La solita extra-pallandia

La solita mamma in versione extra-pallandia è drogata di telefono, o forse è il cellulare ad essere drogato dalla solita mamma.
– Ciao solita nipote-da-parte-di-mamma, come va la solita nonna?
– La situazione è critica, ma stabile. E’ già qualcosa.
– Cosa fai per Natale?
– Resto dalla solita zia e viaggeremo, in base agli orari di visita consentiti, tra la solita nonna e il solito nonno.
– E i bambini?
– I bambini stanno con il papà a Pallandia Home. Abbiamo già organizzato tutto, sarà un Natale alternativo. L’insalata per le renne è pronta, i regali un po’ meno, il menù per pranzo a base di schifezze preparato.
– E come sta il solito nonno?
– Vuole tornare a casa, ma purtroppo, viste le sue condizioni, ci sono poche alternative. E’ stata una fortuna aver trovato un posto al Centro I. L’impressione è che, a dispetto di quello che dice, per il momento faccia bene soprattutto a lui.
– Ciao solita cugina, come va, dove sei?
– Sono extra-pallandia. Sono tornata l’altroieri, perché la situazione per la solita nonna è peggiorata, ma stabile. Il nonno fa le bizze perché vuole tornare a casa, la solita zia sembra un fantasma e io cerco di tenere insieme i pezzi, per quanto possibile.
– E i bambini?
– I bambini sono con il solito papà. Hanno avuto un anticipo di Babbo Natale e sono molto occupati a passare l’aspirapolvere, a giocare al dottore e continuano a scrivere sui muri indiscriminatamente.
– Beh, meglio così. E’ proprio bravo tuo marito.
– Il solito papà è sempre stato bravo con i bimbi. Siamo sempre stati 50 e 50 per le creature.
– Iiiuuuston, abbiamo un problema! – la solita zia.
– Che problema? – la solita mamma.
– Fanno la festa di Natale al Centro I. domani pomeriggio. Bisogna andare
– Ok, ci vai tu! – la solita organizzatrice degli affari altrui (in questo periodo le viene particolarmente bene delegare).
– E no, cara. Ci dobbiamo andare insieme.
– Ci mancava solo la festa.
– Il solito nonno era entusiasta, non possiamo mancare.
– Ok.
– Ciao solita nipote-da-parte-di-papà, come sta la solita nonna?
– Beh, speravamo meglio. Ci eravamo illusi di passare il Natale a casa, invece la situazione è tornata indietro. Adesso aspettiamo qualche giorno e vediamo.
– Bisogna prepararsi al peggio?
– No. La solita nonna ha sempre combattuto e adesso è la volta buona che si incazza a dovere.
– E il solito nonno?
– E’ al Centro I. Mi sembra che la sua permanenza laggiù gli faccia bene, soprattutto per la parte cognitiva. Per tutte le sue abitudini e i vizi che la solita nonna gli aveva dato un po’ meno. Ma almeno sono tranquilla perché è seguito e stimolato. E se comincia a fare il rompiscatole viziatone vuol dire che sta meglio anche lui.
– Cosa possiamo fare per darvi un aiuto?
– Beh, mi fareste un grande favore se andaste alla festa di Natale al Centro I. Comincia alle 3, ma io e la solita zia a quell’ora siamo dalla solita nonna, e sai come sono fiscali sugli orari di visita in quel reparto. Quando abbiamo finito veniamo anche noi dal solito nonno.
– …
– Allora grazie.
– Sì… va bene… allora ci vediamo dal solito nonno.
– Dimmi – la solita consorte.
– L’ascensore della coop è rotto. Mi spieghi come si fa a fare la spesa? Sotto Natale. Con il delirio che c’è, ma non gli viene in mente di aggiustarlo. C’è solo il cartello “Ascensore fuori servizio” – il solito insostituibile alleggeritore delle giornate della solita mamma.
– Vai a parcheggiare la macchina nel seminterrato.
– Ma se l’ascensore è rotto.
– Gli ascensori sono due. Non ci avevi mai fatto caso? Uno è solo per salire e uno solo per scendere. Dal seminterrato deve solo salire, prova ad andare a vedere se funziona quello.
– Che complicazioni. Odio fare la spesa.
– Ok, amore. Adesso da extra-pallandia chiamo la coop per comunicare questo tuo stato d’animo. Sei più tranquillo ora?
– Direi di sì, ti faccio sapere.
– Ciao solita cugina-acquisita, sono appena passata dalla tua mamma e mi sembrava che stesse benino rispetto a ieri. Mi ha raccontato quanto rompiscatole sei e allora ho capito che stava meglio – l’insolita parente che lavora in ospedale e che è sempre stata considerata dalla solita mamma più parente dei parenti veri.
– Anche io ho avuto la stessa impressione. Oggi mi ha fatto fare giri assurdi, mi ha contestato su tutto e alla fine mi ha mandato di via. La solita zia si è arrabbiata perché la solita nonna non doveva trattarmi in quel modo, ma io sono uscita dall’ospedale con le ali ai piedi, perché quando fa così con me vuol dire che sta ritrovando le sue energie e sta combattendo con me.
Alla festa di Natale del solito nonno.
– Ciao solito nonno e ciao a tutti i  parenti-da-parte-di-papà. Ci siete tutti. Grazie di essere venuti – la solita mamma con un tono di voce di ennemila decibel per sovrastare la fisarmonica del mitico C.
– Ciao – in coro.
– Come stai solito nonno? – la solita zia.
– Bene, ma non mi hanno fatto fare il solito sonnellino. Dopo, quando vedi la signora L., le dici che mi voglio tagliare i capelli prima di Natale.
Ieri sera, in ospedale.
– Il regalo di Natale me lo porti la vigilia però – la solita nonna.
– Ma mi avevi detto che non volevi niente – la solita mamma ultra-super-felice della SUA solita mamma con la mano tesa al futuro.
– Dai, dai.Allora, hai capito?
– Si mamma. La camicia da notte è bellissima, vedrai.

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