Aspettando il Natale 2

Mai come quest’anno l’insolita memoria (e la pazienza) è stata messa alla prova. Cioè, dopo procedura civile, procedura penale, diritto privato, diritto commerciale e diritto civile la solita Simonetta pensava di aver dato abbastanza.
Invece i soliti figli stanno portando a casa quasi ogni giorno una poesia da imparare a memoria. E lunghette, pure.
Avete un’idea?
Giusto per rendervi partecipi (e per tenerne traccia – visto che non sono riuscita a trovare il libro, nonostante la fonte espressa dalla maestra) ecco una delle ultime.

credits: Morguefile free
 
Un papà… speciale!
 
Sono un papà molto speciale
mi chiamo Babbo Natale!
Il vestito che porto addosso
è di un vivace color rosso.
cappello, stivali e cintura
completano la mia figura.
Quando mi guardo nello specchio
vedo la faccia di un bel vecchietto.
Vivo al Polo tra le nevi e orsacchiotti
insieme a tanti gnomi grassotti.
Al lume fioco di una lampadina di una lampadina
leggo la posta fino alla mattina.
Nella stanza delle sorprese
incarto i regali dal primo mese.
Ho una slitta a nove renne
e scio sulla neve carico di strenne.
Salgo svelto sopra il tetto,
poi scivolo piano nel caminetto:
nella casa tutto tace
e a luci spente regna la pace.
(E. Prati, Il mio primo libro di Natale, Giunti)
Update: gennaio 2014. Pallino ha scoperto tra i libri casalinghi quello dal quale la maestra ha tratto la filastrocca. Della seria: non ci manca niente.