Pesaro: la (in)solita vita di provincia

Alla solita mamma piace vivere nella sua città di adozione perché come in tutte le città di provincia si conduce una vita di provincia, con l’immensa fortuna che qui, a poche centinaia di metri dal centro, c’è il mare.

La solita donna è arrivata a Pesaro per puro caso, quando diciottenne sognatrice ha deciso che voleva andare a fare l’Università lontano dalla famiglia d’origine. E per arrivare a Urbino, è necessario passare per Pesaro (almeno dalla sua stazione). Il colpo di fulmine è scoccato la prima volta che l'(in)solita turista ha fatto la strada principale, che dal centro porta direttamente al mare. E’ stato amore a prima vista e in quel momento la sua ambizione più grande sarebbe stata restare a vivere per sempre lì.
C’è un però.
La solita mamma aveva l’impressione di sentirsi fuori luogo. Il pesarese doc, quello del centro, le dava l’impressione di essere un po’ con la puzza sotto il naso. E questa sensazione pare sia abbastanza comune tra chi come la solita mamma non è autoctona. Qui le persone si conoscono tutte, se non direttamente, per passaparola. Insomma una bella comunità, nella quale non è facile entrare. Ok, se si parla con un originario locale, le pecche vengono fuori, perché i pesaresi in fondo sono dei perfezionisti. Ma la solita trapiantata, madre di tre pesaresi a tutti gli effetti, rassicura i concittadini. Pesaro è una città a misura d’uomo. E soprattutto rincuora i non-pesaresi d’origine che l’impressione iniziale di snobberia non è corretta.
Per tutte le informazioni turistiche come si deve però rimanda a due portali istituzionali (qui e qui).

27 Comments Pesaro: la (in)solita vita di provincia

  1. AvatarSlela

    Toh, un’altra marchigiana, che bello!
    Confermo che i pesaresi (se mi sentono…) danno l’impressione di avere la puzza sotto il naso per tutti quelli (in provincia) che abitano più a sud. Non è razzismo eh. E’ solo il loro modo di essere.
    E non apriamo il capitolo diatriba coi fanesi che è meglio.

    1. AvatarSlela

      No, no, non sono fanese, io sto a guardare voi che litigate a qualche chilometro di distanza 🙂
      Più tardi in privato ti dico dove sto.

  2. AvatarMammaGiochiamo

    Marchigiana anche io. Da Civitanova (più o meno) a Jesi (più o meno) per amore!
    Le Marche sono bellissime…ma quanto mi piacerebbe abitare al mare: Fano è il mio sogno!

    1. AvatarLa solita mamma

      Le Marche sono straordinarie. E tra Pesaro e Fano hai tutto quello che serve, arte, cultura, mare, monti (ops! forse è meglio dire colline se non ti addentri nell’entroterra!) e la vita è relativamente tranquilla (visto che tre figli no permettono certo la noia!).

  3. AvatarMaude Chardin

    Che bello questo post, si vede che sei proprio innamorata della tua Pesaro. Io non ci sono mai stata ma ne ho sempre sentito un gran bene, soprattutto del mare.
    L’impressione di snobberia si ricava passeggiando nel centro di tantissime cittadine di provincia, mi fa piacere sapere che si tratta di un’impressione!

    1. AvatarLa solita mamma

      Io ci sto bene. La cerchia delle persone con cui la solita famiglia si relazione sono in gran parte pesaresi d’hoc e tutto sono fuorché snob, te lo assicuro! Mi sento una privilegiata… Avere dei vicini di casa con i quali basta aprire la porta e ci si capisce, non è da tutti… Colleghi di lavoro, negozi di riferimento, il vicinato in senso più ampio… Credo sia importante soprattutto per i bambini!

    1. AvatarLa solita mamma

      Beh, ma i Milanesi ne fanno quasi un vanto ;)))!
      Però Scleros a Milano non ci verrei mai ad abitare, scusa! Anche se avete tante di quelle opportunità che molte delle città italiane se le scordano ;)))!

