno… 😉

  2. Avatarhottanta...

    Ciao Simonetta, grazie per esserti unita al mio blog! Appena posso navigo un po’ nel tuo mondo! Ma intanto ti auguro la buona notte! A te e alla tua famigliola!!
    Chiara

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