Nati per leggere e poi? – un anno dopo

Più o meno un anno fa scrivevo che il solito blog era nato anche per appuntare l’esperienza della solita mamma che, tra le altre cose, è da sempre un’appassionata di libri e ci tenevo a precisare di non aver mai recensito in senso tecnico storie, albi o romanzi.

Rimane tutt’ora valido il fatto di aver cercato attraverso questi appunti sparsi di raccontare la mia esperienza della lettura e di come essa cali nella mia quotidianità. Resto ancora convinta che sia la chiave più semplice e immediata per provare a contagiare anche altri (peccando probabilmente di megalomania – penserete voi. Può essere, sono del segno del Leone ;)!).

Il metodo LAVA è cresciuto (e continuerà a farlo fin tanto che i miei bambini avranno voglia di ascoltare me e mio marito leggere per loro). L’approccio ai libri e alla lettura dei miei bambini tuttavia sta cambiando. Sono più consapevoli. Sono più esperti. Se una storia non li convince, non li convince.

Il progetto Nati per leggere – visto in qualità di bibliotecaria – sta evolvendo e mi pare corretto dopo anni che una moltitudine di professionisti – bibliotecari, pediatri ed esperti di settore – ci lavora e proseguirà a farlo al meglio

Rimane sempre forte in me il dubbio che esprimevo dodici mesi fa: – E poi? Se abbiamo abituato i nostri bambini al gusto per le storie belle, cosa succederà dopo?

Il mercato dell’editoria dell’infanzia è bellissimo, variegato, attento, curato, ma si perde nella fascia della scuola primaria, dove invece dovrebbe investire di più. Certo, recupera di nuovo qualità nella fascia degli adolescenti (teen) e dei giovani adulti (young adults), ma la fascia intermedia non mi pare sia ancora all’altezza.

In quest’anno la quantità di libri di cui ho parlato ha continuato a concentrarsi nelle fascie 0-3 anni, 3-6 anni e over 12 anni.

Certo, gli albi illustrati sono letture adattissime fino al secondo anno della primaria (e in alcuni casi anche oltre, per la loro profondità e qualità), ma mi rimane sempre la sensazione che manchi qualcosa.

Quali sono i libri per la fascia 6-12 che avete letto (o hanno letto i vostri figli) che vi/li hanno colpito/i lasciando un segno?

Sono fiduciosa e aspetto di essere contraddetta.

 

7 COMMENTS

  1. Ciao! Sono una bibliotecaria volontaria, e come te sono sempre in cerca di spunti per far leggere i bambini, in particolar modo quelli della scuola primaria. Per i 6-7 anni oltre agli albi illustrati che già citi propongo, per le prime letture in solitaria, Giulio coniglio (e gli altri personaggi di Nicoletta Costa), la Pimpa, la Mucca Moka e la serie bianca del battello a vapore, che ha raccontini articolati ma brevi. Altra proposta sono, soprattutto per quei bambini cui viene chiesto di leggere da soli, quei vecchi libri della Disney molto illustrati che raccontano le storie dei loro film. Vecchiotti, ma ho visto che li apprezzano ancora. Per i più grandicelli vedo che in genere si tuffano su Geronimo e Tea Stilton, o su Scooby-doo, molti passano il periodo “piccoli brividi”, qualcuno viene da me, e allora, a partire dagli 8-9 anni propongo i classici (pattini d’argento, giardino segreto, l’isola del tesoro, Verne, Salgari) o, se amano il fantasy, cerco di presentare Momo. (La storia infinita dalle medie). Per le bambine la serie di Valentina, di Angelo Petrosino, e’ declinata al femminile ma non cretina, e poi Bianca Pitzorno. Eppure hai ragione, l’età che corrisponde alla scuola elementare sembra poco fornita, se si esclude Geronimo, ma sinceramente vorrei più scelta.
    Questa è la mia esperienza, avere in biblioteca tanti vecchi libri, anche se fisicamente hanno poco appeal agli occhi dei piccoli lettori, permette di presentare cose che oggi “non vanno più di moda”. Chiara

  2. Ciao, sono una bibliotecaria volontaria in un comune di 3000 anime circa, leggo il tuo blog in cerca di ispirazione, visto che, in parte, ho dovuto auto formarmi (ok, sto studiando biblioteconomia, ora, ma i primi tempi e’ stato tosto). Come dici la fascia scuola elementare sembra preda del solo Geronimo Stilton, che nelle sue storie originali non è neanche male. Apprezzo poco le riduzioni dei classici, perché cerco di dare ai bambini gli originali, che però ho quasi tutti in copie vecchiotte con poco appeal visivo. Se riesco a convincerli che il libro vale la pena poi tornano ringraziandomi per averli spinti in quella direzione. C’è anche chi si tuffa sui piccoli brividi, di cui da me c’è una vasta collezione, altrimenti io offro Michael Ende (Momo, per primo, più breve e semplice, poi La storia infinita), Valentina, di Angelo Petrosino, oppure i libri di Bianca Pitzorno, o la serie Gol di Garlando. Per le medie, di nuovo, la situazione si semplifica, per fortuna. Questa è la mia esperienza, buon lavoro!
    Chiara

  3. Io in quella fase ho apprezzato la serie di Valentina, Storie della Storia del mondo, Manolito il Magnifico, Olympos, Rohald Dahl, bianca Pitzorno, Mary Poppins, Piccole Donne, la serie Morto Che Parla, la serie di Boscodirovo, la fiaba del Vajont, Emilio Salgari (e i promessi sposi, il signore degli anelli in lingua originale e Le Mille e una notte, ma ero una lettrice che amava confrontarsi con la nonna).

    Con un rapido sguardo alla biblioteca dei miei fratelli aggiungo: il fantasma di canterville, i peanuts, Asimov, facciamo che ero Lotti, astrid lindgren, l’inventore di sogni, il gufo che aveva paura del buio, qualche racconto di Poe, Valerio Massimo manfredi, Harry potter e Eragon.

    L’ordine è ovviamente sparso, ma credo possa dare qualche idea!

  4. Aggiungo che in effetti andando verso le medie, forse anche visto come andava la mia vita, amavo molto i romanzo stile Le Ragazzine, che trattassero di adolescenti che si trovavano in situazioni complicate: traslochi, divorzi, genitori che si risposano, nascita di fratellini, convivenza con fratellastri, morte… Me li divoravo proprio in biblioteca perché nella super biblioteca di famiglia non sarebbero mai potuti entrare. Mi ricordo in particolare un titolo, un’estate senza estate, che non mi era granché piaciuto ma credo renda l’idea di quel che intendo.

Comments are closed.