LAVA: Harry Potter e Pinocchio

Pallino, il primogenito settenne, sta subendo un’evoluzione naturale. Cresce.
Vive un’esistenza duplice: a scuola è un bambino perfetto, amato e viziato a destra e sinistra (da non crederci quanto riesca a farsi volere bene) e a casa è l’esatto opposto.
Ogni occasione è buona per discutere, per tenere il (suo) punto, per arrabbiarsi e per fare arrabbiare la solita mamma.
Pare che sia una fase. Un’altra e normale, ovviamente.
Da qualche parte deve sfogare, è stato detto alla solita mamma: e quella parte prende vita tra le mura domestiche.
Poi ci sono momenti di quiete irreale. E sono quelli in cui si va a letto in compagnia di quella pratica salvifica per la solita salute mentale che è la lettura di fine giornata.
A giorni alterni, una sera con le bambine e una sera con Pallino, i libri che i soliti genitori leggono cambiano, perché sta mutando il pubblico. Le bambine sono ancora legate a storie molto illustrate e mediamente più brevi (anche perché grazie al cielo si addormentano subito).
Pallino invece ha sviluppato lo stesso amore del padre per la notte, la luna e le stelle (per darci del filo da trorcere la mattina, al momento del risveglio da guerriglia domestica).
Il solito papà è sempre stato un conservatore in fatto di letture: Grimm, Andersen, Esopo, Rodari. Adesso sta leggendo a puntate Pinocchio (la versione illustrata da Mattotti ormai fuori catalogo da anni).
La solita Simonetta si è data al fantasy e alla saga di Harry Potter. O meglio Pallino si è impossessato dei sette volumi (più due: uno in inglese e uno in spagnolo) e li ha infilati nella sua libreria
Da lì, il passo è stato breve.
– Mamma, mi leggi questo?
– Amore, ma è molto lungo, vedi?
– Dai proviamo! – il solito bambino zen.
Su quel proviamo è partita l’insolita maratona di lettura a saltelli e la nuova frontiera del metodo LAVA.
Non sempre siamo così svegli da leggere molte pagine e non ogni sera Pallino vuole leggere solo Harry Potter: ma per il momento la cosa funziona.
A mio figlio piace Harry, si immedesima in quel ragazzino a due vite. A Pallina, la sorella quasi seienne, ha affibbiato con cognizione di causa il ruolo di Hermione – petulante, saccente ma su cui può sempre fare affidamento. A distanza di tempo vengono fuori domande: perché, parliamoci chiaro, Harry Potter non è facile.
La solita Simonetta però non si fa spaventare e per il momento si diverte a leggere con suo figlio, sotto le coperte, facendo discorsi da grandi e godendosi quei momenti di tregua coccolosa nell’arco della giornata.

Buon Venerdì del libro e felice weekend

*Link affiliati Amazon
La saga completa in ebook
oppure
1. Harry Potter e la pietra filosofale
2. Harry Potter e la camera dei segreti
3. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
4. Harry Pottere e il calice di fuoco
5. Harry Potter e l’ordine della fenice
6. Harry Potter e il principe Mezzosangue
7. Harry Potter e i doni della morte

Harry Potter e la pietra filosofale Book Cover Harry Potter e la pietra filosofale
J. K. Rowling
Zona Teen
Salani
2012

8 COMMENTS

  1. Pinocchio (nella versione illustrata da Innocenti) lo abbiamo letto lo scorso inverno e ogni tanto la canaglietta lo sfoglia da solo, guardando le immagini e ricordandomi gli avvenimenti.
    Harry l’ho letto solo io molto recentemente per la prima volta, mi ha preso, ma ha smosso parecchie emozioni. Non credo che glielo leggerò, penso e spero che possa essere una sua lettura solitaria, fra qualche anno.
    Intanto fra poco daranno in TV i film, a me hanno fatto un paura, non so se riusciremo a vederli.

    • Nel nostro caso non è stata una mia scelta: i libri erano nella libreria “in alto” mia e di mio marito. Mio figlio è salito sulla sedia e se li è presi di nascosto. Noi ci siamo solo accorti del “buco” (visto che togliendoli c’era un bel po’ di spazio). Dopo un po’ mi ha chiesto di leggerli: non ho saputo dire di no 🙂

  2. E’ vero… i nostri cuccioli crescono e assieme a loro crescono anche le loro letture ed i loro gusti. Il piccoletto di casa è diventato il lettore ufficiale delle storie della buonanotte: ha iniziato a leggere ed è orgoglioso di poterci accompagnare in un dolce sonno con la sua voce tranquilla e squillante. La principessa di casa inizia ad essere attirata da libri più “da grandi” ma ancora fa fatica a seguire una storia lunga e strutturata… non ha ancora formato i suoi gusti seguendo un genere in particolare ma siamo in evoluzione su questo fronte.

  3. Si parla di Harry Potter e di Pinocchio, e io (che ne ho fatto un campo di studio e scrittura saggistica, inter alios) come sempre non resisto. Leggere HP è sempre una soddisfazione per chi ha l’occasione di poter iniziare il percorso di lettura e (dunque) di identificazione ex novo e all’età giusta. Sono anche d’accordo con Mammozza sul fatto che HP debba essere un percorso che a un certo punto non può che diventare individuale. Sul fantasy, lo vedrai, c’è da essere d’accordo a metà. La verità è che l’Italia è poco preparata e pronta a riconoscere l’unico vero, insindacabile genere cui appartiene la storia, vale a dire la School-Story, un sotto genere del coming of age novel che in Inghilterra è particolarmente diffuso, come un classico (il prototipo è un libro che si chiama Tom Brown’s School Days, ma ce ne sono molti, e coinvolgono autori importanti come Kipling, senza contare che pietre miliari come la Bronte o Dickens li hanno comunque, in alcuni romanzi, attraversati). Come ho scritto in un saggio, da questo punto di vista HP non è un fantasy, ma la school story di formazione di un ragazzo che ama leggere i fantasy!
    Buona esperienza, allora. E una sola nota: Pinocchio non è conservatore! Nel contesto dell’Italia bambina in cui è stato prodotto, ma anche in assoluto, è uno dei libri più spudoratamente perturbanti che siano mai stati ideati! Ed è proprio per questo un ottimo compagno di HP, sullo stesso scaffale.

    • Grazie 🙂 Ehm, è mio marito il conservatore, nel senso che legge autori “classici” per bambini. Ma in questo siamo assolutamente complementari 😉
      Un abbraccio e buon we 🙂

    • Avevo capito, ma Pinocchio non rientra tra gli esempi che ne confermino la conservazione, tutt’altro (peraltro, nemmeno Andersen è un buon esempio di conservazione – come tutte le fiabe che giochino esplicitamente con il perturbante), questo volevo dire.

Comments are closed.