La solita voglia di leggere al mare

Leggere al mare è sempre stata la passione della solita donna. Adesso che è dotata di tre figli la faccenda si fa complicata. Gli occhi sono due, i figli sono tre e il libro alla fine rimane in borsa o nella migliore delle ipotesi a casa.
Ci sono inoltre una serie di requisiti per poter leggere serenamente al mare per la solita lettrice.
1. Passeggiare in acqua con un libro in mano. Però. Il mare deve essere una tavola e il libro deve essere comodo. Sulla calma del mare, Pesaro non offre grandi sorprese. La solita donna ha tra l’altro un problema con il formato dei libri. Non ha le mani molto grandi e quindi le piaccioni i libri tascabili, con copertina morbida, che non si sfascino (non guasterebbe se fossero pure idrorepellenti).
Il suo libro ideale è la serie La memoria di Sellerio: copertina blu, carta strepitosa, maneggiabilità assoluta.
Insostenibile per lei è invece la lettura al mare dei volumotti con copertina rigida, dotati di sovracoperta e pesanti un botto: dopo un po’, se stese, vi verrà un solco sulla pancia, se in passeggiata in riva al mare, vi verrà un crampo.
2. La qualità delle letture estive vira disperatamente verso il giallo. Sarà il colore del sole, la tinta della sabbia o altro, leggere d’estate vuol dire alleggerire le storie. Al mare la solita mamma non leggerebbe mai un saggio (anche perché la solita fanatica ha bisogno di segnare le sue letture, appuntarsi frasi interessanti e la battigia non permette niente di tutto ciò).
3. Avere la certezza che i bambini non affoghino, nemmeno in 20 centimetri d’acqua. Per questo l’insolita bagnina sta preparando i tre figli ad un eventuale salvataggio in extremis (lezione 1 di Gab in modalità ex-maestra di nuoto nei commenti). La regola è che se vedono uno dei fratelli soccombere in acqua devono acchiapparlo per i capelli e tirarlo fuori subito. All’obiezione di Pallino sul dolore provocato dai capelli tirati la solita mamma ha risposto: – Meglio avere i capelli tirati che morire affogati. Queste sì che sono massime filofofiche, eh?
4. Far ripetere ai bambini le loro generalità: nome, cognome, nome di mamma (quella disgraziata che s’è persa il/la pupo/a), nome di papà. Perché non succede mai, ma quando si sente all’altoparlante avvisare che si è perso un bambino e come generalità viene dato solo il colore del costume, alla solita mamma prende l’ansia (a Pallandia Home c’è un turn over di costumi che mette a dura prova la memoria della solita lettrice).
Conclusioni.
Quando i bambini sono tranquilli, la solita sfasata ha lasciato il libro a Pallandia Home, come ieri. Quando si porta un libro, la solita mamma ha altro a cui pensare (perché un conto è spiegare l’abc del salvataggio ai bambini e un altro lasciarli allontanare sul serio senza farsi prendere dalla paura).

19 Comments La solita voglia di leggere al mare

  1. mela

    Ah!Ah!Rido 😀
    è quello che succede anche a me! Prima della Peste leggevo anche due tre libri in una settimana di mare (roba di poco impegno eh… anche io niente saggi ;)!) adesso se riesco a dare una sbirciata a VanityFair è già tanto!! Comunque il punto 4. mi ricorda moltissimo quando andavo al mare con i miei da piccola a Riccione ogni anno mi istruivano: “nome cognome bagno Ezio al 116” bellissimi gli stabilimenti romagnoli con i numeri 😀

    1. La solita mamma

      A Pesaro è esattamente come a Riccione, numero, nome e colore degli ombrelloni. Non ci si sbaglia, ma tant’è che qualche bimbo si riesce a perdere ;D!
      Prevenire è meglio che curare, no ;D!?

  2. alessandra

    Problema condiviso……infatti scelgo anchio libri maneggevoli anche se non mi dispiace se i fogli si induriscono un po’ per la salsedine……e cerco storie il cui filo posso recuperare velocemente anche dopo giorni di abbandono.
    Mi è inevitabile avere lo sguardo sempre su di loro, vanno vengono e se possono cercano di annegare in quei famosi 20 cm…..

    1. La solita mamma

      Felice di sapere che quei 20 cm di acqua non sono solo il mio cruccio ;D! Mi piace però che i bambini non temano l’acqua e non vorrei fargliela venire io con le mie ansie ;D!

