Insolita paura

Rientro a Pallandia Home con due parole che pesano come macigni sulla solita coscienza: ho paura!
Queste sono state le parole che i soliti nonni a distanza di due piani dello stesso ospedale hanno detto alla solita figlia pronta a partire. Telepaticamente sintonizzati tra loro anche nella malattia sono riusciti nello stesso giorno, nella medesima situazione, ad esprimere questo loro sentimento alla solita mamma in “partenza obbligata”. Insolite parole mai proferite nella loro vita ad alta voce, men che meno alla solita figlia maggiore, alla quale in questo modo e per la prima volta hanno riconosciuto il ruolo di capofamiglia di fatto. E la solita mamma si sente di averli traditi clamorosamente.
Dopo due mesi e mezzo extra-pallandia, la solita mamma rientra per ricucire tutta una serie di legami che si sono spezzati.
Le palline hanno reagito alla lontananza richiudendosi a riccio un po’ alla volta, evitando di parlare al telefono con la solita esule, visto che alla domanda di rito “Quando torni?” la risposta “Presto, appena la nonna guarisce” ormai non aveva più senso per loro.
Il solito consorte ha finito le energie per sopravvivere da solo con tre figli, una casa e un lavoro a tempo pieno di cui occuparsi.
La solita baby-sitter ha saltato ferie e giorni di riposo d’ordinanza.
I soliti extra-aiuti avranno la riconoscenza della solita mamma per sempre.
Non ultimo, ma sicuramente un problema non da poco di questi tempi, è il solito lavoro precario. Domani la solita lavoratrice deve rientrare per garantirsi i prossimi sei mesi di stipendio. Anche se in questi mesi di stravolgimento totale la solita donna si chiede a che pro continuare a lavorare per uno stipendio a termine miserrimo, per un servizio a cui non tiene nessuno (e la solita mamma non ha le energie in questo momento della sua vita per combattere contro i mulini a vento. se nessuno crede nella cultura, ma chissenefrega)
Insolito inizio anno.

5 Comments Insolita paura

  1. Avatarwolkerina

    Cara, non sentirti in colpa, dopo due mesi e mezzo devi pensare anche alla tua famiglia, i tuoi bimbi hanno bisogno di te. e il tuo lavoro, per quanto poco ricompensato, è il tuo collegamento con il mondo, non è poco sai?

  2. AvatarMathilda Stillday

    Credo che in certe situazioni il lavoro passi in secondo piano. Son sicura che la tua presenza avvolgerà di nuovo le palline e i rapporti si distenderanno. E sono sicura che i nonni capiranno. Essere mamme e figlie non è facile. E’ un gioco di equilibri. Un abbraccio

  3. AvatarLa solita mamma

    @wolkerina: hai perfettamente ragione. Grazie.

    @Mathilda: è vero che essere madre e figlia, sorella e moglie in questo momento mi risulta un po’ difficile. Grazie della solidarietà.

  4. AvatarWhite B.

    Periodo difficile e ti assicuro che sei già stata bravissima a gestire tutto.
    Il fatto che i tuoi genitori abbiano paura è normale e umano e li rende ai tuoi occhi più fragili.Ma credo sia positivo perchè nel confidarti i loro sentimenti ti riconoscono come una figura guida e non più come figlia a cui nascondere i problemi.
    Sai qual è il segreto in questi casi secondo me e la mia esperienza?
    Sorridere e farli sorridere. Sdrammatizzare, non per sminuire le loro paure, ma per esorcizzarle. Soprattutto in ospedale, soprattutto a casa dopo mesi che non ti vedono.
    Servirà a far capire che va tutto bene.
    Non sentirti mai in colpa verso nessuno e soprattutto verso te stessa: stai dando il meglio di te e tra poco raccoglierai i frutti di tanta fatica!
    Siete in gamba tu e tutti quelli che ruotano intorno a voi in questo momento!
    ciaoo!

  5. AvatarLa solita mamma

    Grazie, è rassicurante sentirti. L’arte dello “sdrammatizzare”, almeno con i miei genitori, è la cosa che mi riesce meglio (tre figli aiutano molto nella formazione!), ma poi quando sono da sola è un altro paio di maniche.
    Intanto cerco di godere del famoso “attimo fuggente”…
    Ciao

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