Insolito rappresentante d’istituto

Un paio di settimane fa.

– Cosa ne pensi? – il solito marito al cellulare (perché loro, le cose essenziali, le decidono per telefono).

– Per quanto tempo? – la solita donna.

– Tre anni.

– Sei sicuro?

– No, ma forse potrebbe tornare comodo.

– Comodo per chi?

– Per Pallino, che tra due anni va alle medie.

– Ok, ci pensiamo.

Domenica mattina.

– Cosa dici? Porto un paio di locandine? – il solito marito.

– No, non serve. Hai mandato le  mail ai rappresentanti delle classi degli altri figli.

– Sì, ma forse è meglio che ne porto almeno una.

– Guarda che non credo che ci siano degli spazi appositi.

– Vuoi che non ci sia una bacheca?

– Sì, ma chi vuoi che vada a leggere la bacheca?

– Senti, non la porto, così a nessuno viene il dubbio.

– Appunto!

– Ah! Mi raccomando non votarmi, ok?

– Ovvio!

I soliti genitori sono andati a votare per eleggere i rappresentanti di istituto (per il ciclo infanzia-primaria-secondaria). Il solito padre – rappresentante di classe nella terza della secondogenita – come se non bastasse è stato candidato come rappresentante d’istituto. Nonostante la campagna elettorale abbia rasentato i minimi storici, il solito uomo è stato eletto (con una quantità di voti inspiegabili, visto il basso profilo mantenuto nel periodo pre-elettorale).

Ieri.

– Vogliono eleggermi presidente – lui, sempre per telefono.

– Scordatelo! – lei.

Insoliti successi sociali.