    2. AvatarLaNinin

      Ma dai! Mi tocca difendere i milanesi adesso?!
      Ah, ah! ;D
      Io non credo che i milanesi abbiano la puzza sotto il naso, io, poi, che sono figlia di friulana e sardo, cresciuta da una veneta e sposata a un milanese, ne ho viste di tutti i colori, comunque… credo che i milanesi siano molto diretti (mi piace, non mi piace), si vantano delle loro capacità, ma non ti illudono mai. Non sono provinciali, sono aperti. Ti aiutano e poi dimenticano. Non ti giudicano e anche se lo fanno rispettano il tuo modo di essere. Detto questo, hai ragione a non voler abitare a Milano, è una città complessa e frenetica e sicuramente per una famiglia è meglio vivere in una dimensione più protetta.
      Non ho ancora visto Pesaro, mi hai fatto venir voglia di venire! 😉

    3. Avatarscleros

      beh mi sun no de milan ma vicini a milan…te capìììì??? comunque anche io preferirei vivere al mare, ma la mia realtà non è così male e non puzza nemmeno troppo!! 😉

    4. AvatarLa solita mamma

      No, non devi difenderli ;))! E sul fatto che i milanesi non siano provinciali, hai ragionissima. Penso che si sentano e siano a ragion veduta cittadini d’Europa…
      Per par condicio comunque non vivrei volentieri in nessuna città molto grande, ma è un “problema” mio! Mi piace andare alla Mostra del libro di Bologna dove respiri il mondo, ma poi mi piace sapere di tornare in un centro medio-piccolo. Impazzirei in egual misura in un eremo completamente isolato ;D!
      La solita, vero :))?!

    1. AvatarLa solita mamma

      C’è, ma devi fare un po’ di strada sulla ciclabile. Aspetto che i bambini padroneggino la bici ritornerò al mare “selvaggio” come facevo pre-palline ;D!

    2. AvatarVelma

      la privatizzazione dei lidi da noi ha fatto “strage”…io però continuo a prediligere posti non affollati e selvaggi. Fino all’anno scorso ci è andata egregiamente: spiaggetta libera frequentata quasi esclusivamente da parenti e amici (una tribù, praticamente); ovviamente solo mare e sabbia, niente bar, niente animazione, niente di niente; mare bellissimo, spiaggia pulita e anche il 15 agosto ombrellone in prima e unica fila.
      Quest’anno ho preso casa in un altro posto, intercluso tra due lidi attrezzatissimi. Io però mi ostino ancora a frequentare la spiaggia libera…vedremo come finisce!

  4. AvatarEu

    A chi mi sembra che abbia la puzza sotto il naso do sempre il beneficio del dubbio :-)… E sono sempre contenta quando mi accorgo di essermi sbagliata

    1. AvatarLa solita mamma

      Anche per me è una piacevole constatazione ;))!
      Nel mio caso, ogni volta che penso all’ipotesi di traslocare (noi siamo in affitto), ripenso a tutte le persone che conosciamo, che ci sono vicine, e caccio immediatamente il pensiero! Una rete amicale in una città dove non si hanno parenti è una grande fortuna ;)))!

  5. AvatarElizabethB

    Nelle città di provincia si respira la stessa aria, un po’ d’appertutto…ci si conosce tutti, puzzetta sotto al naso, ambienti un po’ chiusi, sguardi sghembi allo “straniero”…non è Pesaro, sono così tutte le citta di provincia! Anche la mia…
    Bella idea quella della serie di post sulla città che ami. Sto pensando di farlo anch’io, perchè qui la situazione è piuttosto grave, la mia città è bella e offrirebbe anche spunti turistici interessanti, ma è vittima di un incantesimo tremendo che la fa ronfare nel torpore e nella noia…Non c’è lavoro, la gente se ne va, i negozi chiudono. Si stringe il cuore…

    1. AvatarLa solita mamma

      Mia cara Miss Elisabeth, ti nomino ufficialmente Madrina per restituire la tua città agli onori che merita ;D! Togli l’incantesimo, sveglia dal torpore e dalla noia i tuoi concittadini e inventiamoci un modo per far rivivere il senso di comunità che spesso non si sa di possedere!
      Aspetto grandi novità cara Lizzie ;)))!
      Domani prevedo un post “contagioso” anche da un punto di vista delle curiosità locali!

    1. AvatarLa solita mamma

      L’hai scritto da creatrice-sognatrice, un po’ maga e un po’ distratta dalla bacchetta magica che toglie incantesimi alle città addormentate, no ;)))?!

    1. AvatarLa solita mamma

      Pallandia è la mia casa ma anche la mia città. Nel primo caso perché noi siamo delle palline impazzite tutti giurni, nel secondo caso perché il lungo mare ospita la Sfera di Pomodoro, ma che tutti chiamano la Palla.
      Grazie per la correzione, ieri con Lizzie sentivamo aria di “licenze poetiche” ;)))!

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