Insolito primo giorno di scuola

Lunedì i soliti figli hanno iniziato il nuovo anno scolastico. Pallino ha iniziato la quarta della primaria. Pallina, la secondogenita, è partita alla volta della terza. Pallottolina, la cucciola di casa, ha iniziato il primo anno.
L’energia era palpabile da giorni.
La sera prima tutto era pronto e in perfetto ordine: merenda, libri, quaderni, astucci, colori, vestiti ai piedi del letto e tavolo apparecchiato per la prima colazione.

All’uscita.
– Mamma, è stato bellissimo e a merenda siamo andati a giocare in giardino. C’era anche Pallina che mi ha chiesto l’acqua.
– Pallottolina, sono felice che la maestra ti sia piaciuta.
– Mamma non vedo l’ora che sia domani!
– E tu Pallino? Com’è andata?
– Benissimo mamma. Per tutta la settimana le maestre non ci daranno compiti così possiamo ancora andare al mare!
– E tu Pallina? Perché quel broncio?
– Perché a me hanno dato una poesia da imparare a memoria!
– Cavolo! Come mai?
– Non te lo posso dire davanti a tutti?
– Mpf…
– Te lo dico in un orecchio, ma voi – rivolta ai fratelli e al padre – non ascoltate!
– Dimmi!
– Mamma, domani dobbiamo andare nelle prime a cantare la filastrocca e allora oggi Pallottolina non può sentirla! – in un sussurro complice.
– Ok, chiediamo a papi e ai fratelli di non entrare in camera così impariamo tutto di nascosto.
– Mamma – interviene Pallottolina, munita di un ottimo udito – non serve che andate in camera. Ci vado io.
Ed è così che la piccola di casa si è ritirata nel suo letto dove ha recuperato le forze dormendo per due ore.

Verso sera, quando l’adrenalina della giornata si è sciolta al vento dopo una lunga corsa in bici sul lungomare.
– Mamma, io non voglio andare a scuola senza di te e di papi.
– Pallottolina, che succede? Oggi eri felicissima. Adesso perché piangi?
– Perché come faccio senza di te?
– Cucciola, ma ci sono i tuoi fratelli nella stessa scuola. Domani verrà Pallina a cantarti qualcosa, ma è un segreto.
– Allora mamma, mi fai un po’ di baci di scorta.

Il solito papà, la solita mamma e i soliti fratelli hanno baciato pezzettini di carta di forme diverse in quantità.
La mattina dopo, la piccola di casa, profumata di sonno con i capelli aggrovigliati, in punta dei piedi si è lanciata al collo della solita Simonetta e a suon di “Aspetta mamma, ancora un attimo” è riuscita a tirare fuori il solito sole che le appartiene da sempre. La solita mamma ha tardato, ma ne è valsa la pena.

– Mamma, ricordati di portarmi qualche libro bello, eh!
– Ci penso io, amore. Buona giornata.

Insoliti momenti importanti.