In un’insolita società perfetta

Non dovrei giustificarmi perché ho voluto avere tre figli nel giro di tre anni.
Non dovrei specificare che li ho proprio voluti, non sono venuti per sbaglio.
Non dovrei dire a chiunque me lo chieda che sono proprio tutti miei, non ne ho “raccattato” nessuno da qualche parte.
Non dovrei specificare, che sì ho bisogno di lavorare, ma che voglio lavorare visto che ho studiato tanto e il mio lavoro lo so fare abbastanza bene.
Non dovrei chiedere scusa quando in fila per salire sull’altalena i miei figli sono tre bambini diversi, ma tutti figli della sottoscritta, e il piccolo figlio unico in coda non riesce a resistere.
Non dovrei giustificarmi se non corro come ossessa dietro ai miei figli, quando ce li ho a distanza di 20 metri, perfettamente sott’occhio e non ci sono pericoli nei paraggi per loro, non sono distratta.
Non vorrei che nei rapporti di lavoro “avere tre figli” facesse solo perdere punti alla madre.
Non vorrei essere guardata come se fossi una marziana perché non ho nessuno che mi aiuta, eppure lavoro, gestisco una casa e già mi sento in colpa da sola con i miei figli se non riesco a dar loro di più.
Non vorrei sentirmi colpevole perché in alcuni giorni non ho la forza di occuparmi di niente perché sono solo stanca e basta.