Lit-blog: insolita tazzina di caffè

Ognuno ha le sue manie quando legge. La solita Simonetta per esempio si mangia le unghie (gliel’ha fatto notare il solito marito, fotografandola per dimostrarglielo!): quando la storia la prende totalmente, perde ogni forma di razionalità. Per sapere quanto le è piaciuto un libro basta guardare la sua manicure (insoliti segreti eh).
La lettura è poi associata ad oggetti particolari: per la solita maniaca per esempio leggere vuol dire stare distesa a letto di pomeriggio quando il sole riscalda il suo cuscino in pieno inverno. Perché tutta questa premessa, direte voi.

credits: Tazzina di caffè by Noemi Cuffia

Perché oggi per l’insolita guida ai lit-blog, la solita lettrice ospita Noemi Cuffia, autrice dal nick insolito Tazzina di caffè.
Ne indovinate il motivo?

Chi è l’autrice: è una persona incantevole, vive a Torino e racconta il suo lit-blog come un luogo virtuale dove si parla di libri e di caffè.
Non si trovano però recensioni né discettazioni critiche; ma pensieri ed emozioni di una lettrice che, semplicemente, ha studiato lettere e ha pensato, un giorno, di mettere in comune con il cosiddetto “mondo della rete” la propria esperienza e le proprie sensazioni .

Un post scelto per voi: alla solita mamma l’editoria digitale stuzzica (in Italia non è ancora chiara l’evoluzione dell’ebook, degli ereader e come tutto ciò soppianterà il libro cartaceo) e quindi ha scelto di suggerirvi un post-esperienza sul campo di Noemi con il Kobo, lettore digitale sfornato da Mondadori.

Che ne dite?
E voi, quali manie e/o quali oggetti associate all’atto del leggere?
La solita Simonetta, come il solito, è curiosissima di saperlo.
Nel frattempo augura a tutti una felice settimana!

3 COMMENTS

  1. Nessuna mania (credo) più che altro un rituale: vestiti comodi, silenzio, l’angolo del divano (versione autunno/inverno), sdraio personale sul terrazzo (primavera/estate).

    Bello questo blog libresco, è il genere che non mi dispiace: poche recensioni che altrimenti mi confondono le idee.

    alessandra

    p.s. sono contenta che il lavoro prosegue!

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