  3. Velma

    No va be’ sei fuori!
    Una pazza!
    Non si può!
    Mi chiedo:
    1) come fai a rilassarti a leggere senza farti venire l’ansia?
    2) come fai a leggere camminando?
    3) come fai a portare in borsa anche un solo spillo in più riuscendo a trasportarla?
    4) come riesci a non farti coinvolgere dai giochi di tre bambini al mare (se c’è un segreto dimmelo, perchè un po’ mi stanco a giocare a fare castelli, pozzi, racchettoni, bagno, tuffi, gelato…)
    Mi rispondi, vero?

    1. La solita mamma

      Sono la solita pazza ovviamente?
      1. Infatti leggo molto poco, perché non sono strabica e per forza di cose l’occhio cade sui bambini, anche se non voglio
      2. Acqua all’altezza delle ginocchia, mare fermo (ci sono gli scogli a una cinquantina di metri dalla riva franci-onde) e in questo periodo dell’anno non c’è ancora la ressa dei turisti
      3. I giochi li trasporto al mare la prima volta e li lascio legati all’ombrellone: su e giù viaggiano solo asciugameni (che metto sotto al sedere delle bambine sul seggiolino della bici), costumi, cibarie e se non lo dimentico il cellulare.
      4. Strategia! Mi piace che giochino da soli, magari dò qualche suggerimento ma poi nei giochi in riva o sotto l’ombrellone li voglio autonomi.
      5. In questo periodo mi faccio coinvolgere nel nuoto perché vorrei che rinuciassero ai braccioli e Gab mi ha dato qualche dritta
      6. Il mare mi fa questo effetto, ma sono anche tremendamente inflessibile quindi i bambini sanno che non si scherza.
      Ho risposto, vero?

    2. Velma

      se te lo dico, svieni?
      te lo dico?
      va be’ te lo dico.
      ma non svenire!
      ho il cofano della macchine pieno SOLO di giochi di mare di Dafne (e Freddy); l’ombrellone, gli asciugamani, acqua e cibo, documenti e minuterie varie non ci entrano!
      ora so che ti starai chiedendo quali e quanti giochi mai avrà Dafne!
      in realtà freddy ancora non si è deciso a fare un inventario, ma ti assicuro che c’è l’impossibile e quando arriviamo sulla spiaggia freddy stracarico sembra un venditore ambulante.
      non mancherò di farti pervenire una foto!

    3. La solita mamma

      Sono svenuta ;D!
      Eddai, ma ti credo che poi non hai un attimo di pace…
      Solo per fare l’inventario di quello che dovete riportare a casa dovete cominciare a prepararvi due ore prima ;D!
      Ahahahahahah!
      Attendo foto e post riepilogativo (perché magari solo nella foto non sono chiari tutti i giochi disponibili!)
      Ops! I bambini ci stanno in macchina ;D?!
      Ahahahah

    4. Velma

      nooo! io e scooby ci mettiamo sul portapacchi, con l’ombrellone ovvio!
      tu, piuttosto, niente mare oggi pomeriggio?

  4. Eu

    Ho due libri da leggere ma, per un motivo o per l’altro: “Mamma Eu il Grande si sta scazzottando” ” Mamma Eu la Mezzana si è arrampicata sul tetto delle cabine” “Mamma Eu la Piccina è volata di faccia sulla sabbia!” evvabbeh mi sa che farò in tempo a tornare analfabeta 🙂

    1. La solita mamma

      I miei figli sono abbastanza sotto controllo per il momento. E avendo un anno di differenza tra loro viaggiano ancora compatti. Cerco di “responsabilizzarli a cascata”: lo so che da grandi mi odieranno, ma cerco il loro aiuto e appoggio se no sclero ;D!

  5. LaNinin

    Non riesco a leggere sulla spiaggia, diventa come fare zapping tra le pagine e i figli in acqua, però porto magari il quotidiano: se c’è qualche notizia che non mi piace, ho la scusa per distrarmi dalla lettura: che contorta! 😉

  6. kemate

    Noto alcune analogie, ho una passione smodata per la morbida carta dei Sellerio e il top del relax è leggere in spiaggia ma con l’avvento della prole il tempo di lettura su spiaggia è calato vertiginosamente.
    Mi intestardisco a portarmi dietro sempre un libro anche se il 99% delle volte non riesco ad aprirlo o se lo faccio vado avanti solo di poche righe, l’unica volta che non l’ho portato il pupo allora figlio unico ha dormito due ore nette e io ero da sola, me ne pento ancora adesso!

    1. La solita mamma

      E’ quello che è successo a me il primo giorno di mare. Loro erano tranquillissimi e io non avevo niente da leggere (in realtà finché non entro nella routine “mare-di-pomeriggio” dimentico sempre qualcosa a casa: il libro, il cellulare, un asciugamano…).

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