La solita fuga

La solita mamma è rientrata a Pallandia Home.
Non vedeva l’ora di riabbracciare le tre figli e il solito consorte.
Le bambine hanno dimostrato la loro felicità decorando l’appartamento con graffiti (nel senso che hanno utilizzato la graffite delle matita) ad altezza “bimbi”. Hanno simulato il compasso e si sono espresse ovunque (bagno piastrellato compreso) con ampi cerchi.
La solita mamma non si è arrabbiata, ma si è consumata le braccia a cancellare con la gomma, quando possibile, e con spugna e sapone, quando non c’erano alternative.
A causa di una stanchezza perenne che domina l’insolita casalinga in questo periodo, la solita allucinata ha pensato a quel film (di cui non ricorda il titolo, ma rammenta che ne siano state fatte più puntate) in cui al ragazzino che voleva imparare un’arte marziale (karatè, forse?) l’insegnante faceva pulire qualcosa mimando la pulitura dei vetri, compiendo cerchi in un senso e nell’altro. Alla fine la solita mamma aveva il braccio destro tremante come una mollacciona priva di allenamento, ma soddisfatta del risultato ottenuto.
All’ora del bagno Pallino, che normalmente odia farsi lavare i capelli con lo shampoo (- Mamma, facciamo solo con l’acqua questa volta? – è la domanda tipica pre-doccia), ha guardato la solita mamma e le ha detto: – Mamma sono felicissimo che sei qui, proprio felicissimo!
E si è fatto lavare i capelli senza fare una piega.
E la solita mamma si è sentita stringere il cuore, lo stomaco e tutto il resto, perché anche lei era felicissima di essere tornata e di essere immersa nel vapore del bagno assieme a lui.
All’ora della nanna, mentre il solito papà si occupava delle bambine, Pallino e la solita mamma si sono messi sotto le coperte per il loro rito serale: il racconto della giornata. Questa volta è stato il racconto a luce spenta, stretti stretti e abbracciati, di tutti i giorni in cui la solita mamma non c’è stata, condito con canti natalizi, promesse, baci “appiccichetti”, per scivolare nel sonno sereni insieme.
La solita bellissima normalità, per qualche giorno.

2 Comments La solita fuga

  1. La solita mamma

    Allora, c’ero quasi!
    Grazie! Oggi, per la cronaca, le condizione del braccio e della spalla destri sono peggiori di ieri!
    In compenso Pallottolina ha pensato bene di esprimersi di nuovo, in un angolino, nascosta, da sola, con una nuova tonalità di colore: il rosso! Era impossibile non notarlo! Questa volta mi sono arrabbiata però!

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