Insolite telefonate

Il cellulare della solita mamma, in versione extra-pallandia, è perennemente scarico. I soliti orecchio-spalla destri appaiono un tutt’uno con lo strumento, in una posa alquanto innaturale, anche quando il cellulare viene temporaneamente appoggiato da qualche parte. Salvo le telefonate di routine da solita figlia con uno stuolo infinito di parenti che si sono passati il numero alla velocità della luce, il resto del tempo la linea calda con Pallandia Home è perennemente aperta.
L’attività della solita mamma si può riassumere così: sveglia mattutina del buongiorno, comunicazioni di servizio per corvée casalinghe di cui il solito papà non ha nozione di sorta e gestione delle crisi.
La sveglia del mattino, necessaria dal lunedì al venerdì, permette al solito papà di “ricordare” che deve alzarsi dal letto. Nell’unica mattina in cui la solita mamma non ha provveduto a distanza, i tempi di messa in moto della solita famiglia hanno subito notevoli disagi.
Durante la fase della vestizione scatta la seconda telefonata. Pallina non ha perso il vizio di perdersi davanti all’armadio dei suoi vestiti e, data la scarsa capacità di comprendere questo vezzo della secondogenita da parte del solito papà, la solita mamma contratta gli abbinamenti ogni mattina. Qualche volta subentra la terzogenita, coinvolta dalla sorella maggiore. Con Pallottolina però la trattativa telefonica risulta eccessivamente defatigante, visto che qualsiasi cosa la solita mamma suggerisca, la risposta ad oltranza è: – Si, pelo… (però). Alla fine la solita mamma chiude la comunicazione e si chiede come mai gli altri figli non abbiano passato la fase del però (a meno che non si tratti di un’evoluzione distorta della fase del no).
Normalmente segue ulteriore telefonata (non appena il solito papà riesce ad estorcere il cellulare alla terzogenita, Pallottolina, che sta sviluppando la sindrome della “piccola centralinista”) per la comunicazione mattuttina con Pallino. Il dna del primogenito è identico a quello del padre e quindi il risveglio mattuttino in versione orso-in-letargo di entrambi non permette loro di concludere molto. Via telefono la solita mamma cerca di convincere Pallino a fare le cose basilari che ogni mattina lui si rifiuta di fare. Purtroppo i soliti maschi della famiglia sono tarati su un fuso orario diverso di quello delle solite donne, iperattive non appena si svegliano.
E così si conclude il primo momento critico del giorno.
Nell’arco della giornata le cose vanno avanti abbastanza bene, fino a quando tutti rientrano sotto lo stesso tetto a Pallandia Home. La solita mamma viene usata dal solito papà come una Dea con diritto divino di imporre regole e strategie.
E, strano ma vero, pare che funzioni.
Insomma sembrerebbe che la distanza aumenti il potere della solita despota.
Poi arrivano strani sms del tipo “cacca casa pallino”, e ad un certo punto la solita mamma ride e basta.
E quel casino che la faceva tanto infuriare quando stava con loro, adesso la fa sorridere e la fa sentire così felice che le cose vadano esattamente come le aveva lasciate.
E la solita stronza gode un po’ dell’insolito ruolo da casalingo che il solito coniuge prova sulla sua pelle.

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