La solita allucinazione

Pallandia Home è meravigliosa, vista da 300 chilometri di distanza.
Pallandia Home a tempo pieno è un’allucinazione.
Due mesi di assenza hanno lasciato un segno.
A dir la verità sono molti i segni (oltre a quelli ri-prodotti sui muri e che la solita massaia, questa volta, ha deciso di lasciare per ricordarle l’inutilità della ri-pulitura).
Pallino vive in una sorta di bozzolo. La sua giornata è scadenzata da programmi esclusivamente suoi e quando non vengono rispettati (la maggior parte delle volte per l’insensatezza o l’inopportunità delle richieste) è guerra aperta senza frontiere: dispetti, pianti, bronci e chi più ne ha più ne metta.
Il solito papà rischia l’espulsione.
Il cartellino giallo gli è stato sollecitato più volte sotto il naso, ma la solita mamma aveva dimenticato la durezza (o la stanchezza accumulata) del solito marito. Anche lui, come il figlio fa richieste nei momenti peggiori, senza considerare che la solita donna non ce la può proprio fare a sostenere il vecchio carico di lavoro complessivo più le sue ansie da adolescente alla ricerca di rassicurazione. Oltretutto la solita moglie sperava che due mesi di “induzione-alla-mammitudine-casalinghitudine” avessero smosso in lui un po’ di empatia verso una vita da solita-reclusa-condannata-all’ergastolo-perenne.
Al contrario l’insolita esule deve espiare.
Deve espiare per il solito marito.
Deve espiare per i bambini (che sono forse quelli che a maggior ragione hanno bisogno della solita mamma).
Deve espiare per lavorare.
Per finire la solita lettrice ha letto un libro Come pesci nella rete di Marika Borrelli e Januaria Piromallo, edito da Armando editore. Un capitolo è intitolato Son tutte blogger le mamme del mondo e punta il dito proprio contro i post all’italiana delle mamme-lagne, come questo.
Giustamente le autrici scrivono: “… ci si dimentica che occorrono anche proposte e nuove correnti di pensiero che aiutino a migliorare lo status quo femminile nostrano, messo maluccio.
E’ faticoso pensare lucidamente a uno status quo femminile diverso quando nella quotidianità la condizione della donna-madre-lavoratrice permette a fatica di alzare la testa dall’immediato. Però la solita donna condivide l’urgenza di Marika e Januaria, non a caso spulcia tra i vecchi articoli dell’Enciclopedia della Donna Fabbri pubblicata a puntate negli anni ’60: un insolito tornare indietro in un periodo fecondo culturalmente alla ricerca di un futuro femminile diverso.
Le solite contorsioni mentali.