I soliti alieni al mare

Estati al mare.
La solita mamma ha sempre adorato il mare “selvaggio”: niente ombrellone, niente lettini, distanza di sicurezza da bagnanti eccessivamente invadenti dal punto di vista fisico e sonoro, giorni e orari poco accattivanti per il resto del mondo. Mare pre-solita-famiglia era sinonimo delle due del pomeriggio, libro, asciugamano, acqua, e bici per allontanarsi dalle zone claustrofobiche infestate dai villeggianti.
Dopo la nascita del primogenito, la solita mamma ha deciso di forzare la sua natura e addentrarsi nell’oscuro o ombroso mondo degli stabilimenti di balneazione.
La solita famiglia in versione un-figlio-solo aveva adottato la soluzione “ombrelloni in comunione” con altre famiglie. La solita mamma è andata in spiaggia 3 volte in tutta la stagione visto che l’esperimento non faceva che aumentare esponenzialmente la popolazione stazionante sullo stesso numero di metri quadri di sabbia.
L’anno successivo la solita mamma era incinta della seconda figlia e con questa scusa ha scansato strane convivenze estive, evitando proprio di andare la mare.
Il terzo anno, in piena estate, è nata Pallottolina e quindi la spiaggia non è stata messa tra le priorità della solita famiglia.

L’anno scorso però.
– Il problema è la sabbia… – il solito papà. Si, perché in tutti questi anni di sensi di colpa della solita mamma che si sentiva svuotata fisicamente per via dei triplici parti, il solito papà non ha mai preso in considerazione l’ipotesi – lontana da lui – di fare un salto al mare con la prole.
E pensare che alla nascita di Pallino, la solita mamma, subdola, per il compleanno aveva regalato al solito neo-papà paletta, secchiello, pantaloncini da bagno e infradito. Non l’ha capito!
Alla nascita della seconda pallina si era prodigata ad aggiungere la maglietta e a sostituire ciabattone più comode e costumino vintage visto che il solito papà non apprezza gli indumenti da bagnante “chic” dell’anno precedente.
– Posso modificare la tenuta da mare, comprarti paletta e secchiello più grandi e/o più piccoli ma la sabbia fa parte del dna della spiaggia. Non si può proprio eliminare! Devi conviverci – la solita mamma.
– Non è possibile che abitiamo sul mare e tenere i bambini segregati in casa come se abitassimo a Milano. Mi sembra una follia!
– Ok, d’accordo. Fai tu, poi mi fai sapere – si immola il solito papà.
Con carta e penna la previdente solita mamma ha scelto a tavolino lo stabilimento più vicino in linea d’aria a Pallandia Home, raggiungibile a piedi, con alberi per garantire ombra lungo il percorso (perché saranno più le volte che andrà da sola con i figli che quelle in cui sarà accompagnata dal solito compagno!), con qualche scivolo o gioco per bambini. La giungla dei prezzi ha sorpreso la solita mamma molto meno dello spazio libero tra l’ombrellone e i due lettini in dotazione e gli altri, pari a zero centimetri.
– Vorrei un ombrellone per l’intera stagione – la solita mamma ignara del contorto problema della disposizione degli ombrelloni, nei suoi cavilli più scandalosi.
– Abbiamo liberi x, y, z – il gestore.
– Proviamo con y.
Dopo una settimana la solita mamma ha chiesto la cortesia di essere spostata visto che il suo striminzito posto spiaggia confinava con la moltitudine di ombrelloni dedicati agli alberghi e quindi soggetti ad un’alta percentuale di rotazione di “inquilini” e di ridefinizione dei confini del risicato spazio a disposizione per raggiungere a piedi l’acqua (purtroppo la solita mamma risulta ancora priva di ali).
Alla fine della stagione scorsa, il solito papà ha compreso la strategia della balneazione e con i figli ha provveduto a passare in rassegna, munito di costume, monetine per il caffè e i bambini, tutti i bagni in linea d’aria raggiungibili dalla solita famiglia a piedi. La degustazione del caffè ha fatto cadere la scelta sullo stabilimento 15, i giochi per bambini al 20, il 17 non pervenuto per mancanza di bar, il 19 escluso per eccessiva ombra dalle ore 17..
– Ok, restiamo al 16 anche l’anno prossimo – ha concluso con il solito spirito di conservazione il genitore avventuroso. Mai lasciare la strada vecchia per la nuova, perché non si sa quel che si trova.
– Mamma, è stato belllissimo – ha detto Pallino con lo sguardo emozionato – Papi ci ha fatto provare tutti i giochi fino alla bandiera blu. Abbiamo mangiato la pizza, le patatine, abbiamo bevuto l’acqua, abbiamo visto un signore che dipingeva. Mamma andiamo a scegliere lo stabilimento anche domani?

Quest’anno.
– Andiamo a provare il caffè – il solito papà a inizio stagione.
– Per alzata di mano. Numero 17? – chiede la solita mamma.
– All’unanimità la solita famiglia va al numero 17. Votazione conclusa. – aggiudica la solita mamma, sufficientemente sicura di sé, per andare a contrattare con il gestore del bagno 17, anziché del numero 16 come deciso alla fine della stagione scorsa.
– Vorremmo un ombrellone e due lettini per l’intera stagione – la solita mamma.
– Quelli in prima e in seconda fila sono sempre delle stesse persone da anni.
– Quindi mi dica quali sono quelli liberi, che facciamo prima.
– Il numero 79, 80, 81…

Oggi.
La solita famiglia occupa il metro quadrato n. 89, per andare in acqua all’ora di punta cammina come un gruppo di marines, di metro quadro in metro quadro nella “proprietà” altrui, quando quell’Altrui ha opportunamente lasciato qualche centimetro libero, sufficiente almeno alle palline di infiltrarsi. La solita mamma fa lunghi percorsi, qualche volta anche verso casa, perché la servitù di passaggio al mare non è prevista. Il mare si vede solo a piccoli spicchi. E quando lo si raggiunge la quantità di acqua di mare è contingentata.
Lo stabilimento di balneazione rappresenta la società in cui le palline stanno crescendo. I pochi fortunati con diritto di passaggio, di farsi il bagno e anche solamente di guardare l’orizzonte stanno davanti e ci restano per diritto divino, mentre il resto dei comuni mortali si affatica per conquistare, pagare e soffrire per un metro quadrato di sabbia.
E il solito papà: – Io odio la sabbia, ti si appiccica tutta addosso. Ma oggi, sbaglio o si appicciccava di più del solito?