Insolita avventura

La solita mamma si è trovata catapultata in un film retrò il cui protagonista era un maggiolone.
Oggi, per far incontrare i soliti nonni, un cugino acquisito, che aveva promesso la sua disponibilità per lo spostamento del solito nonno completamente invalido, si è presentato con un maggiolino color crema. Dubbi a parte sulla capacità di contenimento della carrozzina nel vano portabagagli (che nel maggiolino la solita ignorante ha scoperto essere davanti), l’esperienza rimarrà indelebile tra i ricordi del periodo.
Prima di tutto perché la solita mamma ricorda perfettamente quella macchina da quand’era bambina. E infatti nel tragitto fino all’ospedale dov’è ricoverata la solita nonna il mitico radunista le ha confermato che l’automobile, datata 1971, era quella con cui la solita mamma-bambina e le sue cuginette andavano in montagna e al mare. E lui non se ne è mai liberato, anzi, cura quel pezzo d’antiquariato con la dolcezza e la nostalgia che la solita mamma non riuscirà mai a provare per alcun oggetto fisico.
Il maggiolino ha tentennato per un paio di volte quando ha dovuto superare i cavalcavia dell’andata e gli stessi al ritorno, perché, come il cugino ha precisato, la macchina “risente” di tre persone adulte a bordo. Insomma la solita mamma non era proprio sicura che sarebbe arrivata a casa su quelle quattro ruote sue coetanee (in verità di un anno più giovani, come ci ha tenuto a precisare il solito parente pignolo).
La cosa stupenda è stata che mescolando ricordi di bambina ad azioni d’impulso la solita figlia è riuscita a far rivedere i soliti nonni dopo dieci giorni in cui si erano persi di vista, vincendo le paure della solita nonna che temeva di non riuscire a trattenere le lacrime di commozione quando il solito nonno fosse apparso davanti a lei. E invece è stato meraviglioso.
Insolito pomeriggio.