I soliti rientri a casa

Tutti i giorni si ripete la stessa storia. La solita mamma rientra dal lavoro con il piglio militaresco che la contraddistingue e non appena varca la soglia di Pallandia Home chiede: – Ciao ragazzi, tanti compiti o pochi compiti?

Ipotesi 1. Primo e secondogenita in un silenzio corale, non rispondono. Anzi. Negli ultimi tempi nemmeno si fanno trovare. Si nascondono e la solita donna deve cercarli e fare la caccia ai suoi tesssori.

Ipotesi 2. Primogenito in camera sua con musica a palla (ma l’adolescenza quando comincia?) e se va bene risponde: – Mi fai lo yogurt? – girato di spalle, senza un ciao, un per favore, niente. Secondogenita in camera sua a tagliare, confezionare, dipingere diari dei segreti (di nuovo: ma l’adolescenza quand’è che cominciava?).

Ipotesi 3. Primogenito corre incontro alla solita mamma chiedendo immediatamente lo yogurt e di poter smontare qualcosa per costruire una macchina del tempo, una nave spaziale o una qualsiasi diavoleria mentale che solo lui riesce ad inventarsi random. Se la risposta è ok, la solita Simonetta ha la certezza matematica che i compiti saranno finiti nel giro di breve, anzi brevissimo tempo. Se la risposta è no o simili (del tipo: – Aspettiamo papi, prima di distruggere la lampada alogena), sono cavoli amari e si apre un dibattito intriso di ricatti morali (e non) da operetta. Pallina è già seduta al tavolo a fare i compiti e vuole andare a qualche compleanno (la solita mamma ha perso il conto: ma quanti ca$$i di complenni si fanno in nove mesi di scuola?): anche qui se l’ipotesi è di tipo tergiversatorio, si apre il cielo e sono guai per i timpani dell’intero condominio.

Non c’è quasi mai un’ipotesi 4. Lei, la solita donna, torna a casa e mangia.

Poi però ci sono delle eccezioni: – Mamma, lo sai che questa mattina ti sei dimenticata una cosa?

– Oh cielo! Cosa? – con un sorriso d’intesa.

– Ti sei dimenticata di dirci quanto ci vuoi bene.

– Cavoli! Hai ragione. Ti adoro, amore. Fatti sbacciucchiare un po’…

– Stasera posso venire nel lettone con te e ci sbaciucchiamo di più? – Pallino.

– No, questa sera tocca a me! – Pallina e statisticamente qualcosa vola.

– Ecco, vedi? Viene sempre lei! – e in un botto, esplode la sottile bolla spazio-temporale-melensa da Mulino Bianco.

Le solite cose.