Insolito gioco del sorriso

La sperimentazione sull’uso del sorriso a Pallandia Home continua. A volta in maniera plateale, a volte in maniera subliminale. La solita mamma qualche settimana fa si è inventata un gioco (in realtà voleva smorzare la competizione evidente tra i tre fratelli). La solita mamma e i suoi bambini si sono messi in piedi ai quattro angoli del tappeto del salone, con l’obbligo di mantenere la loro posizione, senza invasioni degli spazi altrui. Il gioco consisteva nel sorridere. All’inizio i bambini non capivano bene il gioco. Per sorridere quando si ha appena litigato-strattonato-urlato con altri due fratelli ci vuole una gran forza di volontà. E un po’ di spiegazioni della solita mamma. Niente di studiato a tavolino, solo dire loro come far comparire fisicamente una mezzaluna rivolta verso l’alto sulla bocca. Automaticamente è sceso il silenzio perché i bambini non riuscivano a sorridere e parlare contemporaneamente.
Avevano bisogno di coordinare i muscoli facciali e di concentrasi su come modificare l’espressione di partenza. All’inizio i sorrisi assomigliavano più a delle smorfie che stonavano con il resto del viso (in particolare degli occhi). Anche la solita mamma ha cominciato a sorridere e a rispettare il loro silenzio. Quando finalmente gli occhi di tutti hanno cominciato davvero a sorridere, l’impressione che l’atmosfera fosse cambiata era palpabile. Era come se le tensioni precedenti si fossero sciolte.
Il gioco però non poteva finire così. Era necessario mantenere quelle sensazioni leggere. La solita improvvisatrice ha chiesto a ciascuno dei suoi figli (rigorosamente in senso orario per evitare sollecitazioni improvvise di quel senso di competizione latente) di dire o fare una cosa che li facesse star bene. La risposte erano assolutamente casuali, ma ogni pensiero era seguito da un sorriso, che sfociava in una risata sincera. Tutti, anche Pallottolina a modo suo ha espresso queste sue “piacevolezze”, comprese alcune posizioni yoga (pare che stare a testa in giù le procuri una gran gioia).
Il passo successivo del gioco è stato imitare le posizioni che gli altri affermavano li rendesse felici. Tutto rigorosamente a turno. Il tempo è volato e la solita mamma ha considerato il suo esperimento riuscito. I bambini si sono distratti dalle loro emozioni “negative” ed erano, non solo meno tesi, ma anche più sereni e sono riusciti a contagiare anche lei con la loro gioia.

Piccola riflessione.
A Pallandia Home le cose più strane assurgono a routine per i bambini (spesso cose che i soliti genitori non apprezzano particolarmente, compresa quella di stare scalzi o senza pantaloni quando fa un freddo cane), mentre altre no.

Il gioco del sorriso è nato come un’improvvisazione, non c’è niente di scientifico in senso stretto. Ma è balzato al primo posto delle nuove abitudini dei bambini. In questa settimana di supplizio-post-cambiamento-dell’ora, Pallina è stata propensa a lagne di un certo spessore, che la solita mamma ha domato con la distrazione del sorriso. All’inizio ci è voluto più tempo per farle modificare lo stato d’animo, ma con il passare dei giorni la risposta dei suoi occhi era molto più sollecita.
La richiesta inaspettata da parte di Pallino di fare “quel” gioco là, ha colmato la solita mamma di orgoglio e neanche a dirsi di un sorriso di soddisfazione notevole.

Insomma provare per credere.

12 Comments Insolito gioco del sorriso

    1. AvatarLa solita mamma

      Infatti;)!
      Ci sto “lavorando” con il solito orso di mio marito… Non in questi termini, ma l’esperimento riguarda anche lui ovviamente ;)!
      Abbiamo bisogno di sorridere, abbiamo bisogno di stare bene…

  1. AvatarGAB

    bello!!! fiducia piena nelle potenzilità di questo gioco…lo proverò e lo farò provare su me, eheh!

    1. AvatarLa solita mamma

      Io sto lavorando proprio su di me ;)! Automaticamente se le cose funzionano per me funzionano anche per loro. A cascata se il mio umore migliora loro sentono che sono più “leggera” e si lasciano andare… Sembrano scemenze ma ci sto seriamente provando e pare che funzioni sul serio!

  2. AvatarEu

    Io ogni tanto li sfido a chi ride prima. Bisogna guardarsi cercando di stare seri. Non valgono le boccacce. Ed è una magia perchè si scoppia a ridere sempre

    1. AvatarLa solita mamma

      Beh, ma tu sei l’apoteosi del sorriso! Sei addirittura una maga se parti dal contrario, proibendo il sorriso e s catenandolo invece ;)!
      Ma la cosa è certa,nel momento in cui si apre una breccia e compare il sorriso è come se una diga si aprisse e facesse emergere le emozioni più positive! Ed è questo che conta ;)))!

  3. AvatarSara

    Bellissima idea. A volte si perdono le staffe per delle piccolezze, e basta distrarsi un attimo che si riesce a ridimensionare l’accaduto ed ha ritornare in armonia.

    1. AvatarLa solita mamma

      E’ partita proprio da là la mia ricerca di qualcosa di alternativo al “perdere le staffe”.
      Ed è verissimo che la distrazione da quello che in quel momento sembra esagerato ti fa cambiare prospettiva ;)!

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