Insolito Natale

La solita famiglia non è mai stata particolarmente natalizia.
L’albero di Natale è comparso solo nel 2006, dopo la nascita di Pallino (per l’occasione i soliti ingenui hanno comprato delle bellissime palline in vetro, che anno dopo anno, figlio dopo figlio, sono state drasticamente decimate).
Anche per il presepio, i soliti ignari si erano deliziati con forme artistiche tanto raffinate quanto delicate. Stessa sorte delle palline dell’albero!
In questi giorni e con largo anticipo a Pallandia Home si respira un’insolita aria natalizia.
Pallino ha riscoperto un bellissimo cartone animato che il solito papà aveva registrato quattro anni fa: Lanny e Wayne, missione Natale, un corto della Disney. E’ stupendo. E’ meraviglioso. E’ perfetto. Pur non essendo particolarmente amanti della tv, anche i soliti genitori si fanno trascinare dalla storia degli elfi di Babbo Natale, di Timmy – il bambino che per colpa di Wayne rischia di non ricevere i regali – della signorina Agrifoglio – la segretaria di Babbo Natale – e delle renne Sigfrido e Capelli d’angelo. Le musiche di sottofondo stanno diventando la colonna sonora del Natale a Pallandia Home. La solita mamma concorda con chi è dell’idea che sia molto commerciale, ma è sempre meglio di una versione di Jingle bell cantata da Mal che l’anno scorso la solita famiglia si è dovuta sorbire fino a Pasqua (la solita mamma ha quasi la certezza che il cd da 1 euro sia stato fatto fuori).
In queste mattine i bambini  controllano sul calendario quanti giorni mancano al Natale, ma soprattutto all’8 dicembre (data ultima fissata dalla solita mamma entro la quale va scritta la letterina a Babbo Natale e scelto il regalo). Pallino ha sorpreso i soliti genitori. Bambino slow, riflessivo, sornione ha raccolto nel cassetto della sua nuova camera fogli strappati da vari cataloghi di giocattoli.
– Pallino, ma cosa sono questi? – la solita mamma.
– Devo scegliere il regalo per Natale?
– Ok, ma dove li hai presi?
– Dai giochi del mio compleanno! – ha risposto, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Ha conservato tutti i depliants-cataloghi che ha trovato nelle scatole dei giochi e sta elaborando, sempre con molta calma, la sua scelta.
– Tale padre, tale figlio… – ha mormorato, con un sorriso compiaciuto, il solito papà nell’orecchio della solita sconvolta al pensiero di un bambino così lungimirante a soli 5 anni.
Come se non bastasse, alla solita mamma sradicata piace creare delle insolite tradizioni. Da un paio d’anni i figli lasciano la porta-finestra del salone aperta per Babbo Natale (visto che, ops, a Pallandia Home non c’è un caminetto) e sul tavolo merighe e latte (la scelta è stata fatta da Pallino e la tradizione si è ripetuta senza conflittualità fraterne). Ieri chiaccherando della vigilia di Natale, la solita mamma in modalità animalista ha chiesto se non fosse il caso di lasciare sul terrazzo qualcosa anche per le renne, visto quanta strada devono fare. A quel punto è scatta la discussione su cosa mangiassero le renne. Sono state proposte rispettivamente: meringhe da Pallino, biscotti arancioni (Plasmon) da Pallina, biscotti blu (Mellin) da Pallino, “pitta” (= pizza) da Pallottolina, “clecle” (=crackers) sempre da Pallottolina, pasticcio della solita nonna da Pallino, pappa ancora da Pallottolina al limite della competitività.
La solita mamma allora ha spiegato alle palline che sarebbe stato il caso di documentarsi.
– Mica si può dare alle renne delle cose che fanno venire il mal di pancia. Altrimenti come fa Babbo Natale? E così con i 4 nasi appiccicati all’enciclopedia, la solita mamma ha letto i bambini la corretta alimentazione delle renne: germogli, muschi, licheni e corteccia.
– Ok, ragazzi abbiamo tempo fino al 24 dicembre per organizzare il pranzo della vigilia delle renne di Babbo Natale, non c’è fretta – la solita mamma, come sempre, organizzata per tempo.
– Mamma ma cosa sono i licheni? – Pallino, molto pratico.
– C’è tutto il tempo per studiare la faccenda. Faremo una specie di caccia al tesoro agli ingredienti, ma vedrete che prepareremo una bellissima insalatona per le renne.
– Sììì – i bambini, con gli occhi lucidi di felicità.
– Me, non piate talata! (a non piace l’insalata) – Pallottolina.
– Ma tu non sei una renna, amore. Alle renne invece piacerà da impazzire. – la solita mamma l’avrebbe stritolata di baci perchè è nella sua fase del “no”, sempre e comunque.
Insolita terzogenita (perché è difficile crescere essendo la più piccola di tutti).