Insolito diario di una donna in menopausa

La solita Simonetta è sempre stata una conoscitrice attenta del suo apparato riproduttivo. D’altronde le fa compagnia da oltre 45 anni, ci mancherebbe.

L’ha fatta impazzire da giovane. Non immaginate quanto (o forse sì). Dolori da restare piegata in due almeno un giorno al mese. In alcuni casi sua madre era costretta ad andare a prendere a scuola, da tanto stava male.

L’ha messo a tacere con la pillola per non doverne subire le ingerenze nella quotidianità nella piena maturità sessuale.

L’ha risvegliato quando ha scelto di diventare mamma. Su quel versante può affermare che ha fatto un ottimo lavoro. E’ sempre stata una persona precisa e così le sue ovaie. Ovulazione e ciclo, una coppia perfetta, si facevano sentire puntualissimi ogni mese, tanto da non aver dovuto aspettare molto per concepire un bambino (anzi tre, per la verità, con gravidanze diverse).

Poi, intorno ai 44 anni, senza un preavviso di alcun tipo, ovulazione e mestruazioni hanno cominciato a diradarsi. In realtà il primo lungo intervallo – che è durato 6 mesi – tra un ciclo e il successivo aveva addirittura suggerito alla solita Simonetta di fare un test di gravidanza (anche se non c’erano motivi “oggettivi” per supporla).
Il ciclo – quella rottura di scatole mensile che l’aveva accompagnata fin dalla quinta elementare – all’improvviso ha cominciato a farsi desiderare. Chi l’avrebbe mai detto?
Ma sei giovane, le ha detto la sua amica e dottoressa di base.
Consiglio l’assunzione della pillola per prolungarlo il più a lungo possibile, la ginecologa.
Niente pillola per te, il senologo.
Lasciamo che la natura faccia il suo corso, l’omeopata.

In occasione del suo ultimo paptest – grazie alla Regione Marche che le permette di farlo gratuitamente su appuntamento fissato dal consultorio della sua  città – l’ostetrica le ha chiesto la data dell’ultimo ciclo.
– Qualche mese fa?, le ha risposto.
Non avrebbe dovuto sembrare una domanda, ma non appena la solita donna le ha spiegato che da due anni, di sei mesi in sei mesi, le sue ovaie decidono se avere un ciclo regolare o andare in vacanza, l’ostetrica ha aggiornato la sua scheda sul computer in modo coinciso: pre-menopausa.

Un senso di irreversibilità ha pervaso la solita donna. Sì, insomma, non è che etimologia e web gliela stanno presentando bene, la menopausa.
Poi, ha cercato nel web e, udite-udite, gli anglosassoni ne hanno da insegnare sul tema, ma soprattutto sull’approccio. Loro, da veri ottimisti, ne parlano come di “change of life“. E’ così che le si è accesa una lampadina: la vita sta cambiando per la solita Simonetta (e per molte donne come lei ad un certo punto), ma può decidere di viverla a modo suo e non solo come un elenco puntato di sintomi. Ci saranno anche quelli, ma lei sono qualcosa in più.

Che ne pensi?

2 COMMENTS

  1. per me il ciclo è stato sempre e solo una rottura di scatole.(a parte I primi due/tre anni che mi sentivo una “donna”!)
    da quando ho 15 anni sogno di andare in menopausa…
    e chiuderla li una volta per tutte.
    di anni al momento ne ho quasi 35…
    mi sa che dovro’ sopportare ancora per un po’…

    • Mi sa di sì, Sabri ;)!
      Io al momento non mi lamento e mi auguro di riuscire a vivere anche questa esperienza come le gravidanze, quando chi mi stava vicino mi trattava da semi-malata e io continuavo a dire che ero “solo” incinta. Ora sono solo in una nuova fase della mia vita: posso e voglio viverla al meglio.
      Un abbraccio

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