La solita partenza

Ormai è programmata il rientro per Pallandia Home.
Niente più fughe all’improvviso. La solita mamma però non sa cosa sia meglio. E questa affermazione è davvero insolita, visto che normalmente la programmazione fa parte della dieta-base della solita organizzata. Questa settimana, a causa dei maligni parassiti, la solita mamma era stata caldamente invitata dalla solita zia a non tornare dai soliti nonni, fino a quando non ci fosse certezza assoluta della loro eliminazione totale. In questi giorni quindi ha tenuto a casa da scuola i bambini, un po’ per puro egoismo personale e averli il più vicino possibile, un po’ per una gastroenterite potente di Pallina evolutasi in “influenzina” per i fratelli, un po’ per il ponte dell’8 dicembre.
Insomma una bellissima settimana a Pallandia Home.
La casa è perfettamente in ordine, linda (a causa dei pidocchi è stato lavato ogni indumento, locale, angolino remoto che non vedeva una detersione a fondo da mooolto tempo).
I bambini sono sani, riposati, coccolati e viziati anche un po’.
Oggi comincia a strisciare il solito nervosismo pre-partenza.
E quindi la solita mamma comincia ad alzare la voce per niente.
Razionalmente la solita figlia è consapevole di quanti millemila pensieri le frullano nella “capoccia”, ma non riesce a domarli.
Ha paura di partire e di vedere come sta evolvendo la situazione extra-pallandia.
Il giorno del suo rientro era arrivata una semi-buona-notizia per la solita nonna, ma niente di risolutivo a quanto pare. A distanza di 15 giorni il solito nonno, inserito in una struttura ad hoc a causa della sua invalidità totale e permanente (i soliti quindici, come per le palline), dopo che la solita mamma ha escluso la contorta e faticosa strada delle badanti, comincia a dare segni di insofferenza e vorrebbe tornare a casa dalla solita nonna che lo ha viziato e coccolato fino al 9 novembre scorso. Dirgli di avere pazienza fino alla guarigione della solita nonna fa un male cane alla solita figlia, perché lei spera di sbagliarsi, ma non sarà così immediata.
p.s. Almeno la preoccupazione lavorativa è stata sedata. La solita mamma, temporaneamente in aspettativa, avrà ugualmente un rinnovo del contratto fino a giugno 2012. Di questi tempi non era così scontato.

2 Comments La solita partenza

  1. White B.

    Io credo sia giusto partire, senza rimorsi, senza sentirsi in colpa di niente. I tuoi genitori capiranno. Sanno che hai anche un’ “altra” famiglia di cui prenderti cura, quella famiglia che ti da linfa per essere al massimo poi con i tuoi genitori.
    Parti e goditela. Respira aria nuova e quando ritornerai sarai più serena.
    White B.